giovedì 25 giugno 2015

Il pietismo anti-spirituale


Il Pietismo ( ted. Pietismus ) nasce nel XVII secolo negli ambienti Luterani di Chiesa Alta per ridare vita a delle comunità spente, stimolando delle devozioni private fuori dai circoli eucaristici protestanti. La filosofia del Pietismo si basa sull'assunto che la Salvezza non è una faccenda "ecclesiale" ma un evento privato. Il Pietismo individua nella pratica individuale l'unica via della salvezza, essendo il circuito ecclesiale considerato un qualcosa di non appartenente alle vere istanze del Cristo: la pratica dei comandamenti, lo zelante processo di adeguamento alle norme sociali ( sicuramente dettate dal bene comune ) e la pratica dell'etichetta sono considerati i capisaldi del pietismo. I teorici di questo movimento, come Philip J. Spener ( 1636-1705) e Nikolaus Zinzendorf ( 1700-1760) ponevano grave accento sulla dottrina della giustificazione, ossia della redenzione operata dal Cristo al di fuori da ogni vincolo liturgico o ecclesiastico: tale redenzione si poteva ottenere solamente con lunghe espiazioni private frutto di vincoli privati di pietà devozionale a qualche preghiera o atto caritatevole.
Questa filosofia, che ha dato vita al protestantesimo odierno, è stata anche la causa della caduta di queste chiese nel liberalismo liturgico, ecclesiologico, e anche morale: le chiese protestanti, basando il pietismo sul vivere civile, avendo i governi di quei paesi adottato l'aborto e l'ideologia gender, si sono rapidamente messe al passo con le regole sociali di quei paesi.  

Generalmente, adesso si intende per Pietismo quell'attitudine a preferire la preghiera ripetitiva e indolente ma maniacalmente costante alla vita spirituale inserita in un contesto parrocchiale.
Detto senza mezzi termini, chi sta a casa invece che andare in Chiesa, pregando con degli schemi prefissati, invece che partecipare della vita liturgica, sociale e comunitaria. 
La Chiesa Ortodossa insegna che la Salvezza operata dal Cristo si attua in Cristo, ossia nella sua Chiesa la quale è il corpo e Cristo la sua testa, il suo "capo". Qualsiasi zelante processo spirituale, anche  genuino, NON conduce alla salvezza se sviluppato fuori dal proprio ambiente comunitario. Il Signore disse infatti "dove due o tre sono riuniti nel mio nome, là ci sono io". La Chiesa, il corpo di Cristo, è formata da tutti noi, che siamo i suoi membri: è impossibile pensare una chiesa vuota, perché la chiesa  ( gr ekklesìa, "comunità" ) è formata di vivi, e non di statue di cera. 
Chi non partecipa della Chiesa, chi non assume l'Eucarestia - difatti si dice "prendere la Comunione" ( lat. Communio "società di persone") e non si integra nella vita della Chiesa, la quale non è certo i festini etnici in costumi antichi, ma i Sacramenti di Cristo, il Cristo attivo nel muovere il suo corpo.

La Chiesa viene dipinta anche con la forma di una nave nel mezzo di una tempesta. Una Nave guidata dal Cristo, ma con i Santi e i fedeli come marinai: difatti, una nave anche piccola non può guidarsi da sola: e una nave non viaggia senza un carico. Che noi siamo marinai o che siamo noi il carico da condurre lontano, non possiamo fare a meno di essa se si vuole viaggiare. 


l'icona della Chiesa 



mercoledì 24 giugno 2015

Controllare il respiro durante la preghiera del Cuore

Estratto da: Filocalia, volume II - Libreria Editrice Fiorentina 

Isaia Eremita e molti altri con lui, riguardo al controllo della respirazione, dice: << Domina l'instancabile pensiero, cioè la mente agitata e divagata dalla potenza del nemico che, a motivo della negligenza, è tornato, anche dopo il Battesimo, nell'anima neghittosa seguìto da numerosi spiriti maligni, conformemente a quanto dice il Signore: l'ultima condizione dell'Uomo è peggiore della prima.>> Un altro dice: << il monaco abbia l'invocazione di Dio al posto del respiro.>> un altro ancora: << l'amore per Dio deve precedere il respiro.>> San Simeone il Nuovo Teologo: << Comprimi il ritmo della respirazione in modo da non respirare nel modo abituale.>> Giovanni Climaco ammonisce:<< Il ricordo di Gesù sia unito al tuo respiro, e imparerai la forza del silenzio.>> E l'Apostolo Paolo afferma: "Non io, ma Cristo vive in me" operando in lui insufflandogli la vita divina. E il Signore dice: Lo Spirito soffia dove vuole prendendo l'immagine del vento che spira. Quando fummo purificati nel Battesimo ricevemmo l'eredità dello Spirito e i germi della parola interiore. 
Avendo trascurato i comandamenti, custodi della grazia, siamo nuovamente caduti nelle passioni, e invece di respirare lo Spirito Santo, ci siamo riempiti nel respiro degli spiriti maligni. Da essi hanno origine gli sbadigli e gli stiramenti delle membra, a dire dei Padri. Chi ha accolto lo Spirito e da Lui si è lasciato purificare, è da Egli riscaldato e respira la vita divina, la parla, la pensa, la vive, conformemente alle parole del Signore: Non siete voi a parlare, ma lo Spirito del Padre che parla in voi. In maniera identica chi è abitato da uno spirito opposto al Signore, parla e agisce in maniera contraria al Signore. 

I Padri suggeriscono di dire la formula per intero: Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore. Alcuni insegnano a recitare l'orazione nella mente, altri con la lingua: puoi alternare le due forme per non cadere nell'indolenza. Essenziale è che la recita della preghiera sia costante, pacifica e senza alcuna agitazione.  La ritenzione del respiro stringendo le labbra disciplina il pensiero ma per poco tempo, poiché dopo pochi istanti la concentrazione torna a perdersi. Può darsi che dopo molto pregare, la mente divaghi in pensieri e immagini proprie: in tal caso, nella forza della preghiera, sforzati almeno di immaginare Dio, il Paradiso o la Morte in croce del suo Figlio, riconducendo la mente nelle catene dell'orazione, ricordando che appena possibile la mente cadrà di nuovo. 

La cella dell'anima è il corpo: i cinque sensi sono le sue porte ( S. Gregorio Palamas). 

martedì 16 giugno 2015

Sulla vita in altri pianeti - prof. Andrej Kurayiev

Mi sono già avvicinato alla delicata questione Alieni con un passo del libro di padre Serafim Rose ma questa volta, sul sito Daimonologia ( gemello di Mystagogy) ho trovato un interessante spunto diametralmente opposto sempre in ambito ortodosso. L'Arcidiacono Andrej Kurayiev, professore dell'Accademia Teologica di Mosca,  ci spiega come credere nell'esistenza degli extra-terrestri non sia in contrasto con la Fede Ortodossa. Questo suo intervento apparve il primo ottobre 2010 sulla testata giornalistica Interfax-Religion. Mi sono permesso di rendere in forma parlata anche gli interventi dell'intervistatore. 

