domenica 23 agosto 2015

Lettera XVI di san Teofane il Recluso sullo Scopo della Vita

Che cosa vi è successo? Che domande sono? «Non so che fare con la mia vita. Bisogna pur fare qualcosa! Bisogna stabilire lo scopo della propria vita». Leggo, e mi chiedo con meraviglia da dove vengano queste riflessioni complicate. Voi, tuttavia, avete già deciso tutto questo, esprimendo il desiderio di vivere al livello della dignità dell’uomo, come a lui conviene secondo il progetto divino. E il nostro discorso si occupa proprio di questo! Immagino che fra i vostri conoscenti vi siano dei «progressisti», o che siate capitata in un ambiente ove essi diffondono le loro strane idee. Essi, di solito, parlano così. Hanno sempre sulla bocca il bene dell’umanità, il bene del popolo. Ed ecco che voi, probabilmente, avete udito queste idee elevate, ne siete rimasta affascinata, e volgendo lo sguardo alla vostra vita presente, con rammarico avete visto che vegetate nell’ambito della vostra famiglia e dei vostri parenti, senza utilità o scopo. Ahimè! Come è possibile che nessuno vi abbia aperto gli occhi, finora?
Se la mia intuizione è giusta, bisogna inchinarsi davanti a voi, dal momento che non avete parlato di questo, avendo dato la vostra parola di scrivere parlando di tutto apertamente! Anche se così non fosse, non posso lasciare i vostri problemi senza soluzione. Tutta la nostra conversazione servirà a dare loro piena soluzione; per adesso vi dirò solo, in breve, un concetto generale, perché vi rendiate conto che la vita che avete fatto finora, e che conducete, è una vita autentica e non va cambiata per nulla.
Bisogna soltanto conoscere precisamente il fine della vita. È forse complicato? E non è già definito? La tesi generale è questa: in quanto esiste oltre la tomba, il fine di tutta una vita autentica, senza eccezione, deve essere là e non qui. Questa tesi è nota a tutti e non c’è da discuterne, benché, di fatto, torni in mente meno di tutto. Ponete ciò come legge della vostra vita – con tutte le forze perseguite questo fine – e vedrete voi stessa quale luce si espanderà sulla vostra vita terrena e sulle vostre azioni. La prima cosa che scoprirete sarà la convinzione che, di conseguenza, tutto qui sulla terra è soltanto un mezzo per raggiungere l’altra vita. Riguardo ai mezzi la legge è unica: adoperarli e utilizzarli in modo da portarci alfine, senza porre ostacoli o deviare. Ecco, dunque, la soluzione del vostro dubbio: «Non so che fare della mia vita». Guardate il cielo, e misurate ogni passo della vostra vita perché sia in quella direzione. Mi sembra che questo sia così semplice e, insieme, universale.
Domandate: «Bisogna fare qualcosa?». Naturalmente, bisogna. E fate ciò che vi capita sottomano nel vostro ambiente e nella vostra situazione, e credete che questo è – e sarà – la vostra autentica opera, di più non vi è richiesto. È un grande errore quello di pensare che, per il cielo, o – secondo i progressisti – per dare il proprio contributo all’umanità, bisogna compiere opere grandi e strepitose. Non è vero per nulla. È necessario soltanto fare tutto secondo i comandamenti del Signore. Che cosa, dunque? Niente di particolare, soltanto quello che spetta a ciascuno secondo le condizioni della propria esistenza, quello che esigono i diversi casi che noi incontriamo. Ecco, dunque: Dio prepara la partecipazione di ciascuno, e l’intero corso della vita di ognuno, è questione della sua provvidenza piena di bontà. Di conseguenza, ogni momento e ogni incontro. Facciamo un esempio: viene da voi un povero; Dio ve lo ha mandato. Cosa dovete fare? Aiutarlo. Dio, conducendovi il povero, col desiderio, naturalmente, che voi vi comportiate come a lui piace, guarda come vi comportate. Egli desidera che voi lo aiutiate. Lo aiuterete? Farete ciò che piace a Dio, e anche un passo verso l’ultima mèta, l’eredità del cielo. Se generalizzate questo caso ne vien fuori che, in ogni cosa e in ogni incontro, noi dobbiamo fare ciò che Dio vuole che noi facciamo. E noi sappiamo ciò che lui vuole dai comandamenti che ci ha prescritti. C’è chi cerca aiuto? Aiuta. C’è chi ha offeso? Perdona. Voi avete offeso qualcuno? Affrettatevi a chiedergli perdono e a riconciliarvi. C’è chi vi ha lodato? Non divenite superba. C’è chi vi rimprovera? Non arrabbiatevi. È venuto il tempo di pregare? Pregate. Quello di lavorare? Lavorate. E così via. Proponetevi di operare come abbiamo considerato in tutti i casi, perché le vostre azioni siano gradite a Dio. Osservate, senza mai deviare, i comandamenti: allora i problemi della vostra esistenza si risolveranno in modo pieno e soddisfacente. Il fine è la vita beata oltre la morte; i mezzi sono le opere secondo i comandamenti, di cui tutti i casi della vita esigono il compimento. Mi sembra che tutto sia chiaro e semplice e non ci sia da angosciarsi con problemi complicati. Bisogna cacciare dalla mente tutti i piani su attività molto utili, di grandi dimensioni, universali di cui vaneggiano i progressisti: la vostra verità sarà compresa in un ambiente sereno e si orienterà senza clamori al fine principale. Ricordate che il Signore non dimenticherà neppure un bicchiere d’acqua fresca offerto a un assetato.
Direte: «Che tipo di vita, tuttavia, bisogna scegliere e decidere?». E come lo stabiliremo? Cominceremo a riflettere, finché ci verrà una gran confusione in testa. Sarà meglio e più fruttuoso accogliere docilmente, con riconoscenza e amore, quanto stabilisce Dio nel corso delle situazioni della vita. Considero ora la medesima questione nei vostri riguardi! Voi ora vivete con i vostri genitori. Cosa desiderare di meglio? Vi è calore, sicurezza, libertà. E vivete senza evadere col pensiero e compiendo, con impegno, quanto vi spetta. Pensate, tuttavia, che non si può rimanere sempre così, si deve, alla fine, iniziare la propria vita, una vita particolare. «Come essere, dunque? E come non pensarci?». Eccovi un oggetto di riflessione migliore! Mettetevi nelle mani di Dio e pregate perché vi prepari ciò che ritiene migliore per la vostra sorte, perché non ostacoli, ma renda possibile raggiungere la vita beata oltre la tomba, senza sognare una partecipazione strabiliante alla vita terrena. Predisponendovi così, attendete con pazienza ciò che, alla fine, vi dirà Dio. Vi illuminerà lui, nel corso delle circostanze e attraverso la volontà dei vostri genitori. Rafforzandovi in questi pensieri e quietandovi in Dio, vivete senza costruire vuoti piani e compiendo le opere che vi competono in rapporto ai genitori, ai fratelli, alle sorelle e a tutte le persone. E non pensate minimamente che la vostra vita sia vuota. Qualunque cosa facciate, in questa prospettiva, sarà un’opera e, se la farete coscienziosamente – cioè secondo i comandamenti, come vuole Dio – sarà un’opera gradita a Dio. Sarà così per ogni piccolezza. Mi sembra di avervi spiegato tutto. Aggiungo soltanto il desiderio che esaminiate a fondo quanto scritto, lo impariate e vi predisponiate così. Vi predico che troverete una grande pace e non sarete più scossa da pensieri come: «la mia vita non giova a nessuno», «non faccio nulla di utile», e simili. Bisogna solo tener a freno il cuore, perché non diciate sciocchezze. In verità va male anche senza cuore perché, se non c’è il cuore, non c’è la vita; ma non bisogna dargli libertà completa. È cieco e, senza una guida severa, cadrebbe subito in un fosso.

