Sulla processione dello Spirito Santo (s. Massimo il Greco)

 San Massimo il Greco (+1556) è stato un polemista anti-occidentale del XVI secolo, che da giovane visse in Italia e poi si recò sul Monte Athos, e da lì fu chiamato in Russia come traduttore per una riforma liturgica parziale e per la traduzione di testi patristici, patrocinato dallo Zar Basilio III di Mosca. Lo zar aveva un medico di corte di origine tedesca, tale Nicola detto "il Latino", che cercava di influenzare la corte nel mantenere viva l'Unìa di Ferrata-Firenze. Contro di lui si scagliò il beato Massimo che - facendo parte del cosiddetto Circolo Moralista della capitale, non poteva sopportare un tale affronto. Ne nacquero diversi libretti teologici, di carattere apologetico-poletico, dedicati ai grandi errori della Latinità, come l'uso delle ostie, il primato papale, l'abolizione del sacerdozio uxorato e, ovviamente, la doppia processione dello Spirito Santo. Traduciamo da Azybuka il Trattato sullo Spirito Santo di questo grande teologo ortodosso


Ogni dono buono e ogni dono perfetto viene dall’alto, discendendo dal Padre delle luci (Gc 1,17).

Ogni manifestazione luminosa mossa dal Padre delle luci, che per grazia giunge a noi, di nuovo, come forza unica creatrice, ci eleva all’altezza e ci riconduce al Padre, come raccoglitore dell’unità e della semplicità divinizzante. Lo stesso bene naturale – il Verbo – dice: «Lo Spirito della verità, che procede dal Padre» (Gv 15,26). Dio è il sole di giustizia, come è scritto, che semplicemente stende a tutti i suoi raggi di grazia; l’anima di ciascun uomo, se amante di Dio, è simile alla cera, mentre quella amante della materia è simile allo sterco, che il sole dissecca; così anche l’anima attaccata alla materia e amante del mondo viene punita da Dio e, per questa sua libera scelta, come sterco seccato, non riceve su di sé il segno del sigillo e tende alla perdizione. L’anima amante di Dio invece, come la cera, si ammorbidisce e, ricevendo in sé l’immagine delle concezioni divine, diviene «dimora di Dio nello Spirito» (Ef 2,22).

Grandi peccati fin dall’inizio il maligno nemico della nostra salvezza ha seminato con malizia nelle anime degli uomini schiavi delle passioni, e con essi il perfido Satana impedisce di preferire quella vita immortale. Quali sono questi peccati? L’opinione personale e la superbia. Tu dunque, ascoltatore, non essere seguace dell’opinione personale e della superbia, riempiendo l’aria di parole su come i latini comprendono e spiegano la Sacra Scrittura. La loro comprensione è propria solo dei seguaci della vanagloria e la loro interpretazione è sconsiderata.

Tu scrivi affinché io esprima il mio parere su ciò. Se cominciassi a scrivere la mia opinione sul contenuto della tua lettera, come tu hai fatto riguardo al mio breve scritto, temo che l’estate mi sorprenderebbe ancora a scrivere senza aver concluso nulla. Ma poiché ho sentito che ti prepari a ricevere un’epitimia e a pentirti, mettiamoci all’opera e iniziamo l’indagine non con espressioni generiche, ma prendendo la soluzione delle questioni incomprensibili dalla stessa Sacra Scrittura. Infatti chi ragiona secondo la propria opinione, come vuole, inganna se stesso; chi invece si istruisce nella Scrittura ha come maestro la Verità stessa.

È tempo ormai di passare all’opera. Ti prego dunque: ascolta con attenzione e comprendi con la mente, affinché quanto detto non passi oltre le orecchie, e la mente rifletta attentamente, poiché questa parola riguarda lo Spirito Santo. Non è un semplice racconto, ma una spiegazione del mistero della vera fede.

