venerdì 27 novembre 2015

L'Ortodossia in America: i vichinghi ( Storia della Chiesa )

L'America atlantica, al contrario dell'Alaska, incontrò l'Ortodossia molto prima della conquista russa. E' passato qualche giorno dal Ringraziamento che gli americani celebrano ricordando i padri pellegrini del XVII secolo, ma forse si sono dimenticati dei primi padri fondatori, gli esploratori norvegesi di Erik il Rosso, che tra l'altro, si mormora, rese grazie a Dio tagliando un grappolo d'uva che cresceva sulla costa. 

Prime esplorazioni

Fra il 982 e il 985 d.C Erik il Rosso e un manipolo di impavidi navigatori toccano le coste di Terranova ed esplorano l'area che in futuro apparterrà alle "tredici colonie".  Nel 986 Erik fonda un insediamento stabile, Brattahild ( ora Qassiarsuk ), trovando un clima che le cronache definiscono ottimo: era ben prima della Piccola Glaciazione che avverrà all'inizio del Rinascimento, inasprendo il clima dell'America del Nord. Le terre esplorate furono ribattezzate Greenland, la Groenlandia ossia "terra verde", e Vinland, ossia "terra del vino", l'attuale America del Nord, per il fatto che abbondavano vigneti naturali. Dal 986 al 1000 la colonizzazione si estese da Cape Farewell a Nuuk. Piccoli scontri fra alcuni nativi di etnia inuit e gli sbarcati vengono chiamati con Prima Guerra Norreno-Inuit. 


La rete di rifornimenti fra le terre madri e le colonie

Epoca d'Oro (1000-1300)

Il centro di Brattahild diventa una cittadina fortificata con una Hall - casa padronale - e una chiesa, eretta con l'arrivo di Leif Erikson, il figlio di Erik, il quale venne dalla Norvegia con una vera e propria spedizione mercantile con la benedizione del santo Re Olaf il Cristianizzatore (+1030). Il centro cristiano della regione divenne Brattahild nella quale venne costruita la cattedrale col nome di Tjodhildur kirkja, traducibile con "chiesa di Tjohild", intitolata al nome della moglie di Erik, forse venerata come santa locale, o forse perché era di sua proprietà. Dal 1100 in poi, Brattahild otterrà il Thing, ossia l'assemblea politica autonoma, su modello delle altre città vichinghe. Nel 1124 le colonie ottengono l'innalzamento a Diocesi, con sede a Gardar ( attuale Igaliku ). Nel 1261 iniziò la prima tassazione ufficiale delle colonie da parte del Regno Norvegese. 1350: un chierico di nome Ivar Bardasson delinea il profilo di alcuni insediamenti minori abbandonati. Gli Inuit invadono le coste del Terranova, dando  inizio della Seconda Guerra Norreno-Inuit. Dal 1370 al 1390 vi è un declino generale dei commerci: una piccola glaciazione rende difficoltose le traversate. La merce principale di scambio fino a questo momento storico era stata il vino, assieme al sale.



Rovine della chiesa della colonia di Hvalsey nella provincia groenlandese di Qaqortoq

Declino e fine misteriosa (1400-1480) 

Dal 1400 le scoperte archeologiche segnano nette differenze demografiche con cali costanti dall'inizio del secolo. L'ultimo matrimonio documentato risale al 1408; l'ultimo vescovo appuntato alla diocesi che ci è pervenuto è Paolo Gobelinus Bolant, arrivato il 1 ottobre 1431 (1) e i commerci crollano definitivamente verso la metà del secolo, senza che gli storici abbiano trovato una vera e propria causa. Nel 1480 abbiamo l'ultima, definitiva nota che afferma una presenza norrena, dopodiché, il silenzio. Nel 1498 Giovanni Caboto, al soldo di Re Enrico VII di Inghilterra, arriverà in America del Nord. 

La Chiesa Americana


icona russa di sant'Olaf

Con quello che posso dedurre dai miei studi, la diocesi di Gardar doveva per forza seguire il rito latino di Nidaros ( Norvegia ), una variante norvegese del rito anglo-romano del Primo Millennio. La pressoché assenza di fonti scritte - una lacuna incolmabile anche per la madrepatria la quale pare non aver tenuto in gran conto lo sviluppo delle sue colonie - non ci permette di conoscere né gli sviluppi successivi all'anno 1000, né l'esistenza di santi o pii uomini e donne vissuti nella Vinland. La scarsità di documenti e le poche rovine rimaste ci lasciano un grave peso sulla coscienza, che forse sono esistite notevoli figure di santità, che non ci è dato di conoscere. Poiché le chiese sono intitolate quasi tutte a personaggi della prima colonizzazione - la moglie di Erik, oppure a Leif stesso - si deduce che il fenomeno delle chiese private fosse qui preponderante. 

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FONTI:
Il sito The Norse Settlers of America per la panoramica delle date. 
I Vichinghi, Pierre Barthelémy, ECIG, 1999.
I Vichinghi e la scoperta perduta, Frederik J. Pohl, Hoepli , 2013  

1) la fonte è il sito della diocesi ( soppressa ovviamente ) di Gandar. Nota del blogger. E' davvero interessante come, così vicini alle imprese di Colombo (1492) nessuno si sia reso conto che la lontana Vinland era parte di un continente e non una semplice isola. Un grande flusso di merci e uomini doveva aver attraversato quelle acque per secoli, per almeno quattrocento anni. La scomparsa definitiva delle colonie è nel 1500, pochi anni prima che gli esploratori inglesi toccassero le coste americane settentrionali... 


lunedì 23 novembre 2015

La Missionarietà di padre Daniel Sysoev

Come missionari ci poniamo il dramma apparente di come fare a essere missionari. Veniamo quindi a conoscere il metodo del martire e presbitero Daniil Sysoev, il quale ha speso la sua vita per convertire nella Russia del nuovo millennio alla Fede cristiana ortodossa. Fu ucciso da un musulmano nella periferia sud di Mosca il 19 novembre 2009. 


il santo martire Daniil Sysoev (1974-2009) 

Il metodo di padre Daniele è molto semplice. Approccio diretto. Una volta ordinato prete, costituì un gruppo di uomini e donne pii e dopo averli formati con catechismo e lezioni di dogmatica li rese liberi di evangelizzare la città di Mosca, e la sua esperienza ci dice che il laicato è sorprendentemente più abile nel convertire i prossimi che non il clero, forse per una certa incomprensione del ruolo dei sacerdoti ( "dispensatori di sacramenti" e basta). San Daniele offriva catechismo, letture bibliche, lezioni di teologia ortodossa. La chiesa era sempre aperta, ma a differenza di quello che si può pensare riusciva anche a tenere una famiglia, essendo un chierico sposato: non c'erano scuse di sorta perché il padre non fosse in chiesa quando necessario, e anche oltre. Abbastanza frequentemente organizzava una sorta di talk tables, ossia di inviti aperti nei quali "si parlava di Dio" e rispondeva a tutte le domande, obiezioni o critiche poste alla Chiesa. Ora, dal momento che lui operava in un contesto che io definirò per praticità "simil-ortodosso", cioè alle prese con i classici credenti che vanno in chiesa solo per il battesimo del bambino e cose simili, l'esperienza di san Daniele Sysoev è contestualizzata in una ottica di recupero degli ortodossi che hanno perso il contatto con la Chiesa. Tuttavia, nulla vita di tentare lo stesso metodo di domanda-offerta di Sysoev per applicarlo alla nostra missione: offrire ai nostri evangelizzandi una esperienza cristiana genuina: offerta di preghiere, vicinanza spirituale, carisma, e soprattutto continuare a seguirli anche dopo il rientro ufficiale nella Chiesa. Avere anche una certa apertura mentale e flessibilità spirituale nel comprendere le varie situazioni. Solitamente, ai non ortodossi proponeva un battesimo così su due piedi, e molti gli rispondevano con un "forse più avanti" e si accordavano su un programma da seguire. Con questo spirito, battezzò 500 protestanti e 88 musulmani nell'arco dei suoi pochi anni di presbiterato. Generalmente nelle sue classi di catechismo riteneva pronti gli allievi quando avevano completato il ciclo dei quattro Vangeli e degli Atti degli Apostoli. Per coloro che erano già battezzati istituì i Circoli Evangelici, una sorta di classi nelle quali si approfondivano le divine scritture in modo analitico. La frase preferita di san Daniele, che poi è divenuta il suo cavallo di battaglia, era la sapienza è alla portata di tutti.