Vi benedica il Signore!

sabato 22 agosto 2015

Gli anatemi contro Nestorio ( San Cirillo d'Alessandria )

Nella Terza Lettera verso Nestorio san Cirillo d'Alessandria ( 370-444 d.C.), dopo aver espresso le ragioni per cui Nestorio è in eresia, proclama quanto segue:


Se qualcuno non confessa che l'Emmanuele è Dio nel vero senso della parola, e che perciò la santa Vergine è di Dio perché ha generato secondo la carne, il Verbo fatto carne, sia anatema.

E qualcuno non confessa che il Verbo del Padre assunto in unità di sostanza l'umana carne, che egli è un solo Cristo con la propria carne, cioè lo stesso che è Dio e uomo insieme, sia anatema.

 Se qualcuno divide nell'unico Cristo, dopo l'unione le due sostanze congiungendole con un semplice rapporto di dignità, cioè d'autorità, o di potenza, e non, piuttosto con un'unione naturale, sia
anatema. 

Se qualcuno attribuisce a due persone o a due sostanze le espressioni dei Vangeli e degli scritti degli apostoli, o dette dai santi sul Cristo, o da lui di se stesso, ed alcune le attribuisce a lui come uomo, considerato distinto dal Verbo di Dio, altre, invece, come convenienti a Dio, al solo Verbo di Dio Padre, sia anatema.

 Se qualcuno osa dire che il Cristo è un uomo portatore di Dio, e non piuttosto Dio secondo verità, come Figlio unico per natura, inquantoché il verbo si fece carne e partecipò a nostra somiglianza della carne e del sangue, sia anatema. Se qualcuno dirà che il Verbo, nato da Dio Padre è Dio e Signore del Cristo, e non confessa, piuttosto, che esso è Dio e uomo insieme, inquantoché il Verbo si è fatto carne secondo le Scritture, sia anatema.

Se qualcuno afferma che Gesù, come uomo, è stato mosso nel Suo agire dal Verbo di Dio, e che gli è stata attribuita la dignità di unigenito, come ad uno diverso da lui, sia anatema.

Se qualcuno osa dire che l'uomo assunto dev'essere con-adorato col Verbo di Dio, con-glorificato e con-chiamato Dio come si fa di uno con un altro (infatti la particella con che accompagna sempre queste espressioni, fa pensare ciò), e non onora, piuttosto, con un'unica adorazione l'Emmanuele, e non gli attribuisce una unica lode, in quanto il Verbo si è fatto carne, sia anatema.

Se qualcuno dice che l'unico Signore Gesù Cristo è stato glorificato dallo Spirito, nel senso che egli si sarebbe servito della sua potenza come di una forza estranea, e che avrebbe ricevuto da lui di potere agire contro gli spiriti immondi, e di potere compiere le sue divine meraviglie in mezzo agli uomini, sia anatema.

La divina Scrittura dice che il Cristo è divenuto pontefice e apostolo della nostra confessione e che si è offerto per noi in odore di soavità a Dio Padre. Perciò se qualcuno dice che è divenuto pontefice e apostolo nostro non lo stesso Verbo di Dio, quando si fece carne e uomo come noi, ma, quasi altro da lui, l'uomo nato dalla donna preso a sé; o anche se qualcuno dice che ha offerto il sacrificio anche per sé, e non, invece, solamente per noi (e, infatti, non poteva aver bisogno di sacrificio chi noia conobbe peccato), sia anatema.


Se qualcuno non confessa che la carne del Signore è vivificante e (che essa è la carne) propria dello stesso Verbo del Padre, (e sostiene, invece, che sia) di un altro, diverso da lui, e unito a lui solo per la sua dignità; o anche di uno che abbia ricevuto solo la divina abitazione; se, dunque, non confessa che sia vivificante, come abbiamo detto inquantoché divenne propria del Verbo, che può vivificare ogni cosa, sia anatema. 

Se qualcuno non confessa che il Verbo di Dio ha sofferto nella carne, è stato crocifisso nella carne, ha assaporato la morte nella carne, ed è divenuto il primogenito dei morti inquantoché, essendo Dio, è vita e dà la vita, sia anatema.

venerdì 21 agosto 2015

La Cristianizzazione dei Vichinghi e la Guardia Variaga di Costantinopoli

Il servo si Dio Gianluca Rinaldi, autore di questo interessante riassunto della conversione al cristianesimo dei pagani nordici, ci illustra con semplicità e profondità assieme lo sviluppo del cristianesimo presso i Norreni, abitanti delle odierne Danimarca, Svezia e Norvegia.

Nel 793 Era di Nostro Signore, fanno la loro comparsa per la prima volta sulla scena della Storia i Vichinghi. A Lindisfarne, piccolo e pacifico monastero inglese, i pii monaci vedono riversarsi un’orda di guerrieri pagani armati e violenti che saccheggiano, uccidono, incendiano, violentano. L’evento ebbe una grossa risonanza nel mondo Cristiano di allora, non certo preparato all’arrivo di nuovi infedeli per di più bellicosi. Siamo in un periodo di Cristianesimo trionfante in tutta Europa, Carlo Magno ha appena finito di sconfiggere le tribù franche ed alemanne; nel 787 con il cosiddetto “massacro di Verden” era stata sottomessa l’ultima tribù Sassone e  tutta la regione era ormai ufficialmente Cristiana. L’avvento dei Vichinghi fu quindi inatteso, improvviso, sconvolgente; ma la loro cristianizzazione fu per certi versi più veloce del previsto, se si pensa che solo dopo tre secoli praticamente l’intera Scandinavia poteva dirsi Cristiana.