Quando si scoprì l'atmosfera su Venere nel diciottesimo secolo, Lomonosov disse che poteva benissimo essere un pianeta abitato. Se essi vivessero là, avrebbero davanti due opzioni: o commettono peccato come noi, oppure no. Se essi non commettono peccato, essi vivono in Dio, e non hanno bisogno del Sacrificio redentivo di Cristo sul Golgota, il quale si è compiuto anche per loro, anche se non erano stati conosciuti dagli Apostoli, così come il popolo di Erzya. 


dettaglio della Trinità di Ventura Salimbeni ( XVI secolo ) nel quale la sphera mundi, ossia la Terra, ha una curiosa forma e colorazione che ricorda molto una navicella Sputnik. 


Al tempo della Bibbia non si conoscevano le culture dell'America e dell'Australia, eppure esistevano. E il Cristianesimo si adattò su di loro molto bene, e non si può dire che non sia arrivato. E, anche, il Cristianesimo non si è certo snaturato in Australia. 

Se gli Alieni fossero esseri razionali, dotati di carne e intelletto, non c'è alcuna ragione biblica per non chiamarli esseri umani. Eppure, non mi fiderei mai di alcun rapporto circa incontri con esseri razionali. Tutte le religioni dicono che l'uomo non è l'unica creatura dell'Universo. e che gli spiriti possono tranquillamente prendere sembianze di carne e contattare gli Uomini. 


un curioso dettaglio dell'affresco della Crocefissione di Cristo nel monastero dell'Ascensione a Visoki-Decani ( Serbia ). Omini volanti nelle comete-ufo... 


Qualora un alieno venisse in forma di spirito per umiliare Cristo o "dargli il bacio di Giuda" allora sarebbe senza dubbio un demone. Se viene per convincerti che Cristo non è Dio, ma solamente un dispensatore di qualche conoscenza segreta, allora è una creatura delle tenebre. 
Non importa dove questi "maestri" vivano, sull'Himalaya oppure su un altro pianeta: il mito è una cosa diversa dalla Fede: tutti gli erronei insegnano la stessa cosa, ad andare contro Cristo. 

NOTA DEL BLOGGER

Il prof. e padre Andrej non è certo il primo a spingere l'acceleratore sulla spinosa questione degli alieni. E andiamo da prelati come mons. Corrado Balducci il quale nel lontano 2007 aveva rilasciato una intervista a Tempo e perfino al Tg3 nella quale esponeva la "preoccupazione del Vaticano nel convertire gli alieni che verranno" a Pio da Petralcina il quale disse una volta "l'Onnipotenza di Dio non si limita alla Terra ma altrove vi sono altri popoli e altri esseri che non hanno peccato e che pregano Dio". 

Il fenomeno dell'archeologia "aliena" è davvero impressionante e suggestivo, e si va davvero dalle inquietanti chiese cristiane antiche con rimandi più o meno gravi al fenomeno UFO, sia alle non meno impressionanti guerre stellari avvistate nel XV secolo, note come fenomeno astronomico di Norimberga. Eppure, c'è tanto materiale interessante - come questi indubbi quanto davvero strambi documenti storici o artistici - quanto materiale scadente e palesemente falso, come le decine di migliaia di avvistamenti che si sono scoperti poi essere un fenomeno psicologico affine al delirio di massa. 

Certamente, i demoni sono all'opera per costruire dei nuovi miti moderni per scardinare il Cristianesimo. Non conosco minimamente l'opinione comune del sentire ortodosso in merito agli Alieni ma posso supporre che l'atteggiamento sia alquanto variegato e composito così come lo è quello cattolico.

Già sappiamo che la magia esiste, così come altri spiacevoli usi delle energie sottili e delle esistenze dei mondi paralleli ( che non sono un film, ma sono gli stati delle creature incorporee). Quindi, al limite, possiamo rimanere nell'incertezza aspettando che scendano con Goldrake, oppure ritenerli un falso storico, oppure ancora... possiamo pensare che siano qualcos'altro. 


lunedì 15 giugno 2015

L'Antidoron (solatium) fra Oriente e Occidente

Cos'è un Antidoron?
La parola Anti-doron è greca, significa grosso modo "al posto del dono". Il Dono, ovviamente, è l'Eucarestia. Trattasi dei frammenti di pane benedetto provenienti dal Grande Agnello ( o da altre prosfore ) che però non saranno consacrati sull'altare. 
Esiste un termine latino, purtroppo sconosciuto, per indicare l'antidoron, ossia solatium (lett. compensazione ) ed è da questo termine che partirà la nostra ricerca storica. 

L'antidoron nella pratica della Chiesa Indivisa

La prima attestazione dell'uso dell'antidoron per come lo conosciamo oggi è, paradossalmente, tutta latina. Nel VII secolo, infatti, in riferimento ai canoni del Concilio di Gallia, Sant'Agostino a proposito di un sostituto ( solatium ) per quei catecumeni o fedeli che per svariate ragioni non possono ottenere la Comunione (1). Nella Chiesa Primitiva ( secoli I-IV ) era uso che il fedele portasse a casa l'Eucarestia avanzata dall'Assemblea; con la massificazione della Chiesa, si ritenne opportuno limitare la pratica di condurre a casa solo l'antidoron.
Le prime note nei riguardi di un Antidoron in Oriente invece sono legate a San Germano di Costantinopoli il quale parla della prosfora nella sua Spiegazione della Liturgia nel Nono secolo.  
La Chiesa Indivisa usava largamente il pane benedetto soprattutto ai vespri e dopo le liturgie, ma generalmente dopo ogni officio liturgico che non fosse seguito da una consacrazione. La prassi Latina della liturgia giornaliera, e dell'ampio uso dei presantificati, fece perdere ben presto valore alla distribuzione dei solatia, i quali rimasero fino al XVI secolo nelle liturgie episcopali francesi ( le pan bénit ) e in Italia viene ancora concesso il "pane benedetto" il giorno di s. Antonio da Padova. La scomparsa del pane benedetto è legata anche al progressivo uso del pane azzimo in luogo di quello lievitato nelle chiese latine: la perdita della prosfora in luogo dell'ostia ha comportato l'impossibilità di generare l'antidoron senza che fosse creato un pane ex novo. 

La Chiesa Ortodossa oggi

La Chiesa Ortodossa ha continuato la pratica antica e l'antidoron si è confermato come l'attribuito di economìa per la Chiesa: possono assumerlo tanto i fedeli comunicati, quanto chi non è pronto per la comunione, sia i non-ortodossi. Il solatium viene dato ai fedeli direttamente dal sacerdote durante il bacio della croce. Nell'uso slavo, il sacerdote non da l'antidoron il quale viene lasciato su una tavola alla libera mano dei fedeli; e viene concesso sub utraque: sia in forma di vino che di pane, quasi come se fosse una "eucarestia in miniatura". 
Il pane benedetto della liturgia di Pasqua si chiama Artos, e adesso generalmente viene creato ex novo e benedetto a parte, anche se in origine doveva provenire dall'altare. 
Al giorno d'oggi, c'è dibattito se i non-ortodossi possono assumere o meno l'antidoron: generalmente viene concesso. 