Il santo padre Daniele criticò aspramente la danza latinoamericana, il karate, lo yoga e il Darwinismo, nonché l'Islam con il suo libro Il Matrimonio e l'Islam del 2007, inimicandosi addirittura il Gran Muftì di Mosca, Nafigulla Ashirov. Il giorno 19 novembre 2009 un musulmano entrò in chiesa durante un divino servizio e sparò al padre Daniele quattro volte, ferendolo a morte. In quei giorni la badessa Prosdokia, Madre del monastero Ormylia in Grecia, disse in pubblico: è ora di smettere di pregare per padre Daniele, ma di pregare il padre Daniele. Il Patriarca Kirill lo ha chiamato col titolo di confessore della Fede e martire.

Le informazioni sulla vita di padre Daniele la trovate sia su OrthodoxWiki che sul portale Pravoslavie.ru  

domenica 22 novembre 2015

Sinodo Pan-Ortodosso 2016 - aggiornamento ( Novembre )



Sul sito dell'Esarcato Russo sotto Costantinopoli Sua Eccellenza Job di Telmesso ha esposto in francese una piccola nota che approfondisce alcuni temi trattati nel concilio.

Tanto per cominciare, abbiamo finalmente una sorta di data: febbraio del 2016 la prima sessione, e marzo-aprile 2016 la seconda sessione. Successivamente, l'articolo elenca i punti sui quali verteranno le discussioni dei rappresentanti delle Chiese, e dei quali abbiamo già parlato in un lontanissimo articolo, ma a beneficio di quanti non ricordano o che non l'hanno letto, li ripropongo brevemente.
- importanza del digiuno nel mondo d'oggi.
- matrimonio "nella prospettiva di un mondo multi-etnico e multi-religioso".
- Rapporti fra la Chiesa Ortodossa e le altre religioni.
- Rapporti fra la Chiesa Ortodossa e la Chiesa Cattolico-Romana.
- Rapporti fra le Chiese Ortodosse canoniche e i non-canonici.
- Riorganizzazione della Diaspora "su base canonica". 
- Metodi di proclamazione di Autocefalie e preparazione di nuovi Dittici. 
- L'azione pastorale della Chiesa nel mondo contemporaneo
Inoltre appare un altro tema, finora non emerso negli altri aggiornamenti, ossia:
<< L'impegno della Chiesa ortodossa a proporre la libertà, l'uguaglianza e la fraternità fra i popoli.>>  ah, questo odore di fragranza sanculotta...  ad ogni modo, il vescovo Job prosegue dicendo che il presidente sarà ovviamente il Patriarca Ecumenico e suoi sei confratelli di giurisdizione, e ogni altra Chiesa manderà i suoi rappresentanti per un totale di ventiquattro vescovi cadauna. 

Continuiamo a seguire come possibile gli sviluppi del Sinodo Pan-Ortodosso del 2016 con grandi aspettative e genuino interesse, pregando che la Grazia dello Spirito Santo non manchi mai. 

sabato 21 novembre 2015

L'uso del Ciborio nella Liturgia


Origine del Ciborio

Fra il III e il IV secolo si sviluppa una liturgia più ricca e le basiliche si arricchiscono di numerose strutture interne, fra le quali il ciborio. Il ciborio era già presente nell'architettura greca e romana come luogo per il trono imperiale o del generale, e nel Tempio ebraico di Salomone quale luogo del Tabernacolo. La simbologia dei due popoli si fonde nel Cristianesimo, il Ciborio diventa il luogo del Cristo-Re, dell'Officio, della preghiera sacerdotale. Solitamente, la Tradizione consegna alle quattro colonne portanti il simbolo dei Quattro Evangelisti sui quali poggia l'insegnamento che abbiamo ricevuto. L'importanza del ciborio giunge proprio dai Sacramentarii e dagli Ieratikon che avevano diverse preghiere o allocuzioni da proferire al momento dell'apertura o chiusura dei veli, detti in latino tetravela per via del fatto che fossero ubicati su tutti e quattro i lati.

Testimonianze storiche del suo uso liturgico

Paolo Silenziario (+580) racconta che nella basilica della Divina Sofia a Costantinopoli il ciborio era "protetto" da quattro lunghi veli d'oro e seta, Poco più tardi, Anastasio il Bibliotecario, sotto il papato di Giovanni II (532-533), illustra l'antica basilica di san Pietro con il suo ciborio anch'esso coperto da veli di seta damascati in oro, mentre sotto il papa Sergio I (687-701) ne furono prodotti quattro bianchi e rossi. Leone III (795-816) impreziosì la tradizione dei veli con la produzione dei orbiculi, detti anche scutallae, su impianto dei tetravela. Consistono nel medesimo oggetto, ma impreziosito con scene della festa di riferimento, oro, pietre preziose, icone cucite. Ad esempio, per la festa dell'Ascensione, è documentato il velo centrale dorato con un Cristo circondato dagli angeli. A proposito di angeli, essi venivano spesso usati come capitello e punta per i veli delle torri eucaristiche, anch'esse addobbate con veli dorati. Il velo del ciborio, così come il velo omerale dei sacri vasi, simboleggia tanto il sudario di Cristo quanto il velo del Tempio di Gerusalemme, ed è per questo che non può essere considerato poco importante, assieme a tutta la struttura, la quale simboleggia a sua volta la creazione: la volta celeste, le colonne dell'insegnamento apostolico, l'armonia delle forme come simbolo della perfezione della creazione stessa, nella quale si manifesta la divinità attraverso i riti. 


ciborio nella chiesa di san Pietro all'oratorio, in Capestrano.

Uso liturgico del Ciborio
La più antica prece per il ciborio è manifesta nella Liturgia di san Giacomo, Fratello del Signore, celebrata in Gerusalemme. Difatti, all'Anafora, il sacerdote recita a bassa voce una preghiera che principia così: avendo tolto i veli... poiché l'altare, finora coperto, veniva aperto per l'ingresso del sacerdote e poi richiuso alle sue spalle. 
Nel rito romano, invece, la preghiera di introito ( ossia di ingresso) aveva evidente scopo di benedire l'apertura dei veli del tempio per l'avvicinamento al sancta sancturum.I tetravela venivano richiusi nuovamente dopo il Sanctus fino alla conclusione della comunione del presbitero, ed è per questo, per sottolineare alcune preci segrete, che il sacerdote suonava una piccola campanella, uso che è rimasto anche dopo il Concilio tridentino. Il concilio di Trento ha devastato la liturgia romana, eliminando anche l'uso liturgico del ciborio, rendendolo mero addobbo della chiesa. 

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FONTI

F.Cabrol, Mass in the Western Rites, 1902.

F. Block, The Ecclesiologist, vol.29: "The hangings of the Altar veils", Cambridge Press, 1957

venerdì 20 novembre 2015

Perché preghiamo verso Oriente ( S. Giovanni Damasceno )

E' considerato qui in Occidente un retaggio dell'oscurantismo. E' visto come un dato di fatto dagli Ortodossi. Di cosa stiamo parlando? di celebrare verso Oriente, o coram Deo. Le motivazioni sono le più disparate, dal semplice maggior decoro al retaggio apostolico, come ci segnala il santo Giovanni di Damasco con le parole che seguono

Noi non prestiamo venerazione verso Oriente a caso. Ma, poiché siamo composti di natura visibile e invisibile, ossia intellettuale e sensibile, prestiamo al Creatore una duplice venerazione: così come cantiamo con la mente e con le labbra, siamo battezzati in acqua e Spirito, e siamo uniti a Cristo doppiamente, partecipando ai sacramenti e alla grazia dello Spirito. Quindi, poiché << Dio è Luce >> (Gv 1,15) e Cristo viene chiamato << Sole di Giustizia >> (Ml 3,20), e << Oriente >>, allora occorre dedicarGli l'Oriente per la preghiera. Dobbiamo infatti dedicare ogni cosa bella e buona a Dio, da quale ogni cosa di buono proviene. E ancora la Scrittura dice: Dio piantò un giardino a Oriente, in Eden, e vi collocò l'Uomo ch'aveva plasmato. (Gn 2,8) poi però lo cacciò e lo pose fuori dal giardino di delizie, in Occidente. Noi preghiamo Dio guardando all'antica patria e volgendo gli occhi ad essa; la tenda di Mosé aveva il propiziatorio rivolto a Oriente ( Es 38,12) e la tribù di Giuda, poiché più importante, si accampava ad Oriente. Ne tempio del Signore in Giudea, la porta del Signore era posta a Oriente. Al contrario Dio, quando fu messo in Croce, volgeva il suo sguardo a Occidente, ed è per questo, che noi prestiamo culto verso di lui, che noi ci rivolgiamo a Oriente. Mentre era assunto in Cielo andava verso Oriente, e gli Apostoli lo venerarono; e da Oriente tornerà per giudicare il mondo secondo le sue stesse parole: come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell'Uomo. (Mt 24,27) E noi che lo aspettiamo, preghiamo verso Oriente. 