Lo Spirito Santo fin dall’inizio, insieme al Padre e al Figlio, ha prodotto la creazione, come dice Davide: «Con la parola del Signore furono stabiliti i cieli, e con lo Spirito della sua bocca tutta la loro potenza» (Sal 32,6). Lo Spirito procede dall’essenza del Padre; perciò il profeta non disse anche del Verbo: “Parola della sua bocca”, affinché fosse chiaro e certo che egli parla della processione (dello Spirito). Ma Egli procede unicamente dall’unico Padre, e non, come tu dici, che lo Spirito Santo proceda dal Padre e dal Figlio con un unico soffio.

Da ciò risulta che Dio dapprima non sarebbe stato perfetto, ma solo Padre e Figlio, e che poi, come pentitosi, avrebbe assunto la Persona mancante, cioè lo Spirito, emettendolo con un soffio comune, e così avrebbe ottenuto la pienezza della perfezione. Ah, quale errore! Quanto è contrario alla fede ortodossa pensare così! No, non è così!

Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo si distinguono, secondo le parole di Damasceno, per questa differenza: il Padre è non generato; il Figlio è generato ed è coeterno al Padre, avendo un’unica origine, la generazione senza tempo; lo Spirito Santo procede dal Padre, è coeterno al Padre e al Verbo, avendo un’unica origine, la processione senza inizio dal Padre, come anche il Figlio; e in ciò né il Padre perde la non generazione generando il Figlio, né il Figlio perde la generazione essendo generato; così anche lo Spirito, con la sua processione, non si trasforma nel Padre o nel Figlio e, come Dio, conserva immutabile la sua proprietà. Altrimenti come potrebbe una proprietà restare tale, se cambia e passa ad altro?

Ora è opportuno che io presenti qui la testimonianza da te citata sullo Spirito Santo, dove si dice: «Poiché siete figli, Dio mandò nei vostri cuori lo Spirito del Figlio suo, che grida: Abbà, Padre» (Gal 4,6). Considera attentamente ciò che ha detto l’Apostolo: «Quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge» (Gal 4,4). Perché discese? «Per riscattare coloro che erano sotto la legge», e affinché non solo fosse abolita la maledizione della legge, ma anche «ricevessimo l’adozione a figli». Questo è detto di Cristo. Che cosa dice poi? «Poiché siete figli, Dio mandò lo Spirito del Figlio suo nei vostri cuori» (Gal 4,6), cioè lo Spirito dell’adozione filiale. Così Paolo lo chiama anche in un altro luogo, dicendo: «Non avete ricevuto uno spirito di schiavitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito dell’adozione» (Rm 8,15).

Il Signore lo ha chiamato Spirito di verità, dicendo: «Quando verrà il Consolatore… lo Spirito della verità» (Gv 15,26). Per questo, dopo Cristo, Egli, nostro Consolatore, non cessa di rimanere con noi, affinché tu ricordi la loro pari dignità. Qui lo Spirito è come chiamato un altro Figlio, poiché in verità lo Spirito è uguale al Figlio nell’azione ed è consustanziale a Lui, eccetto che per la generazione. Come Cristo conferisce l’adozione, così lo Spirito compie l’adozione, poiché «nessuno può dire: Gesù è Signore, se non nello Spirito Santo» (1Cor 12,3).

E Cristo nella prima lettera di Giovanni è chiamato Consolatore (Avvocato): «Se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre, Gesù Cristo il giusto» (1Gv 2,1). Quando dunque il Consolatore (Cristo) se ne andò, doveva venire un altro Consolatore, cioè lo Spirito. Infatti il Signore stesso dice nel Vangelo di Giovanni: «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore» (Gv 14,16), un altro, dice, uguale a Me, pari a Me.