La fonte di Husaby, dove secondo la Tradizione si battezzò Olof Skotkonung

Il primo missionario ufficiale che si recò a convertire i Pagani Norreni fu Anscario (Oscar) di Corvey, nato l’8 settembre 801 e affidato cinquenne al monastero di Corbiesur la Somme. Nel 826 Ludovico il Pio, venuto a conoscenza della sua fama di uomo di Fede e Dottrina incrollabili, lo incaricò di accompagnare Aroldo, pretendente al trono di Danimarca e battezzato Cristiano, nel suo viaggio in patria, con lo scopo di convertire al Vangelo i sanguinari pagani. Dalla sua biografia, scritta dal suo discepolo Rimberto, apprendiamo che “molti condusse alla Fede”, ad Haithabu e Ripen in particolare, riuscendo a battezzare molti uomini; ma ben presto i danesi cominciarono a vedere lui e il suo regale accompagnatore come un pericolo per la stabilità politica in Danimarca, e i due dovettero rifugiarsi qualche anno a Rustringen( l’odierna Wilhelmhaven). Tre anni dopoAnscario ripartì, stavolta per Birka, roccaforte commerciale vichinga, dove riuscì ad arrivare nonostante la sua nave fosse stata attaccata e rapinata proprio da pirati vichinghi. Anche qui però, ottenne risultati relativi, riuscendo a convertire si un gran numero di anime, ma non a portare nobili e persone influenti alla  Fede in maniera sufficiente per trasformare il Paese in una terra Cristiana.
Così il Santo Monaco si trasferì ad Hammaburg sull’Elba, da poco diventata sede Arcivescovile per volere di Gregorio IV, dove edificò una Chiesa, una scuola, un ospedale e preparò di persona un gran numero di missionari e volenterosi Monaci per completare l’opera di Evangelizzazione delle fredde terre del Nord. Nell’845 però, Hammaburg fu attaccata e distrutta dai Vichinghi stessi, risaliti sull’Elba con i loro Drakkar, e Anscario dovette nuovamente fuggire, salvatosi per il rotto della cuffia. Si rifugiò a Brema, e da qui fece partire le sue nuove spedizioni missionarie verso il Settentrione, ottenendo stavolta qualche successo rilevante: il Re di Danimarca Horich il Maggiore permise, pur non convertendosi lui stesso,  la costruzione di una Chiesa prima ad Haithabu nell’849, poi a Ripen nell’854. Sempre più uomini del popolo si convertivano alla Croce del Cristo, ma i nobili e i potenti erano ancora restii e preferivano sacrifici agli Asi e libagioni a base di fiumi di idromele.
Anscario morì nell’865, ed il suo successore Rimberto (come riportato dalle cronache del magisterscholarum Adamo di Brema), tentò di proseguire la sua opera di Cristianizzazione senza troppi successi, tanto che delle oasi Cristiane fondate da Anscario non si hanno più tracce certe nelle cronache successive. La Danimarca divenne del tutto Cristiana qualche decennio dopo, quando alle spinte missionarie si unì la forza politica: nel 935 Enrico I, sovrano tedesco di stirpe sassone, effettuò una spedizione ad Haithabu e costrinse il re Knuba di Danimarca a battezzarsi, oltre a mandare l’Arcivescovo Unni di Brema in missione a Birka. Fu però il figlio di Enrico, Ottone, che completò l’opera: nel 948 fondò i tre vescovadi di Schleswig, Ripen e Århus, sottoposti all’Arcivescovo di Amburgo, Adaldag, circondando così la residenza regale danese di roccaforti Cristiane. Il re Arold Gormsson detto Denteazzurro, si convinse quindi ad abbracciare la Fede in Cristo, si fece battezzare nel 960 dal sacerdote tedesco Poppo (che mostrò al sovrano la potenza di Dio tenendo in mano un ferro rovente senza colpo ferire), e procedette quindi alla demolizione dei templi pagani nel bosco sacro di Jelling, sostituendoli con la prima Chiesa in legno della Danimarca. L’opera fu completata sugellando il tutto con una lapide a tre facce, una delle quali presenta un leone con acanto, un’altra la figura del Cristo in un viluppo di tralci, e sulla terza l’iscrizione: ”Re Aroldo eresse questo monumento per Gorm, il padre suo, e per la madre Tyra: quell’Aroldo che conquistò tutta la Danimarca e la Norvegia, e fece Cristiani i Danesi.”


Cattedrale di Nidaros ( Trondheim ), un tempo sede del Primate del Nord e luogo di diffusione del rito di Nidaros, il rito latino locale per le terre nordiche.


La Norvegia dovette  attendere ancora qualche decennio prima di potersi dire Cristiana: Haakon il Buono, morto nel 961, educato Cristianamente per voler del padre Harald, aveva proseguito l’opera di Cristianizzazione iniziata dal suo genitore, ma aveva incontrato forti sacche di resistenza da parte, anche qui, del ceto nobile norvegese, che temeva di perdere i propri privilegi.  Il suo successore,anche lui di nome  Harald, tentò di forzare la Cristianizzazione, ma già con il successivo sovrano Haakon Sigurdsson (pagano), vi fu un risveglio delle istanze pagane, culminato per altro con una guerra tra la Norvegia pagana e la Danimarca Cristiana di Aroldo Denteazzurro.
Le coste Norvegesi però, almeno nella loro componente popolare, erano già ampiamente cristianizzate, seppur persisteva una certa tolleranza nei riguardi del Paganesimo locale e di alcune abitudini rituali legate ad esso. Fu OlavTryggvason a dare la spinta definitiva verso la Fede in Norvegia; battezzatosi nel 1000 ad opera di un Presbitero sassone, smise di razziare l’Inghilterra in segno di devozione, fece battezzare a sua volta la nuova terra, la Groenlandia, scoperta da Leif Eriksson (figlio di Erik il Rosso), Cristiano anche lui al contrario del padre noto per l’odio nei confronti dei Preti; convinse tutti i nuovi coloni della Groenlandia a convertirsi anche loro. E fu seguito dal presidente del Thing(parlamento) islandese Torgeir nello stesso anno, che dichiarò che “tutti dovevano essere Cristiani”, quando fino a pochissimi anni prima i missionari venivano malamente cacciati dall’isola come invasori (il sassone Fredrik nel 981 e il tedesco Tankbrand nel 998). All’ epoca l’Islanda era colonia norvegese indipendente. L’opera di cristianizzazione fu completata definitivamente da Olaf II, conosciuto poi come Sant Olaf: nel 1024 fondò la prima Chiesa Nazionale di Norvegia, guidata dal Vescovo Grimkell, affrancandosi quindi dalla dipendenza dei vescovadi tedeschi e danesi; favori’ l’ingresso di Vescovi e missionari da tutta Europa inviandoli nell’entroterra, più lento a recepire la nuova Fede rispetto alle coste.
La Svezia fu la terra Scandinava più lenta a recepire la Fede di Cristo(se si esclude la Finlandia, cristianizzata nel 13mo secolo ad opera degli Svedesi), se si pensa che il Re Eric il Vittorioso (morto nel 995)aveva apostatato alla Fede Cristiana dopo essersi fatto battezzare, morendo pagano. Fu suo figlio Olof III detto Skötkonung (epiteto di difficile traduzione secondo alcuni legato al conio della moneta-fu il primo a coniare moneta in Svezia- , secondo altri al fatto che pagasse tributi-dalla parola svedese skatt che significa tesoro-, per altri ancora da un tipo di vestito che usava indossare), a fare passi da gigante nella conversione del suo paese (anche se la Svezia ancora nel 1200 manteneva qualche sacca di paganesimo tra il popolo).Si fece battezzare nel 1008, probabilmente a Husaby, seppur le fonti non sono concordanti né sul luogo né sul nome del missionario che lo battezzò, anche se le più accreditate ad oggi indicano il sassone Sigfrid (Adamo di Brema indica invece il tedesco Thurgot). Durante il suo regno (995-1022) intraprese numerose battaglie contro la Norvegia di Olaf Tryggvason, ma allo stesso tempo si adoperò per la conversione del suo popolo. Morì nel 1022, non riuscendo a veder completata l’opera di Cristianizzazione(l’unica regione completamente Cristiana era il VästerGötland) ma avviando però un processo irreversibile; sulle monete fece incidere la Croce e usò la dicitura latina ”Rex” per sè. Favorì l’edificazione di numerose fonti battesimali in Svezia, e le cronache, perdendosi però nella leggenda, lo vogliono ucciso da suoi nemici pagani a Sigtuna per essersi rifiutato di sacrificare agli dei pagani.