Questa è la Tradizione degli Apostoli, non scritta, infatti molte cose essi ci hanno tramandato senza scriverle. 

Tratto da: La Fede Ortodossa, cap. 12 libro IV, san Giovanni Damasceno, città nuova Edizioni.


Una vecchia scenetta inglese del XIX secolo del Movimento di Oxford che mostra i modi di pregare in famiglia rispettivamente dei "deformati" ( anglicani di chiesa bassa, considerati "erranti") e dei Riformati (ossia dei Cristiani simili al primo Millennio, gli Anglicani di Chiesa Alta). Il Movimento di Oxford durante la seconda metà dell'Ottocento si avvicinò considerevolmente all'Ortodossia e alcuni suoi esponenti, fra i quali menziono per conoscenza J.J. Overbeck si convertirono ufficialmente alla Chiesa Ortodossa. 
Rilancio un vecchio articolo sulla Storia dell'Inghilterra e del Rito Occidentale

mercoledì 18 novembre 2015

Genesi dell'Ortodossia Americana: le colonie russe d'Alaska (Storia della Chiesa)

Non è la prima volta che analizziamo i processi storici delle Chiese locali, come abbiamo fatto per quella russa, ungherese, polacca, e molte altre. Tuttavia, quella americana è particolare, perché il suo sviluppo non fu eterogeneo e per la prima volta si può parlare di chiesa d'appendice, o chiesa d'ambasciata, piuttosto che un movimento di conversione di massa vero e proprio. Ho scelto una ampia introduzione storica poiché non molti conoscono le vicende della colonizzazione russa, l'ambito in cui si mosse la Chiesa. 

Profilo breve della società russa del Settecento

Nella lunga corsa russa verso la Siberia, iniziata sotto Ivan IV il terribile, nel XVIII secolo l'Impero russo giunse finalmente a toccare l'Oceano Pacifico. La Russia del primo Settecento era un paese in forti cambiamenti, alcuni dei quali radicali. Politicamente, gli zar Pietro e Caterina importarono modelli di corte e abitudini occidentali, soprattutto francesi, e l'assolutismo monarchico annichilendo i poteri nobiliari e parlamentari. Religiosamente, Pietro I si rese artefice della distruzione del Patriarcato, creando una sorta di assemblea vescovile su modello anglicano con un primate insediato a Mosca, ma a sua volta controllato da un oberprokuror, ossia da un procuratore imperiale. Nonostante questo, la Chiesa Russa del XVIII secolo fu una ekklesìa carismatica, capace di evangelizzare le steppe: già in questo blog abbiamo conosciuto la figura di sant'Innocenzo, missionario e poi metropolita di Mosca, fondamentale per la Siberia del secolo dei lumi. In una continua imitazione dei modelli europei, la Russia iniziò il suo colonialismo americano: tuttavia, l'ampio ritardo di oltre due secoli sulle tre principali potenze marittime del periodo - Regno Unito, Francia e Spagna - non lasciava scoperti grandi spazi americani, se non l'inospitale nord o i pericolosi altipiani centrali governati dalla confederazione indiana. E i russi, che hanno sempre dimostrato una tenacia fuori dal comune, hanno scelto il Nord. 

Prime esplorazioni

Lo Zar Pietro I chiamò il famoso esploratore danese Vitus Johansen Bering (1681-1741) a corte nel 1704 per sovrintendere all'ampliamento della marina russa, e poi come guida della esplorazione marittima, confidando nella sua esperienza. La piccola armata che partì da san Pietroburgo nel 1725 e attraversò la Siberia impiegò tre anni, arrivando in Kamchatka nel 1728. I quaranta uomini di Bering avevano trascinato a mano una intera nave prefabbricata per tutta quella distanza. Montata la nave presso un accampamento militare permanente nella penisola estrema della regione, Bering e i suoi intrepidi superarono l'odioso mare che ora porta il suo nome, e toccarono felicemente le coste aleutine nell'agosto del 1728. Nel 1741 fu preparata una seconda esplorazione direttamente da Vladivostok con l'ausilio di più navigli e con l'appoggio ufficiale di un apposito dicastero imperiale, creato ex novo per affrontare una reale possibilità coloniale, noto come Collegio di Commercio. Colti dalla morte di Bering, il progetto sfumò per un periodo, ma la speranza di una colonia non abbandonò mai la mente dello Zar: brevi spedizioni costali furono condotte per tutta la seconda metà del XVIII secolo, aprendo contatti coi nativi Inuit e approfondendo la cartografia americana.

La Compagnia delle Indie Russe

I due imprenditori Grigorij Shelikhov e Ivan Golikov si resero noti al pubblico mondiale per aver attrezzato e finanziato la prima compagnia delle Indie russa mai esistita, la Shelikhov-Golikov Spedizioni, nata nel 1783. Essi presero in controllo delle isole aleutine, dell'isola Kodiak e delle coste dell'Alaska ottenendo poi il monopolio imperiale nel 1786, dopo aver dato prova di poter armare un esercito privato in grado di fronteggiare i nativi: esemplare fu la battaglia-massacro di Awa'uq nel 1784. La Compagnia smerciava sui mercati moscoviti i prodotti aleutini quali pelli, manufatti, oro e grasso di balena, che poi venivano ridistribuiti in Europa occidentale. Nel 1799 lo zar Paolo I fuse la SGS con le altre compagnie minori, creando la Compagnia Unita d'America. Nel 1799, i profitti della Shelikhov-Golikov superavano i 600'000 rubli dell'epoca. 

Conquista Territoriale


un fortilizio russo sulle coste dell'Alaska, costruito nel 1791.

Si deve a Grigorij Shelikhov la fondazione di un primo insediamento russo stabile in Alaska, in data 1784, noto ancora oggi come Russian Colony. Nel 1763 l'imperatrice Caterina aveva decretato che l'Alaska era "per volere di Dio" destinata ad essere russificata, e iniziò l'interesse formale della Chiesa su quei territori per evangelizzarli, sebbene tacite spedizioni fossero partite anche prima. Il numero di abitanti stimati dal 1740 al 1867 superava i  4 milioni, ma i russi non furono mai superiori a 500 persone, se non contiamo i mercanti e i marinai, che si spostavano continuamente dalla Russia alle colonie. Aleksandr Baranov fu il primo Governatore delle colonie. Nel 1812 i russi giunsero in California fondando l'attuale Fort Ross: nel 1818 la popolazione era composta da 26 russi e 108 aleutini. E' interessante notare come sei russi fossero parte del clero, e altri quattro i loro figli. Nel 1817 un fondaco della Compagnia delle Indie russa fu aperto con autorizzazione a Mo-a delle autorità hawaiane, all'epoca uno stato indipendente  noto come Regno delle Hawaii. I russi e l'Impero Spagnolo ebbero piccoli scontri di confine in California, considerata dal Vicereame d'America come esclusiva proprietà ispanica secondo i diritti del Res Nullius e delle Bolle Alessandrine (1). Nel 1804 il piccolo presidio russo dovette fronteggiare l'ennesima rivolta dei Tlingit, una delle etnie native, nell'episodio noto come battaglia di Sitka. I russi, armati di pesanti cannoni e moschetti, vinsero senza riserve sulle armi primitive degli indigeni, uccidendo i loro capi e sciamani e decretando la sottomissione finale delle popolazioni all'Impero. Nel 1867 i costi di mantenimento, nonché la generale crisi dell'Impero russo, favorirono la soluzione di sbarazzarsi di questa colonia. Lo zar Alessandro II nello stesso anno la vendette agli Stati Uniti per un milione di dollari, decretando così la fine dell'esperienza coloniale russa. 

LA CHIESA RUSSA IN ALASKA

Dopo questo corposo profilo storico, analizziamo adesso l'opera missionaria della Chiesa Ortodossa in Alaska. Giunti negli anni Ottanta seguendo la Compagnia di Shelikhov, i primi sacerdoti ortodossi erano tutti sposati e condussero seco le loro famiglie, ma il grande evangelizzatore dell'Alaska fu l'archimandrita Joasaf Bolotov, il quale da san Pietroburgo partì con alcuni monaci di Valaam e fondò un piccolo monastero sull'isola di Kodiak nel 1794. Nell'estate del 1796 anno il Santo Sinodo russo decretò che l'Archimandrita Joasaf prendesse su di sé il titolo di Vescovo Ausiliario per l'Alaska, ma morì durante il viaggio di ritorno in Alaska nel 1799 dopo la sua consacrazione episcopale. Il governatore Baranov, nello stesso anno, pose i monaci di Kodiak agli arresti domiciliari, impedendo loro qualsiasi contatto con la popolazione locale, temendo che la pressione evangelizzatrice potesse compromettere le spedizioni minerarie. Nel 1840 il prete Ioann Veniaminov, alla morte della moglie, decise di partire volontario per l'Alaska e ottenne la tonsura a monaco e poi l'intronizzazione quale vescovo della Kamchatka, dell'Alaska e delle isole Aleutine: è il noto sant'Innocenzo di Alaska. 


chiesa di Eklutna ( Alaska), ricostruita col progetto originale del 1795.