Esamina con piena attenzione le parole del Signore che tu proponi come prova che lo Spirito Santo procede dal Figlio: «Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non è suo» (Rm 8,9). Qui in verità per Spirito di Cristo è chiamata l’alleanza data da Lui, lo Spirito della legge di Cristo, che comanda di amare il prossimo, disprezzare le cose terrene, preoccuparsi di quelle celesti, mortificare la carne a causa del peccato, frenare i pensieri carnali. Non credo che qualcuno possa fare questo senza avere lo Spirito di Cristo; poiché chi ne è privo, per invidia rovina la mente, si insuperbisce, si indurisce nell’ira fino alla follia, è tormentato dall’avarizia, perisce nella dissolutezza.

Tu però, ascoltatore, non turbarti ascoltando questo. L’Apostolo ha detto prima: «Quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio» (Rm 8,8). Chi sono quelli che sono nella carne? Evidentemente coloro che sono guidati da un modo di pensare carnale. «Voi invece non siete nella carne, ma nello Spirito», a motivo della grazia di Dio che vi è stata data. «Non siete nella carne», cioè non rimanete nelle opere carnali e peccaminose, ma siete guidati da una mente spirituale, e perciò là voi non siete più, «poiché lo Spirito di Dio abita in voi». Perché dunque ha aggiunto: «Spirito di Cristo» (Rm 8,9)?

E ancora tu dici che lo Spirito Santo procede dal Figlio; ma il Figlio questo lo ha dal Padre, come Egli stesso dice: «Tutto mi è stato dato dal Padre mio» (Lc 10,22). Inutilmente ti turbi per questo. Forse il Padre ha consegnato lo Spirito Santo al Figlio? Oh, quale grande empietà è questa: equiparare Dio Spirito a un servo! Che cosa significa allora: «Tutto mi è stato dato dal Padre mio»? Poco prima Egli ha detto al Padre: «Hai rivelato queste cose»; e affinché tu non pensassi che Egli stesso non faccia nulla e che tutto venga dal Padre, dice: «Tutto mi è stato dato», cioè una sola è l’autorità mia e sua. E ancora: «Il Figlio non può fare nulla da se stesso, se non ciò che vede fare dal Padre; ciò che fa il Padre, anche il Figlio lo fa allo stesso modo» (Gv 5,19). E ancora: «Io vivo per il Padre» (Gv 6,57).E Colui che è la potenza di Dio dice di sé: «Il Figlio non può fare nulla da se stesso», e la Sapienza autosufficiente dice di aver ricevuto un comandamento: «Che cosa dire e che cosa annunciare». E ancora: «Non ho parlato da me stesso», ma «come il Padre mi ha comandato, così io faccio» (Gv 12,49; 14,31). Tutto questo Egli lo dice non perché non avesse alcuna autorità o non potesse intraprendere nulla senza ordini, ma per mostrare che la sua mente è unita alla mente del Padre, e con tutto ciò ci conduce alla conoscenza del Padre, al quale attribuisce anche i miracoli compiuti, affinché in tal modo conosciamo il Padre.

Ti prego, non dire che il Figlio ha dal Padre ciò che lo Spirito Santo procede da Lui. Non sai forse che cosa dice apertamente la Scrittura: «Il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa» (Gv 14,26)? Dimmi: dove il Figlio dice chiaramente che lo Spirito Santo procede da Lui? Al contrario, il Signore ha detto: «Lo Spirito della verità, che procede dal Padre» (Gv 15,26). Vedi come chiaramente e apertamente si dice che procede dal Padre, non per generazione ma per processione, lo Spirito di Dio consustanziale al Padre e al Figlio e sempre esistente, retto, sovrano, fonte di vita e di santità, riconosciuto insieme al Padre e al Figlio come vero Dio?

Ma tu dici ancora che il Figlio ha rivelato chiaramente che lo Spirito Santo procede da Lui nelle parole: «Chi ha sete venga a me e beva. Chi crede in me, come dice la Scrittura, fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno». Questo Egli disse dello Spirito che dovevano ricevere i credenti nel suo nome» (Gv 7,37–39).

