martedì 17 maggio 2016

Monaci ortodossi irlandesi, i primi avventurieri americani? (Storia della Chiesa)

La ampiezza dell'America non cessa mai di offrire numerose "alternative" alla scoperta a opera di Colombo in quel del 12 ottobre 1492; dalle teorie fantasiose sui Templari che vi sbarcarono nel 1262 fino al ritrovamento di navi fenicie e romane dell'Avanti Cristo, in questo blog abbiamo visto nella colonizzazione norrena dell'America e della Groenlandia l'arrivo dell'Ortodossia nel Nuovo Mondo del X secolo. 

Eppure, secondo il sito Orthodox Outlet, alcuni monaci irlandesi del VI secolo si sarebbero avventurati quattro secoli prima dei vichinghi nelle glaciali acque atlantiche fino a giungere indefessi e salvi alle coste americane. L'articolo infatti illustra un ritrovamento petroglifico (1) nel Wyoming (West Virginia, USA) scritto, secondo gli archeologi, in antica lingua irlandese. Il glifo, scoperto nel 1964 ma catalogato solo nel 1982, fu approfonditamente studiato dal dott. Robert L. Pye dell'Università di Geologia della West Virginia. 

Una fonte utilizzata dagli storici per rimpinguare questa golosa scoperta è la Navigatio Sancti Brandani, un'opera spesso relegata nell'agiografia o peggio nella spudorata fantasia; eppure, la cronaca del viaggio di san Brandano Abate potrebbe raffigurare niente poco di meno che una missione evangelizzatrice nelle coste settentrionali del continente americano. 

San Brandano e lo zaratan

La Navigatio è un poema scritto nel VII secolo in ventinove capitoli che segue lo schema degli imram, un genere letterario molto diffuso nel medioevo anglosassone e irlandese, nel quale uno o più eroi compiva solitamente una traversata marittima. In questo testo, san Brandano con sessanta compagni decidono di esplorare l'Oceano Atlantico alla ricerca dell'Eden, incontrano uno zaratan sopra il quale celebrano la Messa di Pasqua, poi dopo molte peripezie visitano le isole Faer Oer, e infine "la Terra Promessa", per poi tornare in patria. Questa storia agiografica ha ispirato molti storici a ritenere i monaci di san Brandano i primi veri "scopritori" dell'America.


Nella contea del Wyoming, l'incisione rupestre in antico irlandese. Per conoscere nei dettagli la storia di questa scrittura, consultare il link.

Secondo l'eminente professore di Harvard, Barry Fell, la lingua riprodotta sulla roccia è l'irlandese parlato fra il VI e l'VIII secolo, scritto nell'alfabeto nominato "Ogam", frequente nella stessa Irlanda. L'iscrizione pare riportare, secondo lo studio del dott. Fell, un proto-calendario col ciclo liturgico: l'inizio dell'anno cristiano, le date di Natale e dell'Avvento, e le parole "Cristo nacque uomo da Maria". 


Nella contea di Boony, sempre in West Virginia, parallelamente alle iscrizioni di cui sopra, sono apparse altre incisioni in alfabeto Ogam, datate fra il 500 e il 800 d.C., nelle quali in evidenza appare il segno del Chi-Ro ( XP, ossia le iniziali per la parola Cristo) come usava fra i celti, che aveva più o meno queste forme:

Ad ogni modo, pare che la presenza monastica sia stata infruttuosa, una mera visita esplorativa che si è conclusa col ritorno in patria; gli unici stanziali saranno i norreni di Erik il Rosso, qualche secolo più tardi.

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1) incisione rupestre. 

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