L'opera di sant'Innocenzo fu immensa, e rimando all'articolo già citato. Mi limito qui a scrivere che fra i suoi meriti troviamo la traduzione in lingua inuit del catechismo, della Bibbia e degli offici divini, nonché un sincero interessamento a come inculturare nel popolo Tlingit l'esperienza cristiana a loro sconosciuta. Le altre due figure di spicco della cristianità aleutina furono il monaco Herman e il martire Pietro, primo convertito tlingit. 

Sant'Ermanno d'Alaska (1750-1836) fu novizio alla Lavra di san Sergio, e poi fu tonsurato monaco a Valaam. Lì, ispirato dalla teologia esicasta di Paisio Velikovskij, iniziò il suo cammino di ascesi. Per due volte gli fu offerto il presbiterato e una volta perfino l'episcopato per la missione cinese, ma si è sempre rifiutato preferendo rimanere un semplice monaco. Il metropolita Gabriele nel 1794, rispondendo ad un appello imperiale, mandò alcuni monaci fra cui Ermanno sull'isola di Kodiak, come abbiamo già visto. I monaci, preoccupati dall'alcolismo dilagante fra i nativi neo-colonizzati e dalla brutalità con cui il governatore esercitava il potere, si misero in contrasto con lui, in particolare padre Ermanno il quale iniziò a diffondere il Vangelo fra gli inuit. Alcuni lo hanno paragonato al Barolomeo de Las Casas degli ortodossi per la sua opera pastorale. Nel 1807 gli fu concessa la guida della Missione, sebbene non fosse sacerdote; dopo molti anni di servizio, decise di ritirarsi come eremita a Spruce Island dal 1811 al 1817. Il suo romitaggio ben presto si ampliò con una chiesa, richiesta dai numerosi figli spirituali che si recavano ai suoi insegnamenti, sia di una casa degli ospiti che poi evolvette in orfanotrofio: comprendendo come il suo sogno da eremita fosse concluso per volere divino, tornò all'attività febbrile di evangelizzatore che lo tenne occupato fino alla morte. Morì nel 1836 e nel 1969 è stato innalzato alla gloria degli altari come patrono del Nord America dalla ROCOR. 

San Pietro l'Aleuta, invece, fu il primo inuit ad abbracciare radicalmente l'Ortodossia della Fede e il Vangelo del Signore: convertito e battezzato proprio da sant'Ermanno, visse nella sua luce spirituale e fu poi mandato a Fort Ross come lavorante durante la spedizione di pellicce della SGS nel 1814-15. Catturato dagli Spagnoli, il frate francescano del fortino spagnolo gli chiese di abiurare il paganesimo e divenire romano-cattolico, ma fu molto sorpreso quando Pietro gli disse di essere già nella Retta fede di Cristo. Per il suo rifiuto di abiurare l'ortodossia, fu torturato dai soldati spagnoli e poi ucciso nel 1815. Nel 1819 un visitatore assiduo di sant'Ermanno scrisse una lettera al santo monaco informandolo della morte dell'altro figlio spirituale, e si dice che egli abbia pianto di dolore in pubblico, durante la liturgia, dicendo: San Pietro nuovo martire, prega per noi peccatori. Nel 1980 la Diocesi d'Alaska della ROCOR canonizzò l'aleutino col titolo di san Pietro neo-martire di San Francisco. 

Attualmente, la Chiesa Ortodossa Americana (OCA) dichiara che circa il 30% degli aleutini è battezzato ortodosso, e molte antiche cappelle sono state riaperte, per un totale di 89 chiese. Gloria a Dio. 
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FONTI:

1) la Corona di Spagna basò la sua conquista territoriale su due principi tradizionali, l'autorità divina e il diritto di proprietà. La prima fu concessa da papa Alessandro VI nel 1492, attraverso la famosa bolla delle americhe, nella quale si conferiva ai sovrani di Castiglia il diritto di disporre di tutte le terre "ove sarebbe stata piantata una croce". Il diritto di Res Nullius, una antica pratica medievale, fu invece applicato indiscriminatamente da tutte le potenze europee per prendere possesso del suolo americano. Tale diritto era una consuetudine germanica secondo la quale la terra senza padrone apparente poteva essere reclamata e fatta propria senza alcun danno giuridico. Poiché gli Inglesi e i Francesi non consideravano gli Indiani d'America come "persone", la loro terra era dunque "nulla", cioè senza padrone. Gli spagnoli, invece, dettarono la loro territorialità più su un fattore religioso-sociale, facendosi leva sulle bolle papali e sull'universalismo cattolico dei quali si fecero portatori presso le popolazioni sottomesse. Per una ampia, documentata e interessante panoramica in merito, consiglio di leggere il voluminoso libro di John Elliott, gli Imperi dell'Atlantico, edito dalla Einaudi. 

Russia in Pacific waters: 1715-1814, Glynn Barratt, British Columbia press, 1981.

Russia's American Colony, Frederik Starr, Duke University press, 1987.

Orthodox Alaska, a theology of Mission, Michael Oleksa, St. Vladimir Seminary Press, 1992.  

Venerare Dio senza venerare gli idoli


Prima dell'Incarnazione, produrre immagini di Dio era idolatrico. Adesso, dopo l'Incarnazione, è oltraggioso NON produrle. Quando una religione proibisce la diffusione delle immagini, essa vede il proprio Dio come solo Spirito, senza un corpo. Prima dell'Incarnazione questo era vero, ma dopo no. Ci sono due generi di idolatria: adorare falsi dèi oppure adorare il vero Dio in modo scorretto. 

Nell'Antico Israele, quando gli ebrei veneravano Baal, Molech e Astoreth essi commisero la prima forma di idolatria: questi sono falsi dèi, e poco importa se venivano pregati con o senza immagini. Quando invece gli ebrei lodarono il Vitello d'oro, essi commisero la seconda forma di idolatria: essi conobbero la vera identità divina ma non la compresero del tutto. Nonostante difatti essi sapessero che Dio era puro spirito, essi fusero una statua d'oro e la pregavano rivolgendosi ad essa come Yahvé. Essi sapevano bene, peccando, che Dio li aveva tratti dall'Egitto, e quando pregavano usavano le formule giuste, ma nonostante questo erano idolatri, poiché Dio non è una mucca. 
Similarmente, quando i protestanti cantano gli offici divini nelle loro chiese vuote e senza icone, essi sono simili agli ebrei del vitello: essi a ragione chiamano Gesù il loro Dio, e a ragione essi sanno che Lui li libera dai peccati, e a ragione Gli tributano lode; ma essi sono idolatri, poiché Dio non è puro spirito come essi lo immaginano. 
Da quando Dio ha preso un corpo da Maria Vergine, rappresentarLo non è più un tradimento della Sua immagine, poiché ne ha ottenuta una perfetta: il nostro culto è giustificato. Poiché Dio sapeva che gli esseri umani hanno necessità di inchinarsi a qualcosa o qualcuno, poiché è un riflesso dell'originaria condizione di lode perpetua a Dio, il Signore permise la costruzione di un Tempio ove venerare la sua Presenza, e come sappiamo bene, esso era ricco e addobbato con immagini e statue di angeli. La stessa Arca dell'Alleanza fu permessa dal Signore. Il salmo 5 recita: mi prostrerò nel mezzo del tuo tempio. Gli ebrei di oggi hanno ancora conservato l'uso di baciare la Torah, esattamente come noi baciamo il Vangelo con riverenza, sebbene il senso sia profondamente diverso. Gli ebrei baciano la torah per rispetto della Legge; noi baciamo il Maestro. Prima il popolo ebraico si inchinava verso il tempio, o nel tempio stesso: Cristo portò sè stesso come vero e ultimo Tempio, donando all'umanità una gloria simile alla sua, poiché anche noi siamo templi dello Spirito Santo. Per questo quando i protestanti pregano, essi non rappresentano Dio e quindi non venerano la Sua Incarnazione, la quale è dogma di fede proclamato a Nicea (325 d.C.). L'iconoclastia, assieme a tutte le altre eresie che compromettono l'Incarnazione - nestorianesimo e arianesimo fra tutte - è nemica attuale del mondo cristiano, poiché in larga misura fra i cristiani d'oggi ( e sempre più in mezzo ai cattolici) ha preso corpo. L'Incarnazione del Verbo ha cambiato tutto. 

martedì 17 novembre 2015

Le chiese pre-scisma di Firenze ( Latinità Ortodossa)

La Chiesa Fiorentina vanta almeno cinque grandi edifici, ancora in piedi, che il buon ortodosso non deve perdere in quanto sono di fondazione ortodossa. Esse sono il Battistero intitolato a san Giovanni, voluto dalla santa regina Teodolinda dei Longobardi (570-627); la chiesa di santa Maria Maggiore, documentata nel 931 d.C. dall'atto di proprietà del vescovo Rambaldo (+ 964), avversario politico di Ottone I di Sassonia, e fondata secondo la tradizione da papa Pelagio I (580); la chiesa di san Miniato, la cui fondazione appartiene all'VIII secolo ma l'attuale costruzione è datata 1013 d.C.; la Basilica di san Lorenzo, fondata nel 393 da sant'Ambrogio di Milano;  e ovviamente la Cattedrale di Santa Reparata, demolita per costruirvi sopra il Duomo attuale. Affrontiamole brevemente una per una.