Comprendi ciò che ti dirò. Gesù Cristo stava in piedi: questo dimostra che Cristo non costringe nessuno e non trascina con la forza a sé, ma chiama solo coloro che hanno grande e ardente zelo; solo tali Egli chiama e vuole dissetare, poiché chi beve quest’acqua «non avrà più sete in eterno» (Gv 4,14). Tutti i setevoli venite a quest’acqua, bevete e ricevete la vita. Infatti i setevoli, quando prendono in mano una coppa colma fino all’orlo, con grande attenzione e sforzo la tengono finché non bevono e si rinfrescano. Così anche coloro che ascoltano l’insegnamento del nostro Dio Salvatore, se lo ricevono con sete, non cessano di bere finché non sono sazi. «Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati» (Mt 5,6).

Comprendi ciò che dico. «Chi crede in me, come dice la Scrittura, fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno» (Gv 7,38). Molti pensavano di credere, ma non credevano «come dice la Scrittura», bensì seguivano la propria volontà, e perciò erano eretici. I fiumi di acqua viva sgorgheranno dal seno di colui che crede «come dice la Scrittura». Per seno qui si intende il cuore, cioè la parte razionale e verbale dell’anima, come anche in un altro luogo si dice: «La tua legge è nel mezzo del mio seno» (Sal 39,9). La grazia dello Spirito Santo, quando dimora in un cuore puro e vi trova un luogo, sgorga più abbondantemente di qualsiasi fonte, non cessa mai di scorrere, non si esaurisce e non si arresta mai.

Questo lo so bene dall’esempio degli stessi apostoli: essi senza timore insegnavano e annunciavano la parola di Dio, e consideravano nulla sia l’opposizione dei persecutori, sia le calunnie che venivano loro tese in molte città, sia la furia dei popoli feroci, ma facevano sgorgare fiumi di acqua viva del loro insegnamento. Questo era l’effetto della grazia dello Spirito Santo, come dice l’evangelista: «Questo Egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti nel suo nome» (Gv 7,39).

Lo Spirito di verità è luce e vita e fonte viva intelligibile, Spirito di sapienza, Spirito di intelligenza, buono, retto, intelligente, sovrano, che purifica i peccati, Dio e divinizzante, fuoco che procede dal fuoco, che parla, che opera, che distribuisce i doni (dallo stichirà della Pentecoste), come dice l’Apostolo: «Vi sono diversità di doni, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per l’utilità comune. A uno infatti per mezzo dello Spirito è data parola di sapienza, a un altro parola di conoscenza secondo lo stesso Spirito; a un altro la fede nello stesso Spirito; a un altro i doni di guarigione nello stesso Spirito; a un altro l’operare miracoli; a un altro la profezia; a un altro il discernimento degli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l’interpretazione delle lingue. Tutto questo opera l’unico e medesimo Spirito, distribuendo a ciascuno come vuole» (1Cor 12,4–11).

Ancora tu dici che è detto: «Ecco, io mando su di voi la promessa del Padre mio» (Lc 24,49); e se il Figlio manda, allora significa che Egli procede dal Figlio come anche dal Padre. Ne consegue dunque, secondo le tue parole, che il Signore ci abbia lasciati perire in una totale ignoranza? Infatti Egli non ha detto che lo Spirito Santo procede da Me, ma al contrario ha indicato qui con molta chiarezza la promessa del Padre. Ascolta Gregorio il Teologo, che dice: «Quando il Figlio venne da noi, era opportuno che anche lo Spirito si manifestasse corporalmente; e quando Gesù Cristo si allontanò da noi, conveniva che Egli discendesse a noi; Egli viene come Signore, ma viene mandato come non contrario a Dio». Tali espressioni mostrano piuttosto l’unità di pensiero che non dividono la natura; infatti essi si distinguono senza separarsi e si uniscono, per così dire, senza confondersi: una è la Divinità in tre, e tre sono una cosa sola nella Divinità.