L'antidoron nella Chiesa Ortodossa Occidentale

Subito fu proposto fin dal 1863 da parte di J.J. Overbeck il reinserimento nel canone liturgico latino-ortodosso della pratica dell'antidoron, e difatti sia nella Liturgia di Sarum, nella Liturgia di San Gregorio Magno e nel Vespro è stata reinserita la benedizione del solatium

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FONTI E NOTE

1) 54esima Lettera di Sant'Agostino a Giovenale, Migne, PL XXXIII, 200  

Catholic Encyclopedia, Robert A. Company 

Complete History of the Church, Thomas Antony Trollope 


Pregare in luoghi piccoli o in difficoltà - riflessioni di un clerical chic

fonte d'ispirazione per questo articolo è stato il link di Pravoslavie.ru dedicato alla Preghiera in spazi angusti che l'Ortodossia Romena ha riscoperto in questi ultimi anni.
Vivendo in Italia, e in Europa in generale, una situazione precaria e non certo rosea come nei grandi Stati-Patriarcato ( Russia, Romania, Grecia, Serbia, etc.) ho pensato che è utile vedere come altrove, in una stessa situazione di povertà di mezzi e di materiali, si è degnamente riusciti a costruire un luogo per la liturgia e la preghiera.



villaggio di Viforata ( Targoviste ), Romania: un garage che è diventato una cappella.

Meravigliosi esempi di pietà e di fervore liturgico si sono avuti durante le guerre. Alcune foto  che ho trovato su google mostrano sacerdoti ortodossi e anche cattolici intenti a celebrare in condizioni precarie ed estreme. 


Foto di sacerdoti romano-cattolici italiani durante la Grande Guerra.


Come si nota soprattutto in questa seconda fotografia, il cappellano è riuscito a organizzarsi sul cucuzzolo della montagna. Quindi noi, che viviamo per grazia divina in tempi di pace e sicurezza, come possiamo non trovare un luogo di culto? 
Ho pensato a questo in realtà riferendomi a missioni nuove che nascono lontano dai paesi tradizionalmente ortodossi, senza supporto finanziario, con pochi membri attivamente coinvolti nell'organizzazione, magari addirittura senza sacerdoti desiderosi di accompagnarli: nessuno vieta di costruirsi una cappella domestica dove attendere alle preghiere del breviario ( o orologhion che dir si voglia) mentre si aspetta tempi migliori. 
La costruzione di una chiesa, per una comunità nascente, è un onere troppo grande e una spesa folle da seguire, senza un supporto diretto di altre comunità o senza l'interessamento del Patriarcato di riferimento. Ma si può facilmente trovare una cantina, un abbaino, un sasso in un campo ( ovviamente col permesso del proprietario ) dove cantare un officio liturgico.
Per questo genere di servizi, in luoghi piccoli o non convenzionali, che non sono stati progettati per essere un luogo di preghiera, ci si deve sempre ricordare che essere semplici ed essenziali è l'unica via per non sembrare pacchiani e soprattutto per non avere da trasportare pesi eccessivi.
Per una divina liturgia fatta bene, basta un crocefisso, un incensiere piccolo e il disco col calice, ovviamente assieme all'antimension.In base alle possibilità, seguano in ordine i candelabri, le icone, e quant'altro.


sacerdote russo ortodosso che celebra per i Volontari Zaristi in Spagna. 1935



Sacerdote romeno-ortodosso che canta un officio - forse una panichida - per i soldati romeni della Prima Guerra Mondiale.


piccola edicola per la preghiera a Githyo ( Grecia ) 


Kiev ( Ucraina): nella disperazione degli eventi di piazza Maidan, un coraggioso prete ortodosso confessa in una situazione di gravità estrema.

Casa di preghiera, Etiopia. In Etiopia è molto comune trovare lungo le vie queste casette attrezzate con un altare, delle icone e dei libri di preghiera: chiunque si ferma per pregare è libero, purché lasci quello che ha trovato intatto.

A meno che non siate cappellani militari, e quindi la circostanza mi permette un'ampia libertà, ricordatevi sempre di chiedere la benedizione ad un sacerdote, ad un abate o a un vescovo ( anche lontano ) prima di iniziare la costruzione di un piccolo luogo di culto o di una riunione finalizzata alla preghiera. Dopotutto non servono cattedrali d'oro e chiese di marmo per pregare il Cristo, poiché  Egli disse "dove due o tre sono riuniti nel mio Nome, là ci sono io".

sabato 13 giugno 2015

Officio all'Icona del Salvatore ( Latinità Ortodossa )

Questo divino officio, molto popolare nell'Alto Medioevo, è menzionato da Sant'Atanasio di Alessandria nella sua Relazione sui Miracoli durante il Concilio di Nicea II ( 787 ). Nei monasteri viene cantato dopo il primo esapsalmo del Notturno, nelle parrocchie può essere adattato ai  vespri, ai mattutini o durante il giorno, ma non durante una funzione eucaristica. L'officiatura può essere cantata, per devozione popolare, anche fuori dalle date cui è dedicata (24 maggio e 4 novembre). Questo servizio nasce in seguito ad un miracolo, narrato nello stesso cantico.



PRIMA STANZA

Il sacerdote si pone verso l'icona del Salvatore e intona le preghiere iniziali:
S. Signore, non abbandonarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
S. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.
R. Com'era in principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli, amen.
S. Alzate gli occhi dei vostri sensi e guardate a questa meraviglia, all'infinito miracolo divino, e dateGli gloria. Guardate come Egli si rivolge all'umanità e alla grandezza della sua bontà. In Dio nulla è impossibile, Egli può tutto. Queste cose sono state fatte in mezzo a noi, nei nostri giorni. Che ogni cuore qui presente si volga con stupore a questa meraviglia. E tu, Signore, abbi pietà di noi.
R. Rendiamo grazie a Dio.
S. La maestà del Salvatore governa ogni cosa. Preghiamo dicendo: Sia benedetto il Signore ovunque per tutti i secoli, alleluia.
R. Sia benedetto il Signore ovunque nei secoli, Alleluia!

SECONDA STANZA

S. Nella città chiamata Beirut, la quale pagava le tasse ad Antiochia, gran parte della popolazione era composta d'Ebrei. Vicino alla loro sinagoga, pagando un canone, un cristiano aveva preso dimora. E in quella casa aveva appeso un'icona del Cristo Salvatore, l'onnipotente, e la guardava dal suo letto. Tutto può il Signore: e tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Rendiamo grazie a Dio.
S. Notevoli sono le opere del Signore verso coloro che lo temono.
R.  Ha redento coloro che lo temono. Alleluia.