CATTEDRALE DI SANTA REPARATA


Probabilmente l'edificio cristiano più antico di Firenze, già esistente da tempo nel 430 secondo il resoconto del vescovo Andrea (IX secolo). Le dimensioni, sebbene fosse la chiesa cattedrale, erano piuttosto limitate: circa un terzo rispetto al Duomo attuale, il quale ha coperto la totalità della vecchia estensione. La cripta del Duomo mantiene frammenti di un pluteo costantiniano, il pavimento e l'abside dell'altare maggiore. La santa titolare è Reparata, una vergine fiorentina uccisa dall'imperatore Decio nel 249 d.C. Verosimilmente la cattedrale fu l'ampliamento di un antico titulus pre-costantiniano, e il centro del culto protocristiano della città. E' documentata in quel tempo una forte presenza di cristiani d'etnia siriana, che celebrava in greco. Il vescovo Andrea (860-896) trasformò la parrocchia in cattedrale con l'apertura in tre navate, con due altari laterali e tre piccoli absidi, purtroppo non sopravvissuti negli scavi. Fu ampliata la cripta e fu costruito un pluteo a colonnato, purtroppo andato perduto. Le reliquie di san Zenobi e di santa Reparata quivi venerat sono state, secondo la tradizione, traslate a Metz (Francia). 

BASILICA DI SAN LORENZO

La basilica di san Lorenzo venne consacrata nel 393 da sant'Ambrogio di Milano e da san Zenobi, vescovo di Firenze, e custodiva le reliquie di santa Reparata. Per trecento anni fu la cattedrale cittadina, ma con lo sviluppo del titulus di santa Reparata elevato a cattedrale, l'onore passò a tale edificio con una traslazione delle reliquie di san Zenobi e della martire vergine. Rimane ben poco nell'edificio attuale dell'antico impianto, pesantemente rivisto nel Rinascimento; permane la facciata del 1059, quando il papa Niccolò II venne a Firenze per riconsacrare le chiese.


BATTISTERO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE

L'aspetto bizantineggiante tradisce l'occhio ortodosso, poiché i mosaici sono del 1220, opera dei maestri Coppo da Marcovaldo e Cimabue. L'antico impianto permane solamente nella struttura esagonale e nel suo ruolo di fonte battesimale cittadino, voluto dalla pia regina Teodolinda per la conversione dall'arianesimo alla Chiesa universale; Il palazzo vescovile altomedievale si poneva poco lontano, ed era fuori dalle mura romane; fu inglobato nello spazio urbano da Matilde di Canossa (1046-1115) con l'ampliamento delle mura noto quale quarta cerchia. Santa Teodolinda è nota per aver diffuso i battisteri anche a Pavia, Monza, Aquileia e Ravenna, contribuendo al ritorno alla Fede del popolo longobardo; tutti questi battisteri sono intitolati al Battista. Il battistero poggia su un antico "tempietto di Marte", ossia un altare celebrativo militare, edificato per la vittoria di Stilicone su Radagasio avvenuta nel 406 e richiamata da sant'Agostino quale prova della superiorità di Dio sugli idoli dei barbari. Papa Niccolò II lo riconsacrò nel 1059. Il Battistero ospitava un brandello della Cintura della Madre di Dio, un dito di san Giovanni Battista e altre reliquie, adesso la loro venerazione è proibita al pubblico. 

SANTA MARIA MAGGIORE

Come già accennato, fu fondata da Papa Pelagio nel 580, ma appare nei documenti solamente nel 931. L'impianto medievale è stato mantenuto molto bene, tuttavia con alcune barocchizzazioni quali affreschi murali e l'introduzione dell'organo nel presbiterio, rovinando l'armonia delle forme. Una pregevole icona, opera del maestro Coppo da Marcovaldo, è rimasta intatta e protegge l'altare laterale sinistro. Fu un esempio di chiesa capitolare affidata ai canonici regolari ( presto affronteremo questo tema), dato che fu affidata alla cura di un ordine conventuale solamente nel 1521 quando la chiesa fu data ai carmelitani. 

SAN MINIATO A MONTE



















San Miniato fu il secondo martire della città, ucciso nel 250 dall'imperatore Decio; egli fu un principe armeno, o siriano secondo altre fonti, o un greco secondo altre ancora, che si fece eremita sul colle che adesso porta il suo nome; il culto del corpo del santo fu immediato ed è attestato in epoca Carolingia con documenti scritti e legati call'oratorio dell'VIII secolo colà edificato. L'edificio attuale è un romanico del XII secolo, ampliamento di una chiesa precedente eretta nel 1013 per ospitare un maggior afflusso di pellegrini; la cripta ospita le reliquie incorrotte. La cripta corrisponde alla chiesa del XI secolo con il pluteo a cancellata ancora perfettamente intatto, sebbene gli affreschi non siano stati rinnovati. 

fonte:
La Chiesa Fiorentina, curia arcivescovile, Firenze 1970

Inno Acatisto ai Santi Apostoli Pietro e Paolo

INNO ACATISTO AI SANTI APOSTOLI PIETRO E PAOLO



Contacio1

Il Signore, che ha detto di se stesso: Io sono il buon pastore, ha detto a te, o Pietro, primo intronizzato: Se tu ami me, Pasci le mie pecore. E Colui che ha detto: Io sono Gesù, ha detto di te, o eminente apostolo Paolo: Egli è un strumento che ho scelto per portare il mio Nome ai Gentili. E allo stesso modo a tutti i vostri compagni, i suoi apostoli, Egli ha detto: come il Padre mi ha mandato, anch'io mando voi; Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni. E voi, ricevendo tale grazia dal vostro buon capo e Pastore, come i pastori e maestri più importanti di tutto il mondo, da tutte le disgrazie preservateci e conducetecial pascolo della salvezza, che possiamo gridare a voi: rallegratevi, o santi del Trono Pietro e Paolo, con tutti i santi apostoli!

Ico1

Beato tu sei, Simone, figlio di Giona! ha parlato Cristo, il Figlio del Dio vivente, a te, e ti ha chiamato giusto glorioso Apostolo Pietro. Come allora possiamo degnamente chiamare te benedetto che sei stato chiamato beato da Dio stesso? Eppure attratti fedelmente, per un debito di amore solamente, gridiamo a te così:
Rallegrati, primo tra gli apostoli, fondamento della santa Chiesa;
Rallegrati, possente colonna e sostegno della fede ortodossa!
Rallegrati, fervente amante dell'insegnamento di Cristo;
Rallegrati, primo a  sedersi tra il Concilio degli apostoli!
Rallegrati, buon guardiano del regno dei cieli;
Rallegrati, rinomato medico per coloro che si pentono dei loro peccati!
Rallegrati, tu che respinto la vanità del mondo e amato la vita spirituale;
Rallegrati, tu che hai abbandonato le reti corruttibili e il pesce eche hai preso tutto il mondo con quelle incorruttibili!
Rallegrati con Pietro o Paolo, a causa vostra, come per due grandi fari, tutti brillano;
Rallegratevi, o voi che come una coppia di cavalli siete servitori di Dio al Suo carro di luce noetica!
Rallegratevi, voi tutti santi apostoli, testimoni di Dio, perché voi siete la luce di tutto il mondo;
Rallegratevi, tramite la fede che salva per mezzo di voi ha brillato da Cristo in ogni luogo!
Gioite, o santi per primi intronizzati,  Pietro e Paolo, con tutti i santi apostoli!

Contacio 2

O maestro delle genti, che hai ricevuto il tuo titolo meravigliosamente dall'alto, hai creduto quando Gesù ti disse: Saulo, perché mi perseguiti? Chi non può essere toccato dall’ incredulità? Eppure credo d'ora in poi; ecco! Un’audacia perversa ti oscura, ma ho scelto te per essere testimone dei miei giudizi prima dei governanti, le nazioni ei figli d'Israele. E tu, o apostolo Paolo, chiamato a queste cose da parte di Dio, hai gridato: Alleluia!