La Cristianizzazione, nonostante le molte difficoltà, non fu mai però seriamente in pericolo in nessuna parte della Scandinavia, una volta iniziata. L’era degli dei volgeva ormai al termine, e quella di Cristo era fiorente e pronta a prenderne il posto. Come detto, inizialmente si convertivano più facilmente i popolani che i nobili; ma il vero obiettivo di molti missionari erano proprio questi ultimi, anche perchè nella società Vichinga un capo che abbracciava una nuova religione portava con sè moltissime anime, decise a seguire il proprio signore ovunque andasse, in corpo e in spirito. Spesso la preparazione Dottrinale dei neoconvertiti non brillava, si tendeva a fare un velocissimo Catechismo pur di salvare più anime possibile e puntando sul fatto che il vero Catechismo sarebbe stato fatto dopo il Battesimo, e nel tempo. Questo però creava situazioni di persistenza di abitudini pagane anche all’interno del Cristianesimo spesso nel Nord: un caso esemplare, riportato nel ”Libro della Colonizzazione”islandese, narra che un tal Helgi fosse di ”fede mista”; era Cristiano battezzato, ma continuava ad invocare il suo protettore Thor quando doveva avventurarsi per mare. Probabilmente, di questi ”Helgi” ve ne era più d’uno. Sui sarcofagi dei primi Vescovi si trovavano spesso, accanto alle Croci, intagli con figure di draghi e rune antiche. Nel nord dello Jutland è stato perfino rinvenuto uno stampo fusorio utilizzato per la fabbricazione di ciondoli rappresentanti, a seconda del compratore, sia la Croce di Cristo che il martello di Thor!
Uno dei modi con cui si facevano proseliti tra gli schiavi, era quello di liberarli riscattandoli per mostrare loro la grandezza della Misericordia del Cristianesimo. Moltissimi monaci,anche gli stessi Anscario e Rimberto, recandosi in Scandinavia, portavano con sè ingenti somme di denaro, ma non certo per alimentar vizi; gli schiavi, numerosissimi tra i Vichinghi avvezzi a prender prigionieri ovunque per farne loro servitori,venivano comprati dai pii uomini, che li liberavano immediatamente, chiedendo loro in cambio soltanto di ascoltarli ed abbracciare la Fede nel Cristo. Questo creò un numero sempre maggiore di uomini liberi Cristiani, che diedero ovviamente vita alle successive generazioni educandole alla Religione Cristiana.
Altra cosa che colpiva particolarmente lo spirito dei pragmatici nordici era l’organizzazione della Chiesa, così ben strutturata, e la bellezza delle Liturgie, tra profumi d’incenso, scampanellii e paramenti preziosi; queste cose divenivano per loro segno della forza della nuova Religione, così solenne e curata. I bellicosi Vichinghi, venuti da conquistatori nel segno della guerra, capaci di mettere a ferro e fuoco l’intera Europa e fondare regni ovunque, furono così conquistati a loro volta non dalla spada, ma dalla morbida forza assimilatrice delle Dottrine Cristiane.