TERZA STANZA

S. Il cristiano cercò un'altra dimora e si dimenticò della sua icona, e un Ebreo prese quella casa. Un giorno, mentre erano là presenti altri giudei, mentre cenavano uno di loro notò l'Icona del Salvatore. E alzatosi, si recò alla sinagoga accusando il suo ospite di avere quell'immagine in casa. E i sommi sacerdoti lo espulsero dalla sinagoga e mandarono gli altri giudei a oltraggiare l'icona di Gesù Cristo, così come i loro antenati avevano fatto con il Salvatore. Ma tu, Signore, abbi pietà di noi.
R. Rendiamo grazie  a Dio.
S. Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo, perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
R. Adoriamo la tua Croce, o Signore, e ricordiamo la tua gloriosa passione, perché con il legno beato hai redento il mondo, alleluia!

QUARTA STANZA

S. Uno degli Ebrei iniziò a forare l'icona di lato, e da essa uscì Sangue misto ad acqua. Il giudeo gridò: "miracolo" e un altro recandosi con il prezioso Sangue dai sommi sacerdoti, disse: "ungiamo il popolo con questo sangue, e vediamo se il Nazareno pronunciò parola di verità." Chiamarono molti malati, e fra quelli un paralitico dalla nascita. Il Sangue guariva i ciechi, sanava i paralitici, e scacciava i demoni: e la potenza dei giudei s'adombrava. Ma tu, Signore, abbi pietà di noi.
R. Rendiamo grazie a Dio.
S. Quella mattina un sacerdote ebreo andò nella casa dov'era l'icona del Cristo, alleluia.
R. Espulse l'Ebreo che là abitava, e si informò dell'icona, alleluia!
S. Gloria al Padre, al Figlio, e allo Spirito Santo!
R. Com'era in principio, e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen!

QUINTA STANZA

S. Una moltitudine di giudei si convertiva gridando: " gloria a te, o Salvatore, Figlio del Dio misericordioso, re dell'eterna gloria! Vieni, e crederemo in te!" A causa di questa fede, molti prodigi furono compiuti. I sommi sacerdoti ungevano le persone, e tutti venivano sanati. Ma tu, Signore, abbi pietà di noi.
R. Rendiamo grazie a Dio.
S. Alcuni Ebrei presero poi l'icona del Signore e dissero: Come i nostri avi ti hanno tanto oltraggiato, noi così faremo altrettanto.
R. E iniziarono a sputare sul Volto divino.

SESTA STANZA

S. Un gruppo di giudei guariti dal Signore accorse dal Vescovo cristiano della città, esponendogli i grandi miracoli, e pregavano d'essere uniti alla Chiesa col santo battesimo. E tu, Signore, abbi pietà di noi.
R. Rendiamo grazie a Dio.
S. E come si legge nella Passione del Signore, così uscì sangue e acqua dal costato forato.
R. E quanti erano attorno all'icona venivano bagnati del suo Sangue beato, alleluia.

SETTIMA STANZA

S.  Quegli ebrei fecero consacrare la sinagoga qual chiesa in onore del Salvatore, e molte altre scuole le fecero chiese in onore dei martiri. La città era glorificata nel Signore e la Chiesa gioiva perché i corpi erano sani, e le anime pronte per la vita eterna. E tu, Signore, abbi pietà di noi.
R. Rendiamo grazie a Dio.
S. O venerabile Croce, o Legno beato! Ammirabile segno e simbolo glorioso! Attraverso di te il diavolo è stato sconfitto e il mondo è stato redento! Alleluia!
R. Attraverso la Tua Croce, o Salvatore, hai redento il mondo, alleluia!

OTTAVA STANZA

S. Queste cose ho raccontato, o carissimi, perché sappiate del potere del Salvatore nostro Gesù Cristo, affinché si rincuorino le vostre anime. Che vi confermiate nella Sua virtù udendo delle sue potenti azioni, dategli gloria e compunzione di cuore, e gioite ringraziandolo per la sua benignità nella Sua Maestà che condivide col Padre senza principio e col tuttobuono e vivificante Spirito, regnando nei secoli dei secoli. Amen.
R. Rendiamo grazie a Dio.
S. L'ebreo disse: sperimentiamo il Sangue dell'Agnello. Alleluia.
R. E la virtù di Cristo dimori in noi. Alleluia.
S. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.
R. Com'era in principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli, amen.

NONA STANZA

S. In quel tempo, Gesù disse alla folla d'ebrei: Ora avviene il giudizio di questo mondo, e da esso sarà scacciato il principe del mondo.
R. gloria a te, o Cristo.
S. Quando Cristo si innalza sulla Croce, non lasciate che quella vista per voi sia come fu per gli empi, dei quali sta scritto per mezzo di Mosè: la tua vita sia sempre nel dubbio, e avrai garanzia di vita. Perché nel Signore Nostro Gesù Cristo non trovarono nulla di male, ma la malizia li ha terrorizzati e non hanno avuto occhio per la fede, ma solo per la paura che nel loro cuore viveva feconda. Ma tu, Signore, abbi pietà di noi.
R. Rendiamo grazie a Dio.
S. O Signore, buon Pastore, rendi lieto il tuo gregge, le pecore che hai riscattato per mezzo del Sangue del Tuo Figlio, e non abbandonarci nei rovinosi assalti del demonio.
R. Attraverso la tua santa Croce liberaci dai demoni che ci tormentano, alleluia!

DECIMA STANZA

S. O Signore, dacci lo Spirito di sapienza per conoscere e ammirare le tue parole di verità. O mirabile Croce, o tremenda passione! Tribunale di Dio, giudizio del mondo, o potere del Crocefisso! O Signore, tu che hai predisposto tutte le cose e le hai ricondotte a te stesso, quando hai steso le tue mani sul popolo disubbidiente tutti hanno visto la Tua Maestà. Ma adesso, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Rendiamo grazie a Dio.
S.  I sommi sacerdoti credettero a quanto avevano visto, e insieme alle loro mogli e ai loro figli, gridavano a Dio, Alleluia!
R. Uno è Dio Padre, uno è Gesù Cristo,  uno è lo Spirito Santo. E gridavano così a Dio. Alleluia.

UNDICESIMA STANZA

S. Signore, nell'ora tremenda della Tua morte, in avversione al crimine dei giudei, il Sole si è vestito di tenebra, la terra si è data ai terremoti, le potenze dell'aria hanno rifiutato di servire i malvagi,  il giorno si è mutato in notte,  il velo del Tempio si è squarciato e l'altare rifiutò gli indegni, e il Santo dei Santi si ritirò dagli ebrei così come sta scritto nel Vangelo. Ma tu, Signore, abbi pietà di noi.
R. Rendiamo grazie a Dio.
S. Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo, perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
R. Adoriamo la tua Croce, o Signore, e ricordiamo la tua gloriosa passione, perché con il legno beato hai redento il mondo, alleluia!
S. Abbi pietà di noi, o Signore, tu che hai sofferto per noi. Alleluia.