Ico2

Sentivi una voce dal cielo, O Saulo, ed eri in seguito in grado di vedere; avevi perseguitato con malvagità l’Uno Inaccessibile e hai ricevuto la cecità dei tuoi occhi in cambio del tuo zelo per la legge divina; ma, per il tuo carattere, hai conseguito il battesimo divino, per il quale, essendo stato immerso con  fede, la vista corporale e i tuoi occhi spirituali si sono entrambi aperti. Perciò, memori della tua chiamata miracolosa, gridiamo a te:
Gioisci, O Apostolo chiamato da Dio, mandato a predicare a tutte le genti;
Rallegrati, vaso eletto che porti avanti la dolcezza della fede di Cristo a tutti gli uomini!
Rallegrati, osservatore della Luce divina che irradia dall'alto;
Rallegrati, tu che più di altri fosti illuminato dalla grazia dopo l'ombra della Alleanza!
Rallegrati, tu che sulla terra hai conversato col Signore Gesù che ti è apparso;
Rallegrati, tu che con la sua forza hai avuto il coraggio di denunciare quelli che erano irremovibili nella loro incredulità!
Rallegrati, tu che hai illuminato il mondo intero con i tuoi scritti divinamente saggi;
Rallegrati, tu che, seguendo Cristo, operasti più di altri per la salvezza dell'uomo!
Rallegratevi con Paolo, o Pietro, voi illuminate la santa Chiesa come due cherubini con l'arca;
Rallegratevi, voi che state davanti al trono dell'Altissimo come due serafini!
Rallegratevi, voi tutti santi apostoli, voi che siete negli Eccelsi a proclamare la gloria di Dio;
Rallegratevi, voi siete le stelle che coronano la Chiesa, Sposa di Cristo!
Gioite, o santi per primi intronizzati,  Pietro e Paolo, con tutti i santi apostoli!

Contacio 3

Sei stato colpito dall’orrore, o santo apostolo Pietro, vedendo il libro scendere dall'alto, pieno di ogni sorta di creature viventi, peraltro con un animale impuro, in cui fu stabilita una parabola dell'amore di Dio per l'uomo, a significare che non è giusto  rifiutare coloro che da tutte le nazioni desiderano credere in Cristo Gesù. E compreso questo mistero, tu hai gridato a Dio: Alleluia!

Ico 3

Nulla che è vile o impuro ha mai superato le mie labbra! Questo dicesti, o beatissimo Pietro. Ma la Provvidenza divina ti ha risposto con una voce dal cielo che diceva: ciò che Dio ha purificato, tu non bestemmierai, definendolo immondo; perché il Salvatore non chiamò i giusti, ma i peccatori, al pentimento! E noi, sapendo ciò che è stato rivelato a te, gridiamo:
Gioisci, o apostolo, che misericordiosamente apri il regno dei cieli;
Rallegrati, tu che non solo guardi sugli uomini, ma negli affari di tutte le nazioni!
Rallegrati, tu che con il tuo amore copri la moltitudine dei nostri peccati;
Rallegrati, tu che perfezioni il nostro magro pentimento con la tua misericordia!
Rallegrati, veloce aiuto per coloro che chiamano te in mezzo a tribolazioni spirituali;
Rallegrati, tu che con la tua supplica resusciti i morti di corpo e d’anima!
Rallegrati, tu che fortifichi con lo Spirito Santo i fedeli che ascoltano la tua parola;
Rallegrati, tu che rinsaldi l'incredulo con le tue parole, come con strali di pietà!
Rallegrati con Pietro, o Paolo,  che siete come i due occhi della Chiesa, brillanti con vista divina;
Rallegratevi, guide sempre vigili per il nuovo Israele!
Rallegratevi, voi tutti santi apostoli, voi siete come sentinelle sulle mura di Gerusalemme;
Rallegratevi, maestri nostri, che vegliate sulle anime dei cristiani!
Gioite, o santi per primi intronizzati,  Pietro e Paolo, con tutti i santi apostoli!

Contacio 4

Per gli ebrei che vivono in Damasco hai tu cominciano a predicare, O apostolo Paolo, illuminato da Dio, affinché potessero credere in Cristo Gesù, il Figlio di Dio; ed erano stupiti di come uno che prima li aveva perseguitati ha creduto nel nome di Cristo - Oh, meraviglia! - Si è trasformato in un credente! Pertanto, si consigliano insieme per ucciderti; ma conoscendo il loro intento e la durezza del loro cuore, tu li hai lasciati nella cecità della loro incredulità e, calato dalle mura in una cesta dai fedeli, tu hai gridato a Dio: Alleluia!

Ico 4

Con grande zelo, o santo Paolo, tu hai predicato di allontanarsi dalle prescrizioni della vecchia legge e dalla circoncisione per giungere rapidi al fonte battesimale divino, proclamando non solo agli ebrei, ma anche ai pagani ai quali fosti amorevole maestro. Perciò, esclamiamo a te così:
Gioisci, predicatore inviato da Dio per annunciare il ravvedimento i peccatori;
Rallegrati, docente di pietà con la voce tonante, dissipatore di empietà!
Rallegrati, invito misericordioso di coloro tra i pagani che sono fuori strada, ma che hai condotto alla fede di Cristo;
Rallegrati, vera guida al percorso rettilineo!
Rallegrati, navigliochesalvi i fedeli dall'annegamento nel peccato;
Rallegrati, timoniere che ci guidi al porto del piacere di Dio!
Rallegrati, tu che rapidamente intercedi per gli addolorati!
Rallegrati, guaritore che non accettasti alcuna ricompensa per curare malattie del corpo e dell'anima!
Rallegrati con Paolo,o Pietro, perché voi siete come due ali fornite alla Chiesa da Cristo, la grande Aquila;
Rallegratevi, voi siete come due ali date a lei, dalla colomba, dallo Spirito Santo!
Rallegratevi, voi tutti santi apostoli, che siete tutti come colombe e attraverso la speranza siete stati vestiti con ali come aquile;
Rallegratevi, voi che siete stati riuniti in un sol corpo dal Cristo stesso!
Gioite, o santi per primi intronizzati,  Pietro e Paolo, con tutti i santi apostoli!

Contacio 5

Dal sudore delle tue fatiche terrene nel tuo lavoro di pescatore, o santo apostolo Pietro, sei stato chiamato ad essere apostolo e hai creduto in Cristo che nutrì abbondantementeun migliaio di persone con cinque pani; e tu Lo hai seguito, operando per il Nutrimento che non si guasta, ma rimane per la vita eterna; e tu hai gridato a Lui come Dio: Alleluia!

Ico 5

Ti fu proibito dai capi dei sacerdoti e dagli anziani dei Giudei di insegnare il nome del Signore Gesù, o benedetto apostolo Pietro, ma armandoti tu stesso con fede incrollabile, tu hai risposto: Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini! E avendo sopportato carcere e frustate per questo, tu hai abbandonato il Sinedrio, rallegrandoti d'essere stato reputato degno di esser vituperato per il nome del Signore. Pertanto, offriamo anche a te esclamazioni di gioia, dicendo:
Rallegrati, tu che hai svergognato il Consiglio degli Ebrei con gli scritti dei profeti riguardanti Cristo;
Rallegrati, tu che hai distrutto le false minacce dei farisei e dei sadducei, come una tela di ragno!
Rallegrati, tu che hai fatto molti miracoli attraverso la grazia dello Spirito Santo;
Rallegrati, tu che hai ridato la vista ai ciechi e la possibilità di camminare allo zoppo!
Rallegrati, tu che con la tua ombra facesti rialzare il malato dal letto di dolore;
Rallegrati, tu che hai guarito quelli che hanno sofferto di molti spiriti immondi!
Rallegrati, tu che hai guidato i pescatori ad una pesca meravigliosa;
Rallegrati, tu che hai zittito gli increduli della fede, come se fossero pesci senza voce!
Rallegrati con Pietro, o Paolo, perché voi siete come due seni della Chiesa, la Sposa di Cristo, nostra Madre;
Rallegratevi, perché voi siete come due grappoli del Verbo, che ci nutrono e ci rendono felici!
Rallegratevi, voi tutti santi apostoli, perché voi siete i rami di Cristo, la vera vite;
Rallegratevi, voi siete i buoni vignaioli della vigna di Cristo!
Gioite, o santi per primi intronizzati,  Pietro e Paolo, con tutti i santi apostoli!