LA GUARDIA VARIAGA DI COSTANTINOPOLI

Discorso a parte merita però la ben nota Guardia Variaga,  corpo militare costituito prevalentemente da Svedesi convertiti al servizio dell’Imperatore di Bisanzio, uno dei più efficienti baluardi della Cristianità contro le invasioni musulmane, uno dei corpi che si distinse per fedeltà e coraggio al servizio dell’Impero Cristiano. I variaghi, parola che significava secondo alcune fonti ”i rauchi” per le loro voci profonde, secondo altre semplicemente ”confederati, seguaci”, erano i discendenti dei popoli scandinavi (per lo più svedesi) che fondarono il primo principato di Kiev, ad opera del leggendario Rurik,e che diedero anche il nome alla Russia: Rus era il nome con cui venivano chiamati i Vichinghi dai popoli dell’est, probabilmente essendo loro principalmente navigatori (”ro”tuttora in svedese significa ”remare”) ; seppur sostenitori della teoria panslava lo neghino. Inizialmente, i rapporti tra variaghi e Impero Bizantino furono caratterizzati dalle continue razzie che i primi mettevano in atto nei confronti dei secondi, con lo scopo per lo più di ottenere trattati commerciali favorevoli dal ricco Impero. Già nell’839 si ha la prima apparizione dei variaghi nelle cronache bizantine: l’Imperatore Teophilo secondo concordò con alcuni di loro l’ingaggio come guardia mercenaria per il suo esercito. I rapporti con Bisanzio furono però, come detto, spesso piuttosto bellicosi nonostante questo: nell’ 865 il principe Helgi di Kiev assediò Bisanzio ed ottenne il permesso di aprire empori variaghi alle porte della città; nel 907 (riporta la ”Cronaca di Nestore”, misero le loro navi su ruote e fecero vela via terra verso la Capitale Imperiale, inducendo i bizantini a firmare un ulteriore trattato di amicizia; nel 913-14 saccheggiano Iraq ed Azerbaijan; nel 941 Ingvar allinea una flotta sotto Bisanzio venendo respinto dal ”fuoco greco” dei difensori della citta; nel 944 nuovamente viene assaltata Bisanzio dalle sue truppe, stavolta di cavalleria, e i variaghi riescono ad ottenere un nuovo e favorevole trattato commerciale.
Dal 970 però, il quadro cambia completamente. Non si hanno più notizie di guerre tra i due schieramenti, e sempre più numerosi sono invece i guerrieri variaghi al servizio di Bisanzio, costituenti un corpo a parte ,nucleo dell’ esercito bizantino, guardie personali dell’Imperatore, soldati coraggiosi e fedeli che non esitano a difendere fino alla morte i confini dell’Impero, soprattutto contro arabi e bulgari. Motivo principale di questo fu la conversione al Cristianesimo Ortodosso di Vladimir I di Kiev, nel 988: l’Imperatore Basilio II gli dette in sposa la figlia Anna, e ricevette in cambio 6000 guerrieri che andarono a formare il primo nucleo ufficiale definito Guardia Variaga (Τάγμα των Βαραγγίων in greco), la guardia personale dell’Imperatore. Nel 989 la Guardia fu mandata a Crisopoli, guidata dallo stesso Basilio, per sconfiggere il ribelle Barda Foca, che morì in battaglia. Si distinsero peraltro nella difesa di Bisanzio (che chiamavano Miklagard, più o meno ”Grande Città”)durante la Quarta Crociata. Anna Comnena, nella sua cronaca del regno, li descrive come la più fedele ed efficiente delle truppe bizantine.La loro arma favorita era l’ascia a due mani, ma non disdegnavano spade ed archi. Uno dei più noti comandanti variaghi al servizio di Bisanzio fu Aroldo lo Spietato (Harald Hardrada), che dopo esser stato esattore imperiale per le tasse nel distretto di Kiev e generale di campo dell’Imperatore, cadde come Re di Norvegia nella lotta per l’Inghilterra.
Inizialmente, i mercenari variaghi erano semplicemente soldati prezzolati, a cui veniva lasciata libertà di culto; ma già da subito molti di loro si convertirono a contatto con la Cristianità, seppur inizialmente in maniere, come abbiamo visto anche nei paesi scandinavi, spesso ”grossolane”, preferendo i Santi Uomini di Chiesa operare veloci Battesimi per salvare quante più anime possibile, fidando del fatto che col tempo i neoCristiani avrebbero approfondito la conoscenza di Canoni e Dottrine divenendo veri uomini di Cristo.Nei primi periodi però, non era infrequente assistere a scene, a palazzo, in cui gruppi di guardie variaghe, la notte di Natale, ebbri di idromele battevano le armi sugli scudi gridando ”JUL!JUL!JUL!”, esattamente come   pagani che festeggiavano la festa del solstizio invernale (Jul in Norreno, tuttora il Natale si chiama Jul in Scandinavia)...per poi dirigersi in Chiesa alla Veglia della Natività e partecipare alla Sacra Liturgia. Con il tempo, e a contatto con la Cristianissima Corte di Bisanzio, i variaghi ovviamente vennero sempre più perdendo le abitudini paganeggianti; e dal 988, dalla conversione quindi di Vladimir di Kiev, il Cristianesimo divenne loro Religione ufficiale, cancellando in breve tempo le vecchie tradizioni. La loro fu quindi una conversione ”morbida”: non vi fu bisogno di alcun ”atto di forza” per convincere i valorosi scandinavi ad abbracciare il Verbo, fu sufficiente entrare a contatto con Esso; la loro religione pagana, disseminata di semi del Verbo, riconobbe nel Cristo l’albero e i frutti di questi semi e scomparve sostituita da Nostro Signore. La Guardia Variaga fu sciolta ufficialmente nel 1204, dopo la presa di Bisanzio da parte dei Crociati; tuttavia si continua ad avere notizie di un corpo militare composto da guerrieri del nord per altri 200 anni, e secondo alcune fonti rifondata nell’Impero di Nicea dei Lascaridi, o dopo la riconquista della Capitale nel 1261 ad opera di Michele VIII Paleologo.

Quel che è certo è che nonostante la presenza dei Variaghi sia stata di durata breve, storicamente parlando, essi abbiano lasciato un’impronta indelebile nella memoria Cristiana: indomabili e spietati guerrieri pagani trasformatisi nei più accaniti e valorosi difensori dell’Impero Cristiano, capaci di impedire le avanzate dei musulmani, di annientare ribelli ed eretici, di difendere l’Imperatore e la Fede Cristiana a prezzo della vita.

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FONTI

L'Epopea dei Vichinghi, Rudolf Portner, Garzanti 1972
Cristianizzazione della Norvegia

Piccolo Canone all'Angelo Custode

Questo piccolo officio si recita a casa o in chiesa in spirito di pietà, rivolto verso il nostro guardiano che ci viene dato al Battesimo.


INIZIO

 Se vi è il sacerdote, questi dice: Benedetto il nostro Dio in ogni tempo, e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. 

Se il celebrante è un laico o un lettorePer le preghiere dei nostri santi padri, Signore Gesù Cristo Dio nostro, abbi pietà di noi.
poi il lettore, ad ogni modo: Amen. Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo, Ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.  
Re celeste, consolatore, spirito di verità, che sei ovunque presente e che tutto ricolmi, scrigno di beni e dispensatore di vita; vieni e dimora in noi e purifica da ogni macchia o Buono le nostre anime.
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi ( tre volte ). 
Gloria al Padre, Al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli amen.
Tutta Santa Trinità abbi misericordia di noi, Signore cancella i nostri peccati, Sovrano perdona le nostre iniquità; Santo guarisci le nostre infermità, a causa del tuo nome.
 Kyrie eleison ( tre volte ) 
Gloria al Padre, Al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli, amen.
Il Lettore salmodia il Padre nostro, al cui termine il sacerdote o primo celebrante:
Poiché tuo è il Regno, e la Potenza, e la Gloria; al Padre al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli. 
Lettore: Amen. Kyrie eleison ( 12 volte
Venite, adoriamo il Re nostro Dio e inchiniamoci a lui.
Venite, adoriamo il Re Dio nostro. il Cristo, e inchiniamoci a lui.
Venite, adoriamo il Cristo stesso, Re e Dio nostro, e inchiniamoci a lui.

CANONE ALL'ANGELO

Tropario: O Angelo di Dio, mio santo custode, mantieni la mia vita nel timore di Cristo Dio, rafforzando la mia mente in modo vero e cura la mia anima con amore celeste, in modo che guidato da Te, io possa ottenere la grande misericordia di Cristo Dio.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Theotochio: O santa Maria, Madre del nostro Dio, Tu hai incredibilmente portato il Creatore di tutto: con il mio Angelo Custode sempre prega la Sua bontà per salvare la mia anima inibita e legata da passioni, e concedimi la remissione dei peccati.

Tono 8- Ode 1.
Irmo: Cantiamo al Signore che ha guidato il suo popolo attraverso il Mar Rosso, per Lui solo ha trionfato gloriosamente.
Gesù, Figlio di Dio, abbi pietà di noi.

tropari:
Concedimi,  a me tuo servo, o Salvatore, di poterdegnamente cantare una ode  per lodare il mio Angelo incorporeo, la mia guida e guardiano celeste.
Santo Angelo, mio custode, prega per me.
Rimasi solo in follia e ozio, O mia Guida e Guardiano; non abbandonarmi che sono in perdizione.