DODICESIMA STANZA

S. Signore, tu che hai tratto a te tutte le cose, hai reso manifesti quei simboli che tenevi nascosti nel Tempio dei giudei, e adesso ogni nazione ti celebra. Tu accetti l'adorazione devota di ogni popolo che ti è figlio, e non più i leviti, ma i presbiteri ritieni santi, e l'unzione della tua Chiesa è più sacra, per mezzo della Croce santissima fonte di ogni grazia, causa di ogni benedizione, attraverso la quale la morte si tramuta in vita, la menzogna diviene verità, e la debolezza diviene forza. I sacrifici hanno avuto termine poiché hai deciso per il tuo Sacrificio puro e perfetto di soddisfare attraverso il tuo Sangue ogni necessità di oblazione. Perché, tu, Signore, sei il vero Agnello che toglie i peccati del Mondo. In te ogni mistero si consuma, e ogni tuo sacrificio rinnovato salva molte anime. Noi ti preghiamo, o Signore e Salvatore, che presto giunga il Tuo Regno su tutte le nazioni, e che tu abbia pietà di noi.
R. Amen.
S. Salvaci per la tua Croce, o Signore, tu che morendo hai distrutto la morte, e a chi giaceva nei sepolcri hai donato la vita. Alleluia.
R. Abbi pietà di noi, o buon Gesù, tu che hai sofferto per noi.
S. Gloria al Padre, al Figlio, e allo Spirito Santo.

R. A colui che ha donato la vita. Amen. 

venerdì 12 giugno 2015

La Grazia ( San Luca vescovo di Crimea )

Nel Nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo. Amen.

Il grande apostolo Paolo dice di sé stesso: Io sono il minimo degli Apostoli, non sono nemmeno degno d'esser chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono, e la grazia verso di me non è stata vana, anzi, ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che era in me. ( 1Cor. 15:9-10).
Vedete come il più grande fra gli apostoli parla di sé stesso, come se non fosse stato lui ad aver operato, ad aver compiuto grandi opere, illuminato il mondo intero, la  Grazia che era con lui. Egli non attribuisce nulla a se stesso, anche se grandi furono le sue opere, e le sue sofferenze per Cristo innumerevoli, Tutto riconduce alla Grazia di Dio. E noi malati, invece, che attribuiamo a noi stessi grandi meriti per una cosa fatta una sola volta, o che ancora dobbiamo iniziare? E noi che invece non notiamo la grazia divina, fonte di ogni bene?
La parola grazia si sente spesso ad ogni officio divino. La parola grazia si trova in quasi ogni pagina del Nuovo Testamento, mentre nel Vecchio si trova assai raramente, Perché questo, perché si parla sempre di Grazia nel Nuovo Testamento?
Perché il principio di ogni bene è nostro Signore Gesù Cristo: in Lui abbiamo la redenzione mediante il Suo sangue, e le ricchezze della sua grazia. ( Ef. 1:7) Questo è il bene più grande, la fonte e l'inizio di ogni grazia - la redenzione dell'Umanità attraverso il Purissimo Sangue di Cristo. Infatti è per la grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio ( Ef. 2:8). 
Gratuitamente abbiamo ricevuto questo dono, gratuitamente riceviamo la redenzione dal Sangue di Cristo. La Grazia divina illuminerà ogni cristiano che prenderà la sua propria croce e seguirà il Cristo. Sapete che la grazia è necessaria ad ogni vero inizio, così da prendere parte alla salvezza, all'Alleanza di Cristo, così come il Signore stesso ci ha detto: Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre, che mi ha mandato: e io lo resusciterò nell'ultimo giorno ( Giovanni 6:44). E' necessario che il Padre stesso ci guidi, altrimenti per noi non c'è inizio nel cammino di Cristo. 
Leggiamo negli Atti degli Apostoli cosa accadde in Macedonia a Filippi, mentre l'apostolo Paolo insegnava il Vangelo. Insegnava nei pressi della città, sulla riva del fiume nella quale era stata eretta una Sinagoga. Una donna di Tiatiri, commerciante di porpora, chiamata Lidia, la quale temeva Dio, ci ascoltava. Il Signore le aprì il cuore per renderla attenta alle parole di Paolo. ( Atti 16:14). 
Vedete, il Signore stesso le aprì il cuore agli insegnamenti di Paolo. 

Così il cuore di tutti noi si apra al tocco di Dio e ponga attenzione alle grandi parole di Cristo. La grazia divina è necessaria al principio del nostro viaggio verso la Salvezza. Ma si può dire che la Grazia divina è prefigurata per coloro che sono predestinati alla vita eterna? che solo costoro possono toccare la grazia? Certo che no. La Grazia è l'effusione dell'incommensurabile amore di Dio e il suo amore è rivolto a tutta la creazione, soprattutto agli uomini, e di conseguenza la Grazia di Dio adombra  i cuori di tutto il genere umano. Perché sta scritto che che Dio è Padre di tutti gli Uomini e e sia degli Ebrei che dei Pagani. Egli è buono con tutti. Uno che va alla guerra non si immischia nelle faccende della vita civile, se vuol piacere a colui che lo ha arruolato. Allo stesso modo quando uno lotta come atleta non riceve la corona, se non ha lottato secondo le regole. Il lavoratore che fatica dev'essere il primo a ricevere la su parte del raccolto. (2Tim. 2:4-6). Ossia il genere umano. Egli è il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati, e non solo per i nostri, ma per quelli del mondo intero. (1Giovanni 2:2). 

Ricordate queste parole: senza di me non potete far nulla. Se non vivete nell'amore di Cristo, se non berrete il succo della Vera Vite, non sarà possibile compiere alcunché di bene, e rimarrete soli nella vostra debolezza e nella vostra miseria. Tutto ciò che si compie in voi per mezzo della Grazia è attuato dal Padre stesso in Gesù Cristo: egli solo confermerà tutte le vostre buone azioni, e senza di lui, non potrete far nulla.  

Tratto da: Omelia sulla Grazia di San Luca vescovo di Simferopoli, apparsa su Pravoslavie.ru 

mercoledì 10 giugno 2015

Il monasterium di Aquileia e il fervore intellettuale del IV secolo


Nel IV secolo sotto la presidenza di Papa Valeriano ( vescovo di Aquileia e Papa della Chiesa Veneta ) nella spinta generale monastica di quel periodo nacque il monasterium di Aquileia, una struttura cenobitica nella quale convivevano il vescovo, le vergini consacrate, le monache claustrali e  i monaci.

Esso era un ambiente tendenzialmente colto, poiché vi era una grande biblioteca e i chierici erano pressoché uomini di cultura e non semplicemente dei sacerdoti che avevano imparato "in chiesa" a cantare i servizi divini. Fra le personalità più influenti dell'Italia del tempo, vissero nel monasterium anche S. Girolamo presbitero ( che se ne andrà nel 373 d.C. ), l'eremita Bonoso di Dalmazia ( anche lui lascerà il monastero per l'anacoresi su uno scoglio)  e s. Rufino di Concordia, oltreché ricevere frequenti visite da parte di S. Ambrogio vescovo di Milano il quale manterrà le spese del monastero, tanto che verrà chiamato monasterium sub Ambrosio nutritore. Il gerarca di questa curiosa struttura, ancora poco diffusa in Occidente, era il Patriarca di Aquileia Valeriano, chiamato anche Papa Valeriano.  Iniziò in quella struttura quel sentire il vissuto monastico come imprescindibile da quello episcopale. 