Contacio 6

Un israelita della tribù di Beniamino, un fariseo secondo la legge, un persecutore della Chiesa di Dio nel tuo zelo, così eri chiamato, o santo apostolo Paolo, non nascondendo il tuo vecchio temperamento violento contro coloro che hanno creduto in Cristo Gesù; ma come hai notevolmente perseguitato la Chiesa di Dio e ti sei sforzato di distruggerla, così ora, gloriosamente ornata da te, e resa salda nella forza dai tuoi insegnamenti melliflui, si grida a Dio: Alleluia!

Ico 6

Chi ci separerà dall'amore di Dio? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, il procedere delle cose? dicesti, o Apostolo Paolo, predicatore della Parola di Dio amato, portando tutto l'amore di Cristo di chi sinceramente crede in Lui, che con audacia e ringraziamento possiamo sopportare ogni tribolazione per l'amor di Dio. Perciò, cantiamo a te queste parole:
Rallegrati, tu che eri un fanatico per la legge di nome Saulo;
Rallegrati, amante di Cristo, di nome Paolo, perfezionato nella grazia!
Rallegrati, luce della conoscenza divina, illuminatore di quelli che sono nelle tenebre dell'incredulità;
Rallegrati, stella polare per coloro che languono nelle profondità dell’ iniquità!
Rallegrati, tu che conduci le anime dei credenti a Cristo e li innalzi alla celeste camera nuziale;
Rallegrati, tu che soffristi molte tribolazioni e hai reso anche gli altri capaci a sopportarle!
Rallegrati, tu nelle cui mani Dio ha posto grandi potenze;
Rallegrati, tu che sei un panno mai fermo nel guarire le anime!
Rallegrati con Paolo, o Pietro, perché voi siete come i due pilastri che sostengono la Chiesa del Salomone celeste;
Rallegratevi, voi che, come due gigli sui suoi pilastri, adornate il santuario di Dio!
Rallegratevi, voi tutti santi apostoli, che come fiori aromatizzate tutto il Mondo;
Rallegratevi, voi che con il vostro profumo dissipate l'odore di ogni iniquità!
Gioite, o santi per primi intronizzati,  Pietro e Paolo, con tutti i santi apostoli!

Contacio 7

Al tuo arrivo a Lidda, O Beato Apostolo Pietro, tu hai stupito le persone che vivevano lì quando con il nome di Gesù Cristo, tu hai rialzato Enea, che era rimasto a letto, paralitico, per otto anni, e lo hai fatto camminare; in Joppa tu hai pure, per la tua supplica, resuscitato i morti di Theabita; e, chiamato a Cesarea, tu hai illuminato con il battesimo divino Cornelio il centurione e tutta la sua famiglia. Perciò, tutti noi subito gridiamo ad alta voce a Dio in unità di spirito: Alleluia!

Ico 7

Simon Mago pensava di acquistare la grazia dello Spirito Santo con l'argento; ma tu, o Beato Apostolo Pietro, lo hai condannatoad ereditare la dannazione con il suo argento e hai severamente vietato sia la pratica avara di simonia e il furto di cose sacre. Perciò, esclamiamo a te così:
Rallegrati, tu che arricchisci la Chiesa di Cristo con la grazia dello Spirito;
Rallegrati, tu che facesti vietare la ricezione di ricompensa per le cose sacre nella Chiesa!
Rallegrati, tu che hai proibito l’avarizia come la radice di tutti i mali, per la grazia dello Spirito;
Rallegrati, tu da cui la cupidigia è gettata via dalla santità come un tipo di idolatria!
Rallegrati, tu che hai condotto una vita dura per amore di Cristo;
Rallegrati, tu che hai fatto assolvere bene il comandamento di Cristo: voi non potete servire a Dio ea Mammona!
Rallegrati, tu che hai fatto severamente punire il sacrilegio di Anania con la morte;
Rallegrati, tu che hai punito Saffira, colpevole di quel peccato, con la stessa pena!
Rallegrati con Pietro, o Paolo, siete voi  come due alberi di ulivo che si riversano avanti di misericordia;
Rallegrati, voi siete come due lampade radianti saggezza!
Rallegratevi, voi tutti santi apostoli,  teneri virgulti;
Rallegratevi, per causa vostra è tutto come un ulivo fruttuoso nella casa di Dio! Gioite, o santi per primi intronizzati,  Pietro e Paolo, con tutti i santi apostoli!

Contacio 8

Dopo aver raggiunto il terzo cielo a causa della tua santità del corpo e dell'anima e essere stato arricchito con benefici ineffabili, sei disceso, o divinamente beato apostolo Paolo, e hai stupito tutti, riempiendo di graziaGiudei e Gentili che hanno creduto in Cristo con i tuoi insegnamenti della conoscenza di Dio. E insieme a loro, tutti noi, popolo devoto, che abbiamo parte del tuo insegnamento celeste, gridiamo a Dio: Alleluia!

Ico 8

Modello per i fedeli, hai con gioia sopportato molte vessazioni, percosse e lapidazioni del tuo corpo per amore del dolce Gesù, o Apostolo Paolo, chiamato da Dio, e chiaramente ciò indica che per coloro che credono in Cristo Gesù avverrà la chiamata alla tribolazione e al dolore, in nome del Signore. Perciò, anche noi gridiamo a te così cantandoti:
Rallegrati, tu che hai con gioia portato le ferite del Signore sul tuo corpo;
Rallegrati, fermo e irremovibile di corpo e d’anima, che con forza hai sopportato ogni sorta di tribolazione!
Rallegrati, confessore insormontabile di Cristo davanti alle nazioni e ai loro governanti;
Rallegrati, docente invincibile di fronte agli insegnanti israeliti della legge!
Rallegrati, stella luminosa che irradiava dal terzo cielo;
Rallegrati, ramo molto fruttuoso che vieni dal paradiso, pieno di cibo spirituale!
Rallegrati, tu che con la tua dottrina hai illuminato tutta la terra come con una luce inaccessibile;
Rallegrati, tu che hai alimentato i fedeli di tutto il mondo con i prodotti delle tue opere, come con la maggior parte della frutta avvenente!
Rallegrati con Paolo, o Pietro, voi siete come due alberi in mezzo al giardino della Chiesa;
Rallegratevi, voi che avete ben compreso il Frutto della Vita!
Rallegratevi, voi tutti santi apostoli, che siete come palme e cedri noetici;
Rallegratevi, voi che siete stati trapiantati in cielo come nel giardino del Padre celeste!
 Gioite, o santi per primi intronizzati,  Pietro e Paolo, con tutti i santi apostoli!



Contacio 9 

Sempre ti sei occupato di ogni aspetto per tutti coloro che sonogiunti alla fede di Cristo, O Beato Apostolo Pietro, che il loro cuore e l'anima diventassero uno. Perché, tu hai nominato per i loro bisogni un ministro, il casto Stefano, e altri sei diaconi; e tu stesso, insieme al resto degli apostoli, li hai dedicati alla preghiera e alla predicazione della Parola, e istruiti tutti i fedeli, gridiamo in unità della mente a Dio: Alleluia!

Ico 9

Fiamme di zelo per il tuo Signore, Tu hai tagliato l'orecchio di Malco, per lui sembrava a te come uno incline ad ascoltare gli scritti dei profeti riguardo Gesù Cristo. Ma, rimproverato per tale audacia dal tuo insegnamento, benedetto apostolo Pietro, tu lo hai fruttificato coi tuoi rimproveri annichilendo i suoi risultati immorali. Perciò, memori del tuo zelo, gridiamo ad alta voce per te così:
Rallegrati, tu che hai superato il resto dei discepoli nel tuo zelo per Cristo;
Rallegrati, uomo che hai portato la Spada nel giardino al Cristo!
Rallegrati, tu che hai seguito Cristo, che veniva condotto alla sua Sofferenza, fino alla casa di Caifa;
Rallegrati, tu che eri preparato per il carcere e la morte per amore del tuo Signore!
Rallegrati, tu che con amaro lamento facesti guarire la tua debolezza nel negare tuo Maestro;
Rallegrati, tu che dal Signore sei stato richiamato al tuo onore dopo la sua Resurrezione!
Rallegrati, tu che hai fornito un modello di conversione per il resto di noi peccatori;
Rallegrati, tu che facesti voto di perdonare la debolezza dei penitenti!
Rallegrati con Pietro, o Paolo, voi siete come le tavole della legge del Signore;
Rallegratevi, insegnanti di amore per Dio e per il prossimo!
Rallegratevi, voi tutti santi apostoli, che perfettamente avete seguìto tutti i comandamenti del Signore;
Rallegratevi, voi che avete lasciato tutto e seguito Cristo, e avete trovato tutto in Lui!
Gioite, o santi per primi intronizzati,  Pietro e Paolo, con tutti i santi apostoli!