Il Signore, mostrando la sua uguaglianza con il Padre, dice: «Io mando su di voi la promessa del Padre mio» (Lc 24,49). In un altro luogo il Signore dice che il Padre manda lo Spirito Santo, mentre qui dice di Se stesso che Egli lo manda, ma, penso, dal Padre viene mandato. A motivo della consustanzialità, lo Spirito è mio e del Padre; quanto all’essere, però, per natura ha l’esistenza dalla stessa essenza del Padre. Egli non ha detto: “Io emetto lo Spirito dal mio seno”, ma che cosa dice? – Lo Spirito che procede dal Padre ed è Spirito di verità. Perché dunque filosofeggi dicendo che il mandare significa la stessa cosa che il procedere? Se fosse così, allora anche il Padre procederebbe dal Figlio, poiché lo stesso Figlio dice: «Io sono nel Padre e il Padre è in me… le parole che vi dico non le dico da me stesso, ma il Padre che dimora in me compie le opere» (Gv 14,10).

Il Signore ha detto: «Io sono la via» (Gv 14,6). Che via è questa? La via è lo stesso Cristo, poiché Egli ha detto: «Io sono la via», e per mezzo di Me chiunque salirà al Padre. Io non sono solo la via, ma anche la verità; perciò dovete essere fiduciosi che ciò che ho detto non è menzognero; ma Io sono anche la vita, e quindi, anche se qualcuno morirà, non sarà privato della possibilità di venire al Padre – e non per un’altra via, ma solo per mezzo di Me si può giungere. Se tu procedi nell’azione, Cristo diventa per te la via; se invece giungi alla contemplazione, Egli diventa per te la verità. Ma molti hanno camminato nell’azione e si sono esercitati nella contemplazione, e tuttavia non hanno ricevuto la vita, perché si esercitavano nella virtù per impulso di vanagloria; perciò hanno perduto la ricompensa delle loro fatiche e si sono smarriti dalla vera via. Cristo è la via della vera realizzazione della parola e la vita per coloro che giungono alla contemplazione per questa via.

Dobbiamo dunque, nelle nostre azioni, guardare alla vita del secolo futuro e non all’opinione degli uomini mortali. Il Signore ha detto: «Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato ha la vita eterna» (Gv 5,24). Perché dunque tu non credi alle sue parole – non credi a ciò che ha detto il Verbo stesso per natura: «Lo Spirito della verità, che procede dal Padre, testimonia di Me» (Gv 15,26), e non ha detto che procede da Me? Se tu non credi a ciò che Cristo ci ha insegnato, che lo Spirito Santo procede dal Padre, tu non hai la vita eterna. O Nicola, perché non obbedisci alle parole del Signore? Che cosa può esserci di più forte e più probante di ciò che ha detto la parola sacra: «Lo Spirito della verità, che procede dal Padre»? Da dove hai preso l’idea di mutare le parole di Dio e reinterpretarle secondo il tuo intelletto?

In un altro luogo il Signore ha detto: «In verità, in verità vi dico: è bene per voi che io me ne vada; perché se non me ne vado, il Consolatore non verrà a voi; ma se me ne vado, ve lo manderò» (Gv 16,7). Comprendi da ciò sia l’autonomia dello Spirito sia la volontà del Figlio: con le parole “il Consolatore verrà” è indicata la potestà dello Spirito, mentre con le parole “ve lo manderò” è indicata la volontà del Figlio. Ma tu dici che dal fatto che il Figlio promette ai suoi discepoli di mandare da sé lo Spirito Santo, risulta chiaramente che lo Spirito procede da Lui. Non ingannarti dal fatto che, parlando della discesa dello Spirito Santo, Egli non abbia menzionato il Padre; infatti prima aveva detto: «Colui che io vi manderò dal Padre», indicando chiaramente: «Lo Spirito della verità, che procede dal Padre» (Gv 15,26). Inoltre: «Perché io vado al Padre» (Gv 16,7). Perciò non ha menzionato di nuovo il Padre, poiché prima aveva insegnato loro che andava al Padre e aveva promesso che dal Padre avrebbe mandato loro lo Spirito vero e vivificante.