Gloria al Padre, al Figlio e alSanto Spirito:

Guida la mia mente con  la tua preghiera perché io adempia i comandamenti di Dio, e riceva da Dio la remissione dei peccati, e insegnami ad odiare ogni malvagità, io ti prego.

Ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Theotochio: Con il mio Angelo Custode, o Vergine, pregate per me tuo servo l’Unico Buono, e insegnami a rispettare i comandamenti del tuo Figlio e mio Creatore.

Ode 3.
Irmo: Tu sei la forza  di tutti coloro che vengono a te, o Signore, tu sei la Luce di quelli che sono nelle tenebre, e il mio spirito canta a te.

Santo Angelo, mio custode, prega per me.

tropari:

Tutti i miei pensieri e la mia anima  sono rivolti a te, o mio guardiano; mi libererai da tutti gli attacchi del nemico.

Santo Angelo, il mio custode, prega per me.

I  nemici mi hanno calpestato, e mi hanno insegnato a seguire i miei desideri; ma, o mia Guida, non abbandonarmi nella morte.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo:

Concedimi di cantare con gratitudine e fervore al mio Creatore e Dio, o mio buon Angelo Custode: O mio liberatore, mi libererai dai nemici che nel peccato mi hanno condotto.

Ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Theotochio: Gioisci, O Tuttapura, cura le ferite più dolorose della mia anima, e scaccia i nemici sempre in lotta contro di me.

Kyrie Eleison (tre volte).

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Sedalion: Con amore dalla mia anima io grido a te, o Guardiano del mio spirito, o mio santissimo Angelo! Proteggimi ora e sempre dalla caccia del maligno, e guidami per la vita celeste;  insegnami,illuminami e rafforzami.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Theotochio: Vergine Tuttasanta, Madre di Dio, che senza seme hai dato alla luce il Signore di tutti, prega Iddio con il mio Angelo Custode di liberarmi da ogni dubbio, e di dare al mio sentimento spirito santo e luce, e di purificarmi dal peccato, perché tu sola sei una pronta e fervida avvocata!

Ode 4.
Irmo: Ho avvertito, o Signore, il mistero del piano Tuo. Contemplo le tue opere, e glorificherò la tua natura divina.

Santo Angelo, mio custode, prega per me.

tropari:

Prega Dio il Filantropo e non mi lasciare, o mio Custode, ma mantieni la mia vita in pace, e concedimi la salvezza invincibile.

Santo Angelo,  mio custode, prega per me.

Sei tu il difensore e custode della mia vita che ho ricevuto da Dio, o Angelo. Ti prego, o santo, liberami da ogni male.

Gloria al Padre, al Figlio e al Santo Spirito:

Monda la mia sozzura con la tua santità, o mio Guardiano, e possa io essere prelevato dal lato sinistro della via con le tue preghiere, e diventare partecipe della gloria divina.

Ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Theotochio: La mia perplessità si confronta con il male che mi circonda, o Tuttasanta, ma liberami rapidamente da ogni sventura, perchéio a te ricorro.



Ode 5
Irmo: Presto gridio a Te, o Signore; salvami, perché tu sei il mio Dio, e di ciò che Tu non sei, noi non sappiamo nulla.

Santo Angelo, mio custode, prega per me.

tropari:

Poiché tu hai coraggio nel rivolgerti a Dio, o mio santo custode, pregalo di liberarmi dai mali che mi offendono.

Santo Angelo, il mio custode, prega per me.

O luce radiosa, rendi raggiante la mia anima, o mia guida e Angelo Custode, datomi da Dio.

Gloria al Padre, al Figlio e al Santo Spirito:

Svegliamo poiché dormoper il peso dei miei peccati, o Angelo di Dio, e con le tue preghiere sollevami fino a glorificare nostro Signore.

Ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Theotochio: O Signora Maria, Vergine Madre di Dio, speranza dei fedeli, annienta gli attacchi del nemico,  per tutti quelli che ti lodano con gioia.

Ode 6.
Irmo: Concedimi una veste di luce, o Tu stesso che hai la luce come unico vestimento, o misericordioso Gesù Cristo, Nostro Signore e Dio.

Santo Angelo, mio custode, prega per me.

tropari:

Liberami da ogni disgrazia e incidente e salvarmi dal dolore, ti prego, o santo Angelo, dato da Dio a me come mio buon custode.

Santo Angelo, mio custode, prega per me.

Illumina la mia mente, o buono, e illuminami, ti prego, o santo angelo, e  insegnami a pensare sempre in modo retto e proficuo.

Gloria al Padre, al Figlio e al Santo Spirito:

Calma il mio cuore da oggi disturbo, e rafforzaminell’essere vigile per il Bene, o mio custode, e guidami miracolosamente nella tranquillità della vita.

Ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Theotochio: Il Verbo di Dio dimorava in te, o Madre di Dio, e ti ha mostrato agli uomini come la scala celeste. Con te l'Altissimo scese a noi.

Kyrie Eleison. (Tre volte)

Gloria al Padre, al Figlio e al Santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Contacio: Abbi compassione di me, o santo Angelo del Signore, il mio custode, e non lasciarmi impuro come sono, ma irradiami della Luce Divina, e rendimi degno del Regno Celeste.

Oekos: Concedi all'anima mia, umiliata da molte tentazioni, l'ineffabile gloria celeste, o santo intercessore e cantorenei cori delle PotenzeIncorporee di Dio. Abbi pietà e guardami,  illumina la mia anima con buoni pensieri, che possa arricchirsi della tua gloria, o angelomio; sottometti i miei nemici che vogliono il mio male, e fammi degno del Regno Celeste.

Ode 7.
Irmo: Arrivati in Babilonia dalla Giudea, i figli di Gerusalemme per la loro fede nella Trinità calpestarono la fiamma del forno, cantando: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto nei secoli.

Santo Angelo,mio custode, prega per me.

tropari:

Abbi pietà e prega per me, o Angelo del Signore, perché io ho te come mio difensore per tutta la mia vita, mia Guida e Guardiano, datomi da Dio per sempre.

Santo Angelo, o mio custode, prega per me.

Non lasciare che la mia anima pellegrina rimanga peccatrice, datami casta da Dio, o che venga uccisa dai ladri, O Santo Angelo, ma conducimi alla via del pentimento.

Gloria al Padre, al Figlio e al Santo Spirito:

Tutta la mia anima è disonorata dai cattivi pensieri e da atti ingiusti, ma affrettati, O mia Guida, e concedimi la guarigione con i buoni pensieri, che io possa seguire sempre la retta via.

Ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Rivolti all’icona del Cristo: Riempici con la sapienza e la forza divina, a noi tuttiche gridiamo con fede, assieme alla Madre di Dio, a Te, o Sapienza dell’Altissimo: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Ode 8.
Irmo: Il Re del cielo, assieme alle schiere di angeli adoranti, lodiamo e esaltiamo in tutte le età.

Santo Angelo, mio custode, prega per me.

tropari:

Rafforza la vita del tuo servo e non abbandonarmi, o gentile Angelo, mandato da Dio.
Santo Angelo, mio custode, prega per me.

Non ho mai un inno degno per te, o buon Angelo, Guida e Guardiano della mia anima, beatissimo spirito incorporeo.

Gloria al Padre, al Figlio e al Santo Spirito:

Diventa mio Velo e Difensore nel giorno del giudizio di tutti gli uomini, quando tutti gli atti, buoni e cattivi, sarannogiudicati nel fuoco.

Ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Theotochio:Sii l'aiuto e la pace del tuo servo, o sempre Vergine Madre di Dio, e non lasciarmi privo della tua protezione.

Ode 9.
Irmo: salvato da te, o Vergine pura, confessoche sei sommamente la Madre di Dio, e con il coro degli Incorporei noi tutti ti magnifichiamo.

O Gesù, Figlio di Dio, abbi pietà di noi.


tropari:

Abbi pietà di me, o mio unico Salvatore, perché tu sei misericordioso e Buono, e mi farai membro dei Cori dei Giusti.

Santo Angelo, o mio custode, prega per me.

Concedimi di pensare e di fare solo ciò che è utile, o Angelo del Signore, che io possa essere incontaminato in vita e saldo nelle infermità.

Gloria al Padre, al Figlio e al Santo Spirito:

Rivolgiti con coraggio verso il Re Celeste, pregalo, con gli altri angeli, di avere pietà di me, miserabile come sono.

Ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Theotochio: O Vergine, che hai grande coraggio verso Colui che si è fatto carne in te, liberami dagli assalti delle forze oscure e concedimi il perdono e la salvezza con le tue preghiere.

Preghiera al Santo Angelo Custode
Santo Angelo di Cristo, cado in ginocchio e ti prego, mio santo custode, che mi sei stato dato al santo Battesimo per la protezione del mio corpo peccatore e per la guardia dell’anima. Con la mia pigrizia e cattive abitudini, ho fatto arrabbiare la tua luce purissima, e ti ho condotto lontano da me con tutte le mie azioni vergognose, menzogne, calunnie, l'invidia, la condanna, il disprezzo, la disobbedienza, odio verso i fratelli, rancore, amore per il denaro, l'adulterio, la rabbia, la meschinità, l'avidità, l'eccesso, la vana loquacità, pensieri negativi e cattivi, modi superbi, follia dissoluta, che mi hanno guidato con la propria volontà in tutti i desideri della carne. Oh la mia volontà malvagia, che anche gli animali stupidi non seguono! Come puoi tu guardarmi,io che sono come un cane fetido? Con quali occhi, o Angelo di Cristo, vuoi tu guardarmi, poiché sono intrappolato in molte cattive azioni? Come posso chiedere perdono per i miei amari, cattivi e malvagi atti, in cui cado ogni giorno e notte, e in ogni ora? Ma io mi inginocchio e prego, o mio santo Guardiano: abbi  pietà di me, tuo servo (nome), peccatore e indegno. Sii il mio soccorso e protettore contro il mio nemico malvagio, con le tue sante preghiere, e rendimi partecipe del Regno di Dio con tutti i suoi santi, in ogni tempo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen


mercoledì 19 agosto 2015

Il papismo non è solo "romano" - riflessioni di un clerical chic

Cari amici, oggi vorrei iniziare queste riflessioni dal titolo scottante con l'etimologia della parola eresia. Eresia deriva dal greco airesis, il quale poteva significare tanto scelta, quanto partito, quanto setta. Ed è diventato, in italiano, la somma di questi tre significati. 

Il papismo - che non è il ruolo del vescovo di Roma, attenzione, in quanto tale, e neanche il suo giusto primato canonico - così come molte altre eterodossie prima di lui, è proprio una eresia. Perché? ma soprattutto, cos'è il papismo? Cercherò d'essere breve. 


Il papismo è una corrente di filosofia politica nata in Occidente in seno alla curia romana a cavallo fra il IX e il X secolo, che nella sua accezione tradizionalmente intesa e diffusa è il progetto religioso-politico di governo superiore del Papa di Roma su tutte le altre Chiese locali. Il Papa di Roma diventa quindi l'indiscusso / indiscutibile pastore del gregge di Cristo, il suo Vicario ( addirittura, quando specificatamente Cristo disse: Io sono con voi fino alla fine del mondo! altro che vicari...) e il supremo legislatore della Chiesa la quale da sinodale diviene imperiale, e il supremo maestro in materia di dogma, di morale e di disciplina locale e universale. 

Sembrerebbe scontato che il papismo sia una "prerogativa" papale, e invece non è così. Ultimamente, negli ultimi anni, mi pare - e se sono in malafede il Signore mi punirà - che stiamo assistendo ad una serie di "papismi ortodossi". Mi spiego meglio.
Se nell'Ortodossia si è sempre stati ortodossi in virtù dell'adesione della Chiesa locale alla Regola della Fede, ai Santi Canoni e alla Santa Tradizione - quindi una ipotetica chiesa cristiana su Marte, anche se sconosciuta ma professante tali dogmi, sarebbe perfettamente Ortodossa  e in comunione pneumatica - pare che dal finire del 1800 si sia pienamente ortodossi solo se si è in comunione col Patriarcato di Costantinopoli. Specialmente dagli anni '20 del Novecento, tale sensazione si è acuita: con la nascita dei sinodi vetero-calendaristi in contrapposizione all'ecumenismo e all'adozione del calendario giuliano "riformato". 

Questa volontà di potenza, come la chiamerebbe Nietzsche, sembra quasi che abbia contaminato alcune prassi comuni ai grandi patriarcati: i vescovi vengono eletti e insediati dai Patriarchi e non dai sinodi o dalle comunità locali che dovrebbero eleggerli secondo tradizione: difatti nel Cristianesimo del primo millennio cui sempre guardiamo, il Vescovo era scelto per acclamatio popolare e poi ordinato da un collega; gli abati e gli igumeni addirittura venivano ordinati "dal basso", dai confratelli ieromonaci dei monasteri.  Adesso invece il vescovo è un amministratore delegato dal patriarca. Pare quindi che si è canonici ( ossia fedeli alle regole della Chiesa ) non se si è realmente ortodossi nella vita e nei dogmi, ma solo se si è politicamente schierati con Costantinopoli ( o in comunione con altri canonici) , quasi che Costantinopoli sia effettivamente un Papismo dell'est. Questo modus operandi è deleterio e a mio avviso rischia davvero di divenire un problema effettivo: difatti nella gestione delle Autocefalie, Costantinopoli ha recentemente mostrato il pugno di ferro contro Mosca sulle questioni della Metropolia dei Ciechi e degli Slovacchi, e ci sono state anche palesi violazioni giurisdizionali da parte di Costantinopoli in Ucraina, uno o due anni fa, all'inizio della guerra in Ucraina - se vi ricordate le pubblicai anche su facebook a suo tempo. Costantinopoli pretende, in nome del suo primato onorifico, di essere l'unica autorità che può concedere Autocefalia, poiché è il primo fra pari. Con parole più o meno simili d'essere iniziato il processo papista del IX secolo. Storicamente, vedasi Albania, Romania, Serbia... la maggior parte delle Autocefalie attualmente esistenti sono state "non canoniche" anche per decenni, prima di ottenere la libertà canonica dal Fanar. Non c'è mai stata volontà di "concedere", per una logica tutta papista di accentramento del potere. 