Le fonti storiche, fra cui spicca un autore anonimo del VII secolo, ci informano che il rito latino praticato nel monasterium seguisse alcuni canoni alessandrini portati dalla gerarchia egiziana che là si era stabilita in buon numero, tanto che l'Orologio monastico seguiva i principi delle regole di s. Basilio. Il monastero fu minacciato molte volte dagli ariani fino al 380 quando l'imperatore Teodosio, influenzato dalla paternità spirituale di s. Ambrogio, emanò l'editto tutti i popoli, definendo la Chiesa Cattolica ( Ortodossa ) come religione di stato. 
E' interessante notare il fitto legame fra Alessandria e Aquileia che i Padri sinodali del Concilio di Aquileia (381 d.C.) esposero nell'epistola Quamlibet, letta in quel frangente contro gli Ariani di Palladio, chiamati in causa nel detto concilio. Taluni, come il professor Biasutti, arrivano addirittura ad identificare la Chiesa d'Alessandria come Chiesa-Madre di Aquileia: viene attribuita a sant'Ambrogio e recita:
"Noi abbiamo sempre mantenuto la regola dottrinale della Chiesa d'Alessandria, secondo il costume dei padri, conserviamo fin'oggi l'Alleanza indiscutibile e la comunione con essa".
Ambrogio, epistola extra collectionem, 6,6.

Tuttavia la Chiesa d'Aquileia saprà mostrarsi matura e ortodossa quando, circa mezzo secolo dopo, la Chiesa d'Alessandria sceglierà la non-comunione con il resto della Chiesa, abbracciando il detto miafisismo. 

FONTE:
Papa Valeriano di Aquileia e i suoi tempi ( consultabile qui

domenica 7 giugno 2015

L'Ortodossia delle isole britanniche ( Storia della Chiesa )

Il presente lavoro è solamente la traduzione della pregevole opera di snellimento della Storia ecclesiastica britannica operata dal rev. Abate Michael Wood, abate del Monastero di Santa Brigida in Scozia per la ROCOR, nel suo sito Orthodox Western Rite, dal quale si può apprendere molto seriamente e nei criteri della canonicità cosa sia il Rito Occidentale nell'Ortodossia e come debba essere curato attentamente.

La Chiesa nell'Era Imperiale

Anno 37 dopo Cristo. Sant'Aristibulo, uno dei Settanta Discepoli di Gesù Cristo, sbarca in Inghilterra mandato da Tiro e inizia la predicazione evangelica. La città di Devon in Cornovaglia diventa il primo centro della cristianità inglese. Nel Sinodo di Pisa del 1409 si fa menzione del fatto che san Giuseppe d'Arimatea potrebbe aver accompagnato Sant'Aristibulo nella sua missione; episodio tra l'altro narrato dal Ciclo Arturiano del Graal.

Anno 160: I Santi Damiano e Fugazio ( Dyfan e Fagan ) vengono mandati da San Lucan ad ampliare la Chiesa in Galles. 

Anni 160-180: menzionata l'attività dei santi vescovi Elvan e Mydwyn. Sant'Elvan morirà a Glastombury nel 195. San Damiano ( Dyfan ) diviene il primo martire delle isole britanniche.

Pastorale rinvenuto nell'abbazia isolana di Iona ( Scozia ) e datato IX secolo.

Anno 208: Tertulliano menziona la Chiesa Inglese come indipendente dalle influenze romane portate dalla conquista militare. 

Anno 238: Origene menziona la Chiesa d'Inghilterra. 

Anni 300-304: Martirio dei santi Albano, Stefano di Londra, Socrate di York, Argulio di Londra, Amfibalo di Llandaff, Nicola di Penhryn e Melior di Carlisle. 

Anno 306: San Costantino Imperatore si proclama Augusto a York. 

Anno 314: il vescovo inglese Adelfio di Cerleon, primate della Chiesa d'Inghilterra, e i suoi colleghi episcopi Eborio di York e Restituto di Londra partecipano al Concilio di Arles.

Anno 325: Sant'Atanasio registra l'assenso della Chiesa d'Inghilterra alle decisioni prese a Nicea nel Concilio Ecumenico. 

Anno 359: Alcuni vescovi inglesi partecipano al Concilio di Rimini. 

Anno 397: san Ninian fonda il primo monastero del suo popolo a Whitehorn.

Anno 399: San Giovanni Crisostomo attesta che la Chiesa d'Inghilterra professa la stessa fede delle altre chiese e che a buon diritto può essere chiamata parte della Chiesa Universale.

Anni 432-464: San Patrizio pone la sua residenza episcopale ad Armagh in Irlanda e inizia la cristianizzazione del paese.

Anno 447: Visita di San Germano in Inghilterra.

L'Epoca dei Monasteri

Anno 456: l'abbazia di Caldey viene fondata.

Anno 478: il monastero di Llantwit viene fondato. Nel 530 contava 1'000 monaci residenti. 

Anno 500: San Dieniol fonda il monastero di Bangor.

Anno 520: San Cadoc fonda il monastero di Llancarvan. 

Anno 521: San Sansone viene fatto vescovo da san Dyfrig primate d'Inghilterra. 

Anno 525: vengono fondati i monasteri di Padstow e di Dol dai santi Sansone e Petroc. 

Anno 545: Il Sinodo di Brefi dichiara eretico il Pelagianesimo sul suolo inglese.

Anno 547: San Davide vescovo di Menevia ( Galles ) e Primate d'Inghilterra dichiara la sua giurisdizione obbediente al Patriarca di Gerusalemme. La dipendenza diretta dal Patriarca gerosolimitano durerà fino all'arrivo di Sant'Agostino di Canterbury da Roma, il quale porterà la Chiesa Inglese nell'influenza romana.

Fino alla fine del Millennio, la Chiesa Inglese sarà nota per il numero di monasteri e celle singole sparse per tutto il paese. Il clero secolare vestiva con tonache blu, mentre il clero monastico con abiti neri.

Anno 553: San Kentigern fonda la Cattedrale di Glasgow.

Anno 563: San Columcille arriva in Scozia, nell'Isola di Iona, e fonda il monastero.

Anno 564: San Sansone presiede al concilio di Parigi.

Anno 569: San Davide convoca un secondo concilio in funzione anti-pelagiana.


Evangeliario del 1025, London Museum

Anno 588: Viene fondato l'Eremo di Skellig da parte di San Finnan, eretto sulla sommità di una scogliera  in Irlanda, a seicento metri dalla  costa atlantica. Giudicato uno degli eremi più austeri della cristianità, il luogo prosperò per cento anno, e i suoi monaci furono dispersi poiché rifiutarono il Nuovo Calendario introdotto da sant'Agostino di Canterbury.

Anno 590: viene fondato il monastero di Barsey.

Anni 597-604: il papa san Gregorio Magno invia Sant'Agostino di Canterbury per riallacciare i rapporti con la Chiesa Inglese la quale contava 120 vescovi e un Primate con sede in Menevia ( Galles ). Viene fondata la Abbazia di Canterbury nel 598 e la giurisdizione inglese torna sotto Roma. La "chiesa celtica" viene romanizzata e la sede primaziale si sposta a Canterbury nel 602. Nel 604 i vescovi britannici si rifiutano ancora di giurare fedeltà ad Agostino.