Contacio 10

Grande testimonianza hai tu offerto dalle parole dei profeti riguardo Cristo dinnanzi ai capi dei Giudei, e prima anche per il procuratore Festo e il Re Agrippa, O apostolo Paolo, che stato chiamato da Dio, e tutti sono stati increduli; molti degli ebrei citavano libri nella loro frenesia senza discernimento, e sia da Festo che Agrippa ti risposero falsamente, e per condanna ti mandarono a Roma. Ma, sopportando tutto con rendimento di grazie, tu hai gridato con i fedeli a Dio: Alleluia!

Ico 10

O apostolo Paolo, che fosti portato a proclamare il Vangelo, dalla Trinità sei stato eletto e sei stato condotto fino al Terzo Cielo per ammirare Iddio: dichiarando la buona notizia prima ai pagani, ai giudici e ai governanti, tu hai portato la salvezza promessa a coloro che desideravanoavere fede in Gesù Cristo e ricevere il santo battesimo nel nome della Trinità. Perciò, tutti noi  fedeli, speranzosi nellasalvezza, gridiamo a te così:
Rallegrati, mistagogo di grande comprensione della rivelazione del Signore;
Rallegrati, confessore del Dio unico in tre persone!
Rallegrati, tu che hai annunciato Cristo come fondamento dei credenti;
Rallegrati, tu che nella confessione di fede sei stato inamovibile!
Rallegrati, tu che hai sopportato la furia e i rimproveri dell’ incredulo Festo;
Rallegrati, tu che hai proclamato parole di verità e di castità in sua presenza!
Rallegrati, tu che hai chiaramente narrato la tua visione celeste al re Agrippa;
Rallegrati, tu che hai apertamente denunciato il suo errore, che non è conforme alla fede di Cristo!
Gioisci, o Paolo, con Pietro, voi siete come due trombe d'argento di Mosè;
Rallegratevi, voi che siete chiamatida ogni luogo per combattere il male!
Rallegratevi, voi tutti santi apostoli, che avete sofferto crudelmente come guerrieri valorosi di Cristo;
Rallegratevi, voi che avete vinto i regni della terra in fede e che avete ricevuto le cose celesti!
Gioite, o santi per primi intronizzati,  Pietro e Paolo, con tutti i santi apostoli!

Contacio 11

Dopo aver ucciso Giacomo, fratello di Giovanni, Erode ha preso anche te, o divinamente beato apostolo Pietro; e lui ti ha messo sotto stretta sorveglianza in carcere in attesa dell’esecuzione. Eppure, mentre la preghiera fervente veniva offerta dalla Chiesa per la tua liberazione, l'angelo del Signore sciolse le tue catene e ti ha fatto attraversare le porte, che si aprivano da sole, e tu hai pensatoche ciò fosse tutto un sogno. Ma quando l'angelo partì, sei tornato in te e hai capito d’esser stato liberato; e tu hai gridato a Dio in rendimento di grazie: Alleluia!

Ico 11

Quello che era stato chiesto da Filippo: Signore, mostraci il Padre! Tu lo hai sperimentato, o benedetto apostolo Pietro, sul monte Tabor, sul quale, vedendo il glorioso mutamento di Nostro Signore nella sua Trasfigurazione, hai udito la voce di Dio Padre dire di lui dal cielo: Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltateLo! E gridiamo a te chr fosti ritenuto degno di una tale rivelazione:
Rallegrati, testimone attendibile della trasfigurazione di Cristo;
Rallegrati, tu che hai sentito la voce divina del Padre dal cielo!
Rallegrati, tu che hai visto il volto del Figlio di Dio, illuminato come il sole;
Rallegrati, tu che hai splendidamente ricevuto l’ombra dello Spirito Santo nella nuvola!
Rallegrati, tu al quale il mistero più esaltato è stato comunicato sul monte;
Rallegrati, tu al quale la maestosa gloria della santissima Trinità si è fatta visibile!
Rallegrati, tu che hai udito che l’addio di Cristo doveva aver luogo a Gerusalemme;
Rallegrati, tu che, seguendo Cristo, hai compiuto la tua dipartita su una croce a Roma!
Rallegrati con Pietro, o Paolo, voi siete due montagne noetiche come il Tabor e Hermon;
Rallegratevi, voi che a est e a ovest rivelate la terra promessa in Cielo!
Rallegratevi, voi tutti santi apostoli, come i monti di Sion;
Rallegratevi, voi che lasciate la dolcezza della salvezza su di noi!
Gioite, o santi per primi intronizzati,  Pietro e Paolo, con tutti i santi apostoli! 

Contacio 12

Noi inneggiamo a te che stai in condizioni di parità con i cherubini, o beatissimo Paolo, che fosti illuminato dalla saggezza divina nel Terzo Cielo; e, sentendo le parole ineffabili lì che non è lecito per un uomo proferire, hai viaggiato in tutto il mondo per esso, insegnando a tutti a credere in Cristo crocifisso, il Figlio di Dio, e a cantare incessantemente a Lui come il vero Dio: Alleluia!

Ico 12

Vaso pieno della grande rivelazione dei misteri divini, o scelto da Gesù, onnisciente apostolo Paolo, tu hai diligentemente portato avanti il nome di Dio che è apparso nella carne e salva coloro che credono in Lui; e hai convertito molti dei gentili e combattuto la buona battaglia, nella città di Roma tu hai terminato il tuo corso gloriosamente per il nome del tuo Signore, e hai quindi ricevutola corona di giustizia. Perciò, gridiamo a te così:
Rallegrati, grande amante del nome di Gesù, che hai sofferto molto per Lui;
Rallegrati, tu che portasti testimonianza prima di quelli del cielo, della terra e sotto terra, per quanto riguarda il suo nome!
Rallegrati, perchéfosti testimoneveritiero riguardo al Signore in Gerusalemme;
Rallegrati, tu che sei stato inviato dal Cristo a testimoniare anche a Roma!
Rallegrati, tu che hai denunciato l'imperatore Nerone e convertito la sua consorte alla fede cristiana;
Rallegrati, tu che nella stessa Roma hai offerto il tuo collo alla spada, seguito da Pietro, crocefisso a testa in giù!
Rallegrati, poiché dalla tua testa recisa scorreva del latte;
Rallegrati, per questa grande meraviglia hai richiamato molti soldati alla fede!
Rallegrati con Paolo, o Pietro,voi siete come due fiumi di acqua che sgorgano dalla sorgente delSanto Spirito vivente;
Rallegratevi, voi che siete come la confluenza dei due fiumi di nome Jor e Dan!
Rallegratevi, voi tutti santi apostoli, siete come i torrenti dei fiumi che allietano la città della Chiesa di Dio;
Rallegratevi, perché voi siete come flussi di dolcezza che permettono a tutti i fedeli di bere dal Calice della Salvezza!
 Gioite, o santi per primi intronizzati,  Pietro e Paolo, con tutti i santi apostoli!

Contacio 13

O discepoli gloriosissimi e lodevoli di Cristo, Pietro e Paolo, per primi intronizzati e primi fra gli Apostoli, voi che avete illuminato tutto l'universo con la Fede santa e verrete con Cristo a giudicare il mondo intero! La vostra dignità non è terrena, ma è la gloria e la lode resa in Cielo. Accettate ora la nostra implorazione indegna, per le vostre suppliche virtuose ci guardi Iddio da tutte le disgrazie, e supplichiamo Cristo, il giusto Giudice, di essere misericordioso verso di noi nel giudizio finale e di essere salvati dalla vostra intercessione, così da poter cantare a Dio nostro Salvatore: Alleluia , alleluia, alleluia! (Tre volte).

(Contacio 13 si ripete per tre volte.  dopo di Ico 1 Contacio 1 vengono di nuovo; poi segue la Preghiera a Ss. Pietro e Paolo.)

Preghiera ai santissimi Pietro e Paolo


O gloriosissimi Apostoli Pietro e Paolo, che avete offerto la vostra vita a Cristo e abbellito il suo pascolo con il vostro sangue! Date ascolto alle preghiere e ai sospiri dei vostri figli che vi offrono un cuore contrito. Poiché, ecco, siamo al buio e sommersi dall’iniquità, e a cagione di ciò siamo coperti dalle disgrazie come sotto una pioggia scrosciante; e siamo diventati poveri più dell’olio molto vecchio, e non siamo in grado di respingere i lupi rapaci che con furia cercano di mettere le mani sull'eredità di Dio. Oh voi potenti! portate voi le nostre infermità e voi stessi annientatele e liberate il nostro spirito, che non perdiamo l’amore di Dio; ma con il vostro aiuto possente difendeteci, così che il Signore abbia pietà di noi tutti per il bene della vostra preghiera, che Egli non guardi all’elenco dei nostri innumerevoli peccati, e che ci renda degni di stare con tutti i santi del regno, beati alla festa di nozze del suo Agnello, al quale è l'onore e la gloria, ringraziamento e culto, nei secoli dei secoli. Amen.