Io lo so, sono poco politically correct con questo mio articolo: ma riflettiamo onestamente, fratelli e sorelle, sul pericolo di vedere tanti piccoli papismi locali che si fanno guerra, invece che una sinfonia di membri dell'unica vera Chiesa di Cristo. 


martedì 18 agosto 2015

Sul battesimo di eterodossi ed eretici: canone del 1755



In questo Oros del 1755 i Patriarchi di Costantinopoli, Gerusalemme ed Alessandria parlano di come ricevere gli eretici in seno alla Santa Chiesa: l'unico mezzo non può che essere il battesimo.



Molti sono i mezzi dai quali otteniamo la nostra salvezza. E questi, per così dire, sono come una scala, legati tra loro ed interconnessi, tutti con l'unico e lo stesso fine. 

Primo di ogni altro, allora, è il battesimo che Dio diede ai santi Apostoli, perché senza di esso gli altri mezzi di Grazia sono inefficaci. Viene detto infatti: "Se uno non è nato dell'acqua e dallo Spirito, non può entrare nel regno dei cielì". "'La prima maniera di generazione portò l'uomo a quest'esistenza mortale. Era allora imperativo, e necessario così, che un'altra, più mistica maniera di generazione fosse trovata, che non iniziasse né terminasse nella corruzione, dove sarebbe stato possibile per noi imitare l'autore della nostra salvezza, Gesù Cristo. L'acqua battesimale nel fonte sostituisce il grembo, e c'è una nascita per lui che è nato, come dice Crisostomo:"...mentre lo Spirito che scende sull'acqua prende il posto di Dio che crea l'embrione". E come Lui fu deposto nella tomba e il terzo giorno tornò in vita, così coloro che credono, scendendo sotto l’acqua invece che sotto terra, con tre immersioni rappresentano in se stessi la grazia dei tre giorni della Risurrezione, l'acqua santificata dalla discesa del Tuttosanto Spirito, così il corpo viene illuminato dall'acqua che è visibile, e l'anima può ricevere santificazione dallo Spirito che è invisibile. Perché come l'acqua in un calderone prende il calore del fuoco, così l'acqua nel fonte battesimale è trasmutata, per l'azione dello Spirito, in potere divino. Purifica coloro chi vi sono battezzati così e li rende degni di essere addottati come figli. Non è così, però, con quelli che sono iniziati in una maniera diversa. Invece di purificazione ed adozione, li rende impuri e figli dell'oscurità.

Solo tre anni fa, si era chiesto: Quando gli eretici si convertono da noi, sono accettabili i loro battesimi, visto che questi sono amministrati contrariamente alla tradizione dei santi Apostoli e dei divini Padri, e contrari ai costumi delle ordinanze della Chiesa cattolica ed apostolica? Noi, che per grazia divina, eravamo cresciuti nella Chiesa ortodossa, e seguiamo i canoni dei santi Apostoli e dei divini Padri, riconosciamo una sola Chiesa, la nostra santa, cattolica e apostolica Chiesa. Sono i suoi Misteri (sacramenti), e per conseguenza il suo battesimo, che noi accettiamo. Dall'altra parte, rigettiamo, per decisione comune, tutti i riti non amministrati come ha comandato lo Spirito Santo ai santi Apostoli, e come fa la Chiesa di Cristo anche oggi. Sono le invenzioni degli uomini depravati, li consideriamo come strani e fuori dell'intera tradizione Apostolica. Perciò, noi riceviamo loro che si convertono a noi da loro come non sacri e non battezzati. In questo seguiamo il nostro Signore Gesù Cristo che comandò ai suoi discepoli a battezzare "nel nome del Padre, e del Figlio, e del Santo Spirito ",...seguiamo i sacri e divini Apostoli che ci ordinano a battezzare gli aspiranti con tre immersioni ed emersioni, e con ogni immersione a pronunciare uno dei nomi della Santa Trinità; seguiamo il santo Dionigi, pari-agli-Apostoli, che ci dice "immergete l'aspirante, spoglio di ogni indumento, tre volte in un fonte battesimale contenente acqua santa e olio, avendo proclamato ad alata voce i tre nomi ipostatici della divina Beatitudine, e subito sigillate il neobattezzato con il divinissimo e potentissimo Myron (crisma), e poi fatelo partecipe dell'Eucaristia sovrasacramentale" e noi seguiamo il Secondo ed il Quinto dei Santi Concili ecumenici, che ci ordinano di ricevere come non-battezzati quegli aspiranti all'Ortodossia che non erano battezzati con tre immersioni ed emersioni, ed in ogni immersione non avevano invocato fortemente uno delle divine ipostasi, ma battezzati in qualche altra maniera.
Quindi, anche noi aderiamo a questi divini e sacri decreti, e rigettiamo e fuggiamo i battesimi appartenenti agli eretici perché sono in disaccordo con il divino dettame apostolico. Sono delle acque inutili, come dicono i santi. Ambrogio e Atanasio il grande lo dissero. Non danno santificazione a coloro che li ricevono, e non aiutano affatto al lavare via i peccati. Noi riceviamo loro che vengono alla fede ortodossa, che erano battezzati senza essere battezzati, come non battezzati, e senza pericolo noi li battezziamo in accordo con i canoni apostolici e sinodici, sui quali si appoggia fermamente la santa e apostolica e cattolica chiesa di Cristo, la Madre comune a noi tutti.

Insieme con questa risoluzione comune e la nostra dichiarazione, sigilliamo questo il nostro Oros, essendo esso in accordo con i dettami apostolici e sinodici, e lo ratifichiamo con le nostre firme.

Nell'anno della Salvezza 1755
Cirillo + per grazia di Dio Arcivescovo di Nuova Roma e Patriarca Ecumenico
Matteo + per grazia di Dio Papa di Alessandria ( d'Egitto ) e Giudice dell'Ecumene
Partenio + per grazia di Dio Patriarca della Città santa di Gerusalemme
e i loro vescovi.