Anno 601: Sinodo di Chester.

Anno 634: su invito di re Oswald, san Aidano si sposta a Lindisfarne fondando l'omonimo monastero col titolo anche di Arcivescovo di Northumbria.

Anno 635: fondazione delle abbazie di Whitby, Malmsbury e Polesworth.

In questi anni sorge la questione del Calendario per il calcolo della data della Pasqua. La Chiesa Inglese seguiva infatti un proprio calendario, contestato dal resto della Chiesa Indivisa. I monaci delle comunità di San Colombano si ersero a difensori del calendario celtico.

Anno 664: Il sinodo di Whitby approva l'uso del calendario universale nella Chiesa Inglese. San Colombano accetta le disposizioni sinodali. Scioglimento dell'Eremo di Skellig i cui monaci rifiutarono le disposizioni in merito alla data della Pasqua.
La Chiesa Gallese non accetterà le risoluzioni conciliari e si separerà dalla comunione canonica col resto della Chiesa.

Anno 669: San Teodoro di Tarso, di sangue greco, all'età di sessantasette anni arriva a Canterbury e si instaura quale vescovo.

Anno 672: San Teodoro di Tarso chiama il Sinodo di Hertford nel quale fa redigere una collezione di canoni patristici sul modello del concilio di Calcedonia, e fra le leggi inerenti la disciplina ecclesiastica spicca una collegialità fortissima e un elemento degno di nota, la celebrazione degli offici in lingua comune ( anglo-sassone)!
Canone 2: Nessun vescovo si introduca nella diocesi d'un altro.
Canone 3: Nessun vescovo interferisca con (l'abate) nel governo del monastero di Dio.
Canone 9: venga creato un nuovo vescovo quando il numero dei fedeli lo richieda.

Il Secondo Sinodo convocato a Hatfield e presieduto sempre da San Teodoro produsse un documento ortodosso contro la controversia monotelita.

Anno 682: il grande monastero di Jarrow viene costruito, il cui pluteo impressionò tanto i contemporanei per la sua magnificenza da essere ricordato da san Beda il Venerabile. All'estremità del pluteo vi era una icona della Madre di Dio e dall'altra parte opposta una dei Dodici Apostoli; i muri erano affrescati con la visione di San Giovanni sul Giudizio Universale e le vetrate figuravano i martiri della Chiesa. L'orribile movimento iconoclasta luterano del XVI secolo non ha risparmiato la struttura.

Anno 690: Il Witenagamot - il Parlamento dei Nobili d'Inghilterra - proibì gli appelli ecclesiastici al Patriarca di Roma, sottolineando la sufficienza del Primate della Chiesa Inglese quale suprema autorità locale.

Anno 709: il Re Cenred di Mercia si ritira a vita contemplativa in un monastero.

Anno 720: Re Ine del Wessex costruisce la cattedrale di Glastombury.

Anno 731: San Beda completa il suo libro Storia dell'Inghilterra.

Anno 747: Al Sinodo di Clovenshoe viene ampliato il calendario con l'inserimento di alcune nuove feste, come il giorno di San Gregorio Magno, e viene adottato dalla Chiesa Inglese l'uso delle Rogazioni, finora non fissato. Il Witenagamot RIBADISCE quale primate d'Inghilterra il Metropolita di Canterbury e non permette di appellarsi a Roma.

Anno 754: con le donazioni di Pipino il Breve, il Papato diviene indipendente dall'Impero bizantino.

Anno 768: Il Vescovo Elfoddw di Gwynedd riesce a persuadere il clero gallese ad accettare i canoni del sinodo di Whitby. La Chiesa del Galles rientra in comunione con la Cristianità.

Il padre Michael Wood ci rende noto che nel Primo Millennio in Inghilterra era molto comune che il clero usasse la croce pettorale. I vescovi solevano indossare le croci a T ( il detto "tau" ) sia le croci latine.

Anno 792: Il Sinodo di Regensburg condanna l'Adozionismo.

Anno 796: il Re Offa d'Inghilterra instaura rapporti commerciali con il Continente.

Anno 800: Carlo Magno si fa incoronare dal Papa Leone III la notte di Natale come Imperatore d'Occidente, reclamando tutti i territori dell'ex impero romano. Da questo evento in avanti, la parola "papa", che prima era usata come sinonimo di Patriarca, comparirà in uso solamente per il Papa di Roma.

La decadenza carolingia

Anno 800: il Monastero di rito Latino dedicato a Santa Maria, il quale contava dei monaci anglosassoni, viene costruito a Gerusalemme.

Anno 801: le cronache del monastero riportano che i monaci rimasero sconvolti dagli emissari franchi di Carlo Magno, i quali pretesero il filioque.

Anno 803: Il Sinodo a Clovenshoe inserisce il Canone Romano nella Divina Liturgia di San Giovanni, praticata fin dai tempi della Chiesa Celtica.

Anno 804: Alcuino di York, monaco e consigliere alla corte di Carlo Magno, esorta il clero di Lione a non usare il filioque. Il Vescovo Felice di Spagna, esiliato a causa della sua ortodossia - all'epoca in Spagna iniziavano a diffondersi i filoquisti - presiede la causa ecclesiastica di Alcuino.

Anno 810: Il Papa Leone III proclama a tutta la Chiesa la decisione di NON inserire il Filioque nel canone del Credo, portando a difesa i Padri Antichi.

Anno 850: Il Vescovo Censteg di Dingerein ( Galles ) accetta l'autorità dei presuli di Cantebury sul proprio suolo.

Anno 860 circa: I santi Cirillo e Metodio, evangelizzando la Dalmazia, usano la liturgia romana.

Anno 867: i presuli inglesi partecipano al sinodo di Costantinopoli il quale anatemizza l'eresia filoquista e il celibato obbligatorio del clero.

Anno 871: Alfredo il Grande diviene Re dell'Inghilterra.

Anno 879: Un rappresentante inglese viene inviato in Bulgaria a presiedere l'Ottavo Concilio Ecumenico, con una partecipazione di 381 vescovi. Il Concilio ribadì l'anatema sui filoquisti. Il Patriarca Fozio ricevette una lettera dal Papa Giovanni VIII nella quale il papa accettava gli insegnamenti del Concilio e proibiva di aggiungere qualsiasi frase al Credo. Il Papa Giovanni VIII sarà assassinato dai Franchi, e il Credo con il Filioque non farà la sua comparsa a Roma prima del 1014.

Anno 909: viene fondato il monastero di Cluny in Francia.

Anno 944: un monastero di rito Latino viene fondato a Costantinopoli con l'approvazione del Patriarca e il permesso imperiale. Vi si rifugiarono molti monaci latini contrari al filioque.

Anno 980: I benedettini di Amalfi partono e arrivano sulla santa Montagna dell'Athos, e fondano il monastero di rito occidentale. Il monastero rimarrà ortodosso fino al 1287 quando una incursione di pirati porrà fine alla sua esistenza.