Se comprenderai il “mandare” nel senso di “procedere”, allora troverai che anche il Figlio è mandato dallo Spirito, come dice Isaia a nome del Figlio: «Il Signore mi ha mandato, e il suo Spirito» (Is 48,16). Considera attentamente e rifletti che una cosa è mandare e un’altra è procedere; infatti il Figlio è mandato dal Padre: significa forse questo che il Figlio procede dal Padre? Oppure, secondo il tuo modo di pensare, “mandare” significa lo stesso che “generare”? Abbandona la tua incredulità, poiché non è fede cristiana ritenere il Figlio radice dello Spirito Santo.

Accogliamo dunque l’insegnamento essenziale: che lo Spirito Santo procede dal Padre, ma è uguale al Padre e al Figlio. Ricordiamo che l’uomo è stato creato a immagine di Dio e vediamo come in lui è raffigurata l’unità e la trinità della Divinità. Come avviene ciò? È evidente che la mente è non generata ed è immagine del Dio Padre non generato; la parola mentale è generata, e nasce dalla mente in modo ineffabile, invisibile, indicibile e senza passione, a immagine del Figlio generato; lo spirito invece non è generato, ma procede, avvolge tutto, osserva tutto e invisibilmente tutto abbraccia, a immagine dello Spirito purissimo che procede dal Padre. Guarda dunque: una sola è la fonte della Divinità, il Padre; il Figlio e lo Spirito Santo sono i rami della Divinità principiale, come dice l’Apostolo: «Un solo Dio, il Padre, dal quale sono tutte le cose; e un solo Signore Gesù Cristo, per mezzo del quale sono tutte le cose», e un solo Spirito Santo, nel quale sono tutte le cose.

Impara dal grande apostolo Paolo che lo Spirito Santo procede dal Padre ed è uguale al Padre e al Figlio; sottomettiti alle sue parole e credi nel Padre senza indagarlo, adora il Figlio senza interrogarti sulla sua generazione, glorifica lo Spirito Santo senza cercare di comprendere il mistero della Santa Trinità. Trasportati con la mente al Giordano e contempla con i tuoi stessi occhi il mistero della Santa e Consustanziale Trinità che lì si manifestò: il Padre che testimonia dall’alto, il Figlio che viene battezzato in basso e lo Spirito Santissimo che discende dal Padre in forma di colomba – e questo ti basti per l’ortodossia.

Se invece comincerai a credere che lo Spirito Santo procede dal Figlio, allora risulterà che non siamo stati creati a immagine di Dio, poiché il nostro spirito non procede dalla nostra parola, ma l’uno è generato e l’altro procede da una sola mente, e l’uno non è subordinato all’altro, ma mente, parola e spirito hanno un’unica esistenza comune; allo stesso modo anche lo Spirito Santo riceve l’esistenza dall’unica essenza del Padre e non anche dal Figlio.

Ascolta: noi confessiamo un’unica essenza del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, in modo tale che né il Figlio è nato prima della processione dello Spirito Santo, né lo Spirito Santo procede prima della generazione del Figlio. Queste denominazioni – non generazione, generazione e processione – non vengono una dopo l’altra, come abbiamo detto, e sebbene abbiano nomi diversi, non introducono essenze diverse né dividono, come se fossero essenze differenti, come affermano gli ariani e gli eunomiani; al contrario, diciamo che nell’unica essenza si distinguono secondo le proprietà delle Persone, senza divisione dell’essenza e della natura e della Divinità, e che l’unica esistenza comune della Santa Trinità è senza inizio, indescrivibile e incomprensibile.