Anno 1014: La Curia Romana scrive la formula Filioque nel canone liturgico. La diffusione del filioque non è uniforme. L'Inghilterra non ne è toccata.

Anno 1054: Si consuma il grande Scisma fra le sedi madri di Roma e Costantinopoli. La Chiesa d'Inghilterra e il Witenagamot si dichiarano indipendenti da Roma. Il Papa cerca l'alleanza coi Normanni: la Chiesa Inglese cerca l'alleanza con Costantinopoli.


una vecchia foto del Grande Ingresso della divina liturgia di Sarum 

La fine

Anno 1061: la castellana nobildonna Richeldis a Walshingam ha la visione della Madre di Dio, la quale mostra a Richeldis la casa in cui visse a Nazareth, e la signora fa edificare la copia esatta nella sua città. Il giorno seguente l'edificio viene trovato completato a 70 chilometri di distanza. L'apparizione di Walshingam è ritenuta valida dalla Chiesa di Costantinopoli e tuttora vi sono due cappelle ortodosse e un monastero ortodosso.

Anno 1066: Guglielmo il Bastardo, Duca di Normandia, ottiene l'appoggio pontifico per l'invasione dell'Inghilterra. Harold Godwinson, legittimo Re d'Inghilterra, viene spodestato e il clero anglosassone viene cambiato con clero franco fedele a Roma. La famiglia Godwinson si trasferisce a Kiev, regno amico, dove il principe Golytsin sposa la figlia di Harold, Gutha.

1054-1287: i tre monasteri latini a Gerusalemme, Costantinopoli e Monte Athos si dichiarano ortodossi.

L'Era Moderna e il Rito Occidentale

1715-1725: Alcuni vescovi anglicani scrivono una fitta corrispondenza col Patriarca Ecumenico e con lo Zar Pietro il Grande, auspicando la nascita, a Londra, di una parrocchia ortodossa di rito latino. Il progetto sfumò per le resistenze canoniche da parte della Santa Sede di Costantinopoli.

Anno 1840: L'accademico anglicano William Palmer, eminente membro del Movimento di Oxford, intrattiene un rapporto epistolare con il teologo russo Alexei S. Komiakov, e con il santo Metropolita di Mosca Filarete, circa la nascita di una Chiesa Ortodossa Occidentale. Anche questo progetto andrà a morire.

Anno 1860: l'ex sacerdote cattolico J.J. Overbeck si converte all'Ortodossia e chiede di servire come sacerdote di rito latino. Gli viene negato, nonostante il Patriarca di Costantinopoli Gioacchino III avesse risposto con interesse al rito occidentale.

Anno 1868: Il Primarca di Scozia visita la Russia a colloquio con Filarete e si dice convinto di portare la Chiesa Inglese nell'Ortodossia. La sua petizione verrà condotta al Sinodo di Canterbury e non troverà riscontro.

Anno 1869: Il Sinodo della Chiesa Russa approva un testo di rito latino.

Anni 1870-1871: Alcuni cattolici,prendendo il nome di vetero-cattolici, si oppongono al dogma dell'Infallibilità papale promulgato dal Concilio Vaticano I. La Chiesa Russa apre a questi vetero-cattolici i sacramenti nelle sue chiese in Francia e Belgio.

Anno 1890: Il vescovo russo Vladimir Sokolovsky riceve la parrocchia vetero-cattolica di Fond du Lac mantenendola di rito occidentale.

Anno 1891: Il vescovo Sokolovsky celebra la divina liturgia archieratica occidentale nella parrocchia di Fond du Lac.

Anno 1898: la Chiesa Ceco-Slovacca di rito occidentale ottiene la protezione canonica del Sinodo di Mosca.

Anno 1904: l'arciprete Tikhon Belavin porta una petizione al Sinodo di Mosca per l'adozione di un rito latino per tutti i convertiti ortodossi in Occidente. Il Sinodo accetta.

Anno 1921: l'arciprete Tikhon Belavin viene eletto Patriarca di Mosca e di tutta la Russia. ( San Tikhon di Mosca). Nello stesso anno il Patriarca Dimitri di Serbia consacra san Goraz Pavlik come vescovo  dei Cechi e degli Slovacchi, concedendo ancora l'uso del rito latino per tutta la sua diocesi. Il 4 settembre 1941 il vescovo Pavlik sarà martirizzato dai nazisti.

Anno 1922: le decisioni del sinodo moscovita sul rito occidentale vengono tradotte in inglese e diffuse in Inghilterra.

Anno 1926: La Chiesa Vetero-Cattolica Polacca viene ricevuta nella sua integrità come chiesa ortodossa di rito occidentale sotto Mosca. I nazisti stermineranno questa metropolia durante il secondo conflitto mondiale. Nello stesso anno, San Giovanni Maximovic viene tonsurato vescovo di Shangai.

Anno 1929: la Fraternità ortodossa di sant'Ireneo in Francia guidata da Vladimir Lossky celebra col rito gallicano.

1934: San Giovanni di Shangai e San Francisco viene tonsurato Primarca della ROCOR. Egli autorizza e celebra nei riti latini.

Anno 1941: La Chiesa Serba forza la conversione dell'Arcidiocesi Ceco-Slovacca al rito bizantino alla morte del suo primate.

Anno 1947: il monaco cattolico Gregorio Baccolini viene ricevuto dalla Chiesa Russa e apre un eremo benedettino ortodosso a Roma.

Anno 1958: San Giovanni Maximovic crea l'ECOF ( Eglise Orthodox-Catholique de France ) con il suo seminario, e inizia a ordinare presbiteri. Il santo gerarca autorizza l'uso nazionale della liturgia di San Germano di Parigi.

Anno 1960: Alla cattedrale Ortodossa di Parigi san Giovanni Maximovic, vescovo di Parigi, celebra il rito latino.

Anno 1965: il vescovo Giovanni di Parigi viene spostato a San Francisco, ed egli ordina Jean Nectarie come Arcivescovo di San Denis e dell'ECOF.

Anno 1967: Dopo la morte di San Giovanni Maximovic, le gerarchie della ROCOR sospendono tutte le missioni di rito occidentale aperte dal santo gerarca. L'ECOF, abbandonata dalla ROCOR, cerca rifugio canonico sotto Bucarest, i cui patriarchi ne avranno cura fino al 1972, quando la abbandoneranno nella non-canonicità.

Anno 2010: dopo alterne fortune, il Rito Occidentale ottiene protezione canonica nella ROCOR sotto S.E.R. Hilarion Kapral. Alcune parrocchie antiche sono state mantenute e altre sono state aperte. Esistono 2 eremi e 3 monasteri di rito latino ortodosso, e un quarto sta venendo costruito in Texas con 48 acri di terreno.

Grazie al padre Michael Wood, rettore del monastero di Santa Brigida in Scozia, per l'ampia documentazione che trovate al link del suo sito. Preghiamo che l'Occidente torni all'Ortodossia nel solco della sua tradizione... Amen