Coloro che cercano di comprendere Dio inseguono la propria ombra; coloro che hanno voluto definire l’essenza di Dio hanno cercato di misurare l’abisso con il pugno; e coloro che hanno creduto di aver trovato il metodo sono caduti in malvagie eresie. Se lo Spirito Santo procede dal Figlio, allora il Figlio di Dio sarebbe nato dal Padre prima della processione dello Spirito Santo, e lo Spirito Santo non procederebbe consustanzialmente dalla natura del Padre, ma sarebbe venuto all’esistenza dal non-essere. Ma la Trinità non è venuta dal non-essere: nella Trinità vi è eternamente una sola Divinità e una sola gloria della Santa Trinità.

E voi osate lacerarla in nature diverse, riconoscendo il Padre come eternamente esistente, il Figlio come eternamente sedente con il Padre, e ritenendo dello Spirito Santo che vi sia stato un tempo in cui Egli non era. Da non-esistenti si compone forse la Trinità? Se così fosse, vi sarebbe stato un tempo in cui non esisteva la Trinità, ma solo una diade, e poi, come pentitasi, questa diade avrebbe prodotto la Persona mancante, cioè lo Spirito, emettendolo con un soffio comune, e così la Trinità avrebbe raggiunto la sua pienezza. Come non temete di relegare lo Spirito tra i non esistenti e come non vi vergognate di dire che lo Spirito Santo procede dal Figlio? Ah, quanto ciò è contrario alla fede ortodossa! Quale scisma è questo!

Quanto chiaramente e apertamente lo stesso nostro Salvatore e Signore Gesù Cristo ci istruisce, dicendo nel santo Vangelo: «Lo Spirito della verità, che procede dal Padre, testimonia di Me»; e in un altro luogo nello stesso santo Vangelo dice: «Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato ha la vita eterna». Perché dunque non credi alle parole del nostro Salvatore Dio e Signore Gesù Cristo?

Ti prego dunque, Nicola, abbandona la tua incredulità circa il fatto che lo Spirito Santo procede dal Padre e cessa di affermare che Egli procede dal Figlio. Avvicinati e stabilisciti sulla pietra della fede e confessa lo Spirito Santo come procedente dall’unico Padre e uguale al Padre e al Figlio, poiché una sola è l’essenza del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Così ci hanno comandato i sovrani apostoli nella loro 49ª regola, e così ci hanno insegnato i sette concili ecumenici. Così tutti i santi padri hanno creduto e così hanno insegnato anche a noi.

Ho ricevuto le due lettere che mi hai mandato, le ho lette attentamente e ho preso la penna per rispondere alle tue prime lettere, che iniziano così: «All’onorabile signore…» e anche: «Onorabile uomo, signore». Scritta questa breve risposta, con l’aiuto dello Spirito Santo, te la invio. Della mistica Cena di Cristo non ho scritto, e ho lasciato senza risposta anche la tua terza lettera, per non appesantire la tua attenzione con la quantità e la lunghezza degli scritti.

Questo scritto contiene consigli per piacere a Dio in tutto ciò di cui parla; infatti tutti i santi, le cui testimonianze abbiamo riportato a poco a poco, ci conducono con sicurezza alla retta fede e ci preservano dall’errore e dalla perdizione. Guai a coloro che pronunciano bestemmie contro lo Spirito Santo, poiché il loro peccato non sarà loro perdonato né in questa vita né in quella futura, poiché per mezzo dello Spirito Santo tutti i padri hanno insegnato e confermato la fede ortodossa.

Noi invece, custodendo la fede apostolica ortodossa e l’insegnamento dei padri dei sette concili ecumenici e rivestendocene come di una veste regale, saremo resi degni di essere eredi del regno dei cieli, per la grazia della Trinità consustanziale increata. Amen.

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FONTE

Сочинения преподобнаго Максима Грека в русском переводе / [предисл.: послушник Моисей]. - [Сергиев Посад] : Св.-Троицкая Сергиева лавра, собственная тип., 1910-1911. - 3 т. / Т. 2. 1910. 332 с. / Против Николая латинянина – слово об исхождении Святого Духа. 191-202 